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Milano dedica una via all’Alumnus De Nora, inventore dell’Amuchina

Milano omaggia l’inventore dell’Amuchina, l’Alumnus Oronzio De Nora, intitolandogli una via nel quartiere Ortica, dove ha sede l’omonima azienda che ha contribuito al progetto con una donazione.

Oronzio De Nora, Alumnus in Ingegneria elettrotecnica, brevettò il famoso liquido igienizzante nel 1923 in Germania, creando il potente antibatterico che oggi conosciamo come Amuchina. L’ingegnere vendette poi il brevetto e, nel 1924, fondò l’azienda che porta il suo nome. 

Ancora oggi le industrie De Nora sono attive anche in campo internazionale come punto di riferimento per le tecnologie sostenibili, il risparmio energetico e il trattamento delle acque.

De Nora
Credits: De Nora on Linkedin

Via De Nora si inserisce nel piano di riqualificazione del quartiere Ortica che prevede, per questa via, la totale pedonalizzazione, l’installazione di panchine, piante in vaso, tavoli da ping pong e la creazione di murales lungo il perimetro dell’azienda De Nora che ritraggono i volti di persone che si sono distinte per il loro importante contributo scientifico, tra cui anche l’ingegner De Nora.

«Si tratta di un intervento integrato di pedonalizzazione, urbanismo tattico, arte pubblica e toponomastica», ha commentato l’assessore alla partecipazione, cittadinanza attiva e open data Lorenzo Lipparini, «coronato da un patto di collaborazione che tiene insieme realtà di cittadinanza attiva, impresa e amministrazione comunale con il comune obiettivo di ripensare e riqualificare lo spazio pubblico».

Credits header e home: imbruttito.com

Credits header e home: https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/02/27/news/amuchina_inventore_altamura_de_nora-249732543/

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Vittoria di PoliMove alle qualificazioni per l’Indy Autonomonous Challenge

Il 23 ottobre 2021, al Motor Speedway si svolgerà la finale dell’Indy Autonomous Challenge: la prima gara automobilistica di veicoli a guida autonoma. Tra i team in gara c’è il PoliMove Racing Team, guidato da Sergio Savaresi, Docente di Controllo dei Veicoli del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano e Alumnus in Ingegneria Elettronica.

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Credits: Indy Autonomous Challenge
LA VITTORIA ALLE QUALIFICAZIONI

Da mesi, il team composto da laureandi e dottorandi è al lavoro sul software di controllo e sull’algoritmo che servirà a pilotare un’automobile a 300 km all’ora. Lo scorso 30 giugno, la prima decisiva vittoria ha avvicinato il Politecnico al traguardo finale di ottobre e che è fruttato, per il momento, il primo premio di 100 mila dollari (a questo link il video che racconta le qualificazioni).

“La gara di qualificazione si è svolta in ambiente di simulazione, su cui abbiamo avuto modo di fare parecchi test nei mesi scorsi”, commenta Savaresi. “Dal punto di vista della gara automobilistica, non siamo stati particolarmente divertenti: nelle qualifiche abbiamo fatto il tempo migliore in assoluto e siamo partiti per primi, in pole position. Siamo stati primi durante tutta la gara e siamo arrivati primi. Nessuno ci ha mai superato nonostante numerosi tentativi di sorpasso da parte di altre macchine che il nostro “pilota AI” è sempre riuscito a contrastare. Abbiamo stravinto!”.

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Credits: Indy Autonomous Challenge
IL PILOTA VIRTUALE

Durante questa gara in simulazione hanno partecipato 16 team dalle università più prestigiose del mondo, ma, tra macchine uscite fuori pista, collisioni tra contendenti e urti contro le strutture, hanno tagliato il traguardo solo in 4: Politecnico in testa, al secondo e terzo posto Università di Monaco e Università del Texas, al quarto MIT.

La nostra squadra ha consegnato agli organizzatori il pilota virtuale un mese prima della gara. “Si tratta di un vero e proprio sostituto del pilota umano, un software di intelligenza artificiale. Lo abbiamo sviluppato con diversi strati di intelligenza tattica e strategica: durante la gara era pronto a valutare se le cose si mettevano male, cambiare tattica e scegliere di correre qualche rischio in più. Poi, per fortuna, non è servito”, continua Savaresi, che ha spiegato nel dettaglio la natura di questo pilota virtuale nel numero 9 di MAP (da pagina 28).

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Credits: Indy Autonomous Challenge
VERSO LA FINALE

La gara del 23 ottobre vedrà in pista complessivamente 10 team universitari. Il primo premio sarà di 1 milione di dollari. Questa volta i piloti virtuali correranno in pista, a bordo di una macchina vera e propria, lo stesso modello per tutti: una Dallara IL-15 (ribattezzata AV-21) modificata con sensori adatti alla guida autonoma.

“C’è un po’ di tensione. In simulazione si possono verificare un sacco di crash, ma non si fa male nessuno e non si rischia di buttare via quasi mezzo milione di dollari a causa di un errore”. La macchina, infatti, costa circa 300 mila euro, oltre alle spese di viaggio e di ricerca necessarie a portare a termine la gara (scopri qui come sostenere economicamente il PoliMove Racing Team con una donazione).

Proprio in questi giorni i primi membri del team stanno partendo per Indianapolis e gli altri li raggiungeranno a settembre. Pronti per la finale, conclude Savaresi: “Come gruppo di lavoro del Politecnico, lavoriamo in quest’ambito ormai da vent’anni, abbiamo quindi alle spalle tantissimo know-how e siamo sicuramente fra i team che potenzialmente sono un po’ più avanti rispetto agli altri. Dal punto di vista delle competenze siamo fortissimi. Ma ieri, durante la gara in simulazione, eravamo molto in ansia: come in ogni gara singola, l’imprevisto è dietro l’angolo, ti tocchi dentro con qualcuno, c’è un malfunzionamento meccanico, e si perde. Di sicuro siamo tra i top team e speriamo di avere un pizzico di fortuna anche a ottobre”.

Supportando PoliMove puoi aiutare il progetto a raggiungere nuovi ambiziosi traguardi. Dona ora

Credits photo: www.indyautonomouschallenge.com

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TMek, il test diagnostico rapido per la malaria made in Polimi

Ottime notizie per TMek, il rivoluzionario test rapido per la diagnosi della malaria sviluppato dal Politecnico di Milano nel laboratorio PoliFab (ne abbiamo parlato nel MAP#7): un recente studio pubblicato dalla rivista “Advanced Science” ha confermato il suo potenziale dopo la sperimentazione avvenuta in Camerun su 75 pazienti con sospetto clinico di malaria.

TMek
Credits: https://www.tmekdiagnostics.com/en/home-2/
COME FUNZIONA TMEK?

La diagnosi precoce è di fondamentale importanza per garantire più ampie probabilità di sopravvivenza alle persone affette dalla malaria: per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a sollecitare lo sviluppo di nuovi test diagnostici rapidi impiegabili in zona endemica.

TMek riesce a diagnosticare la malaria in tempi rapidi perché si avvale di un meccanismo fisico lab-on-chip, che utilizza campi magnetici e microchip per rendere possibile la quantificazione dei globuli rossi infetti. Attraverso dei microchip “usa e getta” a basso costo dotati di micro-magneti, il sistema attrae i globuli rossi infetti e li conta in modo da quantificare la parassitemia, ovvero la percentuale dei globuli infetti rispetto ai sani. In questo modo è possibile fornire una soluzione rapida ed economica per la diagnosi della malaria, compatibile con l’utilizzo in aree tropicali in assenza di personale specializzato.

Dopo le prime sperimentazioni nel 2019 che hanno dimostrato come TMek riesca, in soli 10 minuti, a fornire un risultato quantitativo con un limite di sensitività di 10 parassiti per microL di sangue, è arrivato il nuovo studio di validazione che ha confermato il suo potenziale come test rapido quantitativo e selettivo per la diagnosi precoce della malaria.

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Credits Seth Doyle on Unsplash
UN PROGETTO DI RICERCA A FINALITÀ SOCIALE

TMek nasce dal team di ricerca interdisciplinare guidato dai professori Giorgio Ferrari (Elettronica), Beniamino Fiore (Bioingegneria) e Roberto Bertacco (Fisica) come progetto finanziato da Polisocial Award, il programma di responsabilità sociale del Politecnico di Milano. Per garantire un utilizzo etico di eventuali proventi derivanti dallo sfruttamento della proprietà intellettuale, l’iniziativa è protetta con brevetti “sociali” e gli inventori hanno rinunciato ai loro diritti proprio in favore del finanziamento di progetti di ricerca con finalità sociale.

Il progetto è stato realizzato anche grazie al sostegno delle Alumnae e degli Alumni che hanno donato e continuano a donare per garantire uno sviluppo etico di TMek e creare uno strumento diagnostico unico nella lotta contro la malaria. Dona anche tu.

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YAPE, il robot a guida autonoma made in Politecnico

Cammina da solo ma dietro di lui ci sono tutto un Politecnico e una fabbrica di imprese: si chiama YAPE, ed è un veicolo a guida autonoma su due ruote creato per le consegne che si sposta tra marciapiedi, passanti e semafori.

YAPE può trasportare bevande e cibi caldi o freddi, ma anche medicinali perché lo scomparto interno ha la possibilità di essere climatizzato. È pensato per muoversi agevolmente fra le strade delle città italiane tra vicoli, rotaie, sanpietrini e pavè, sulle sue due ruote basculanti, capaci di ammortizzare urti e cambi di percorso.

La sua missione è recapitare a casa degli utenti ciò di cui hanno bisogno nel minor tempo possibile, aggirando parallelamente gli eventuali problemi logistici e i congestionamenti stradali.

A concepirlo è stato un team di ingegneri del Politecnico di Milano all’interno del gruppo di ricerca MOVE, che l’ha sviluppato e realizzato in collaborazione con la fabbrica di imprese e-Novia, di cui abbiamo parlato sul MAP #7.

YAPE
Credits: bigsee.eu

“YAPE è stato disegnato e progettato per muoversi in ambienti angusti e per muoversi su marciapiede, il che richiede di pianificare le sue traiettorie e di sapere dove si trova con precisione centimetrica”, dichiara a RaiPlay Digital Filippo Parravicini, Alumnus in Ingegneria dell’informazione e dottorando al Politecnico, che da quattro anni lavora al progetto.

Insieme a lui anche Luca Mozzarelli, ricercatore e Alumnus in Automation and Control Engineering, che aggiunge: “La cosa molto interessante di questo progetto è che si tratta di una piattaforma che ci consente di andare a lavorare a tutto tondo sugli aspetti della guida autonoma, senza avere a che fare con le complicazioni di un’automobile vera e propria.”

YAPE
Credits: italiani.it

Vincenzo Russi, co-founder e CEO di e-novia e Alumnus del Poli, sul Magazine degli Alumni del Politecnico di Milano parla del percorso di integrazione di competenze e settore che sono stati fondamentali per arrivare a YAPE:

“I prodotti sui quali si lavora oggi presentano complessità e problematiche tecnologiche che sono impensabili da risolvere con una sola forma di ingegneria, di design o di architettura. Per questo, qui in e-Novia abbiamo Alumni che sono loro stessi politecnici, “persone politecniche”, cioè in grado di governare più tecnologie.
I laureati in design, ad esempio, diventano esperti di economia, di finanza, di marketing; vanno al di là della propria competenza specifica per comprendere fenomeni che toccano altre discipline. Al nostro interno è sempre più valorizzata questa figura straordinaria che caratterizzerà il futuro, e che il Poli sta facendo crescere”.

Credits header: e-novia

Fondazione Edison dona 20 mila euro per borse di studio

Fondazione Edison ha donato 20 mila euro per finanziare 2 borse di studio da 10 mila euro ciascuna, dedicate a studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in energy engineering-ingegneria energetica del Politecnico di Milano. Le borse sono intitolate all’ing. Guido Fossati, Alumnus del Politecnico, già Direttore HR e ICT di Edison.

Questa donazione, nel 2021 alla sua seconda edizione, è pensata per selezionare i migliori talenti tra gli iscritti a ingegneria energetica. Per partecipare al bando di ammissione è necessaria una media pesata di 27/30; i candidati devono poi passare attraverso un lungo processo di selezione, tra test e colloqui di valutazione. Ce lo siamo fatto raccontare dai due vincitori di quest’anno, che verranno premiati alla cerimonia del 12 luglio 2021 alle 12.00, visualizzabile collegandosi a questo link.

ALICE DI BELLA

“Non ci credo ancora! Non sono ancora riuscita a festeggiare e a capacitarmene, mi sembra incredibile”, commenta Alice Di Bella, 24 anni. Alice sta per laurearsi in ingegneria energetica a indirizzo green power, con una tesi di ricerca in energy modelling (con il prof. Manzolini).

“È stato un mio compagno di studi, vincitore della borsa dello scorso anno, a suggerirmi di partecipare a questo bando. Mi ha raccontato di questa bella opportunità che, tra le altre cose, lo ha messo in contatto con l’ing. Fossati, una persona molto interessante”.

Alice Di Bella
Alice Di Bella

Alice ci ha raccontato il processo di selezione per l’assegnazione della borsa: l’application in base alla media accademica, poi un test di logica e uno di personalità. Infine, un colloquio con l’HR manager di Edison: “mi ha fatto un sacco di domande tipiche dei colloqui di lavoro, ma anche alcune che non mi aspettavo, come, ad esempio, quale valore assegnassi ai diversi ambiti della vita: lavoro, amici, tempo libero e famiglia”.

Dopo la laurea, Alice vorrebbe proseguire con un dottorato di ricerca: “non so ancora cosa vorrò fare “da grande”, al momento sto pensando al prossimo passo: un PhD potrebbe darmi modo di approfondire i miei interessi e aiutarmi a capire cosa mi piace davvero. Sono orientata comunque verso il tema della transizione energetica, delle rinnovabili, e mi interessa anche la cooperazione internazionale”.

ELIA PIETRA

Elia Pietra, 23 anni, è al primo anno della magistrale in Power Generation. Ha già le idee chiare: “Vorrei lavorare nel campo della progettazione di impianti di produzione di potenza. Potrebbe essere questo l’argomento che sceglierò per la tesi e spero di poterla fare sul campo, in azienda. Nel frattempo, a gennaio partirò per l’Erasmus in Norvegia: non vedo l’ora di uscire di casa! Anche se ho un ottimo rapporto con la mia famiglia, sono curioso di fare un’esperienza da solo, all’estero”.

Elia Pietra
Elia Pietra

Dopo i test attitudinali, Elia è stato il primo candidato a fare il colloquio con le risorse umane di Edison. “Di carattere non sono uno che si fa prendere dall’ansia, ma questa volta ero un po’ agitato. L’ho vissuta un po’ come un colloquio di lavoro, e per me era la prima volta”, ci racconta.

“Ero anche emozionato perché Edison è un’azienda importante e mi interessava molto fare due chiacchiere con qualcuno di loro per capire aspettarmi dal mondo del lavoro. Ma la persona che mi ha intervistato mi ha messo subito a mio agio. Abbiamo parlato di lavoro, ma anche di me, delle mie passioni, della mia storia”.

Nel 2020 grazie al supporto della Community degli Alumni siamo riusciti a creare 87 borse di studio che hanno permesso ad altrettanti studenti meritevoli di studiare al Politecnico di Milano.
Anche con un piccolo contributo puoi aiutare uno studente bisognoso e meritevole: Dona ora

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L’Alumna Elena Bottinelli vince il Premio Bellisario per la categoria Management

La Commissione esaminatrice del Premio Marisa Bellisario ha scelto, tra le vincitrici di questa 33° edizione, l’Alumna Elena Bottinelli, premiata per la categoria Management.

Bottinelli, amministratore delegato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’IRCCS Galeazzi di Milano, si laurea in Ingegneria Elettronica con specializzazione in Bioingegneria al Politecnico di Milano nel 1991. Prima di arrivare al Gruppo San Donato, ha lavorato dieci anni in multinazionali leader nel settore dei dispositivi medici e ortopedici.

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È tra le socie fondatrici di Leads – Donne Leader in Sanità – che ha l’obiettivo di promuovere la leadership al femminile nel settore sanitario e di favorire il superamento delle disuguaglianze di genere, puntando alla parità nelle posizioni apicali di organizzazioni pubbliche e private.  Nel 2019 la celebre rivista di economia “Forbes” inserisce Elena Bottinelli nella classifica delle 100 donne italiane di maggior successo.

Nel 2017 partecipa alla 6° edizione della Convention Alumni Politecnico di Milano (il video a questo link), sottolineando l’importanza del sistema sanitario (che proprio quest’ultimo anno è stato determinante nel fronteggiare la crisi inaspettata che ci siamo trovati ad affrontare). “Il primo obiettivo delle città è quello di far star bene i cittadini”, commenta, parlando di un futuro in cui la tecnologia, dai wearables al machine learning, giocherà un ruolo sempre più importante nella prevenzione e nel controllo della salute, facilitando la medicina personalizzata a distanza e un sistema di ambulatori distribuiti sul territorio. “Il futuro è a portata di mano. Non dobbiamo temere la tecnologia, ma conoscerla e utilizzarla in modo etico: ci insegnerà a fare scelte più consapevoli”.

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Il Premio Bellisario è un riconoscimento istituito in memoria di Marisa Bellisario, pioniera della tecnologia in Italia. Dal 1989, ogni anno viene assegnato alle donne che si distinguono nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia, nel sociale, nella cultura e nell’informazione, nello spettacolo e nello sport, sia a livello nazionale che internazionale.

“Questa 33esima Edizione – dichiara Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario – arriva dopo un periodo lungo e faticoso. Questi mesi sono stati complicati per tutti, soprattutto per le donne. Ora siamo a un punto di svolta. Le giuste battaglie, quelle per l’occupazione femminile e per la parità di genere, sono state finalmente rimesse al centro delle agende politiche”.

La premiazione si terrà il 1° luglio durante l’evento televisivo “Donne che fanno la differenza”, condotto da Laura Chimenti, e andrà in onda il 17 luglio in seconda serata su Rai1.

Inaugurato il nuovo Campus alla presenza del Presidente della Repubblica

È stato inaugurato il nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dell’Alumnus e Senatore Renzo Piano, della Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del Sindaco di Milano Giuseppe Sala.

È un progetto che viene da lontano e di cui si comincia a parlare nella primavera del 2017 (l’inizio della storia lo trovate su MAP #1) grazie all’idea donata da Renzo Piano al Politecnico, in seguito progettata da un altro grande Alumnus, Ottavio Di Blasi – ODB&Partners (la sua intervista su MAP #7). I due architetti hanno ideato e sviluppato una radicale riorganizzazione degli spazi di via Bonardi sulla filosofia che Piano definisce del “rammendo”: “ricucire” e collegare, infatti, sono tra le funzioni del nuovo Campus, pensato come uno spazio aperto a tutta la città, un parco urbano che mette in comunicazione il parco Ponzio con il sistema verde di Piazza Leonardo da Vinci.

Inaugurazione Nuovo Campus Architettura – Intervento di Ferruccio Resta
Credits: https://www.abitare.it/it/gallery/habitat/urban-design/renzo-piano-campus-politecnico-milano-gallery/?foto=9

Oggi con grande gioia il Politecnico apre alla sua comunità e ai cittadini milanesi uno spazio alberato di circa 9000 metri quadrati, nuovi edifici (per un totale di 4200 metri quadrati) che comprendono i laboratori LABora (ne abbiamo parlato qui) e la rete di laboratori per l’Architettura, aule polifunzionali, spazi per la didattica e non solo. Un’opera che si inserisce un preciso programma politecnico, da sempre attento alla profonda simbiosi tra ateneo e quartieri che lo ospitano e che racconta del “valore di fare città”, come spiega Emilio Faroldi, Prorettore del Politecnico di Milano, in una recente intervista per gli Alumni.

“Dal 2017 a oggi abbiamo realizzato 120 milioni di euro in opere”, spiega in una nota il Rettore del Politecnico di Milano, prof. Ferruccio Resta, che continua: “nonostante le non poche difficoltà di questo ultimo periodo. Abbiamo dato vita a 20 cantieri, fino ad arrivare alla bellissima Aula Magna dedicata a un nostro caro e famoso Alumnus: l’ingegnere Giampiero Pesenti. Alla famiglia Pesenti, così come a Regione Lombardia, a Fondazione Cariplo, agli Alumni e ai cittadini che hanno contribuito alla realizzazione del Campus, vanno i nostri ringraziamenti. La ‘cosa pubblica’ deve tornare a rappresentare la bellezza e la qualità che abbiamo ereditato dalla nostra storia”. Il cantiere del nuovo Campus di Architettura è stato possibile anche grazie al contributo economico di tanti Alumni donatori.

Credits foto: Matteo Bergamini e Enrico Cano © Lab Immagine Design POLIMI (progettazione, produzione e gestione di prodotti comunicativi) Dipartimento di DESIGN, Politecnico di Milano – 02-2399.7805/06 – labimmagine-design@polimi.it

“Inaugurando oggi il nuovo Campus, apriamo simbolicamente una nuova fase per il nostro ateneo. È così che abbiamo messo in moto un programma di didattica post Covid che vale, nella sua prima fase pilota, oltre 15 milioni di euro”, prosegue il Rettore: una fase in cui l’impegno è trovare un equilibrio tra la didattica in presenza e le nuove tecnologie senza rinunciare alla sperimentazione e che va di pari passo con l’impegno nella ricerca e nell’innovazione.

Il Rettore cita anche, a questo proposito, il nuovo Centro di Technology Foresight (ne parliamo in un recente Digital Talk a questo link), nato per comprendere il potenziale di tecnologie ad alto impatto: dalle tecnologie quantistiche all’idrogeno; dalla mobilità sostenibile alla potenzialità dei dati; dalla manifattura additiva alla chimica verde, alle nanotecnologie biomedicali, allo spazio.

“Abbiamo quindi tracciato il profilo di un’università moderna, internazionale e rivolta al futuro. Un disegno che può aver successo a un’unica condizione: quella di essere accompagnato da riforme strutturali che diano risposte adeguate ai nostri studenti e ai nostri ricercatori, alle loro aspettative di oggi e alle loro necessità di domani”, continua il Rettore. Commenta il Presidente Mattarella:

Il compito delle università è quello di suscitare la capacità di elaborare, di affrontare il futuro e in questo il Politecnico di Milano si manifesta attrezzato.

Credits foto: Matteo Bergamini e Enrico Cano © Lab Immagine Design POLIMI (progettazione, produzione e gestione di prodotti comunicativi) Dipartimento di DESIGN, Politecnico di Milano – 02-2399.7805/06 – labimmagine-design@polimi.it

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Paolo Cederle alla guida europea delle “esponential technologies” per NTT Data

A partire dal 2021 Paolo Cederle, Alumnus in ingegneria meccanica laureato nel 1987, assumerà il ruolo di Head of Financial Services Continental Europe del gruppo multinazionale giapponese NTT DATA, con la missione di potenziare il settore Banking e Insurance in tutta la regione europea.

paolo cederle
Credits: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/paolo-cederle-nuovo-vicepresidente/

Accanto a questo nuovo ruolo manterrà quello di Presidente di Everis Italia che ricopre dal 2018. Cederle sarà anche il collegamento europeo con la struttura NTT Disruption For Good, divisione della capogruppo NTT, con head quarter a San Francisco, che si occupa di esponential technologies e del loro impatto sulle trasformazioni sociali e economiche.

Leader italiano nel settore dell’Information Technology a livello internazionale, fondatore di due startup e ai vertici di Unicredit per oltre 15 anni, Cederle è anche un orgoglioso Alumnus del Politecnico di Milano: accompagna da anni l’Ateneo nello sviluppo di attività di didattica innovativa e mentoring ed è membro del Circle Of Donors, il programma del Politecnico di Milano dedicato ai donatori che desiderano supportare i migliori studenti magistrali.

Credits home: www.datamanager.it

Credits header: www.nuvola.corriere.it/

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Accordo tra Politecnico e STM: nasce un nuovo centro di ricerca

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Politecnico di Milano e STMicroelectronics hanno firmato un nuovo accordo di collaborazione che porterà alla costituzione di un centro di ricerca congiunto sui materiali avanzati per sensori (STEAM).

Si tratta di un progetto all’avanguardia in Lombardia e di un’opportunità unica in Italia, che mette a disposizione dei nostri docenti, ricercatori e PhD, ma anche alle imprese interessate all’innovazione, strumenti allo stato dell’arte per progettare e sviluppare la tecnologia MEMS (Micro-Electro-Mechanical System). 

L’accordo, ha commentato il Rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, “è frutto di un impegno straordinario in attività congiunte su temi chiave come la sensoristica e l’intelligenza artificiale”, e sottolinea la collaudata collaborazione tra l’Ateneo e l’azienda che già da molti anni ruota intorno a progetti di ricerca e sviluppo.

L’investimento prevede inoltre l’aggiornamento delle principali infrastrutture a supporto di progetti di ricerca, formazione ed elaborazione di tesi, a partire dalla realizzazione di una linea pilota da 200mm allo stato dell’arte che affiancherà l’attuale clean room da 150mm di PoliFab (scopri PoliFab, la clean room del Politecnico di Milano, su MAP #7). Rilevante sarà il potenziale impatto innovativo sul comparto manifatturiero, traino dell’economia italiana: il nuovo laboratorio sarà infatti aperto alle aziende e si inserisce all’interno di un progetto ambizioso, quello di creare un vero e proprio distretto di innovazione nel Parco dei Gasometri a Bovisa, dove si sta sviluppando un ecosistema ricerca-imprese-territorio di livello internazionale.

Un centro di eccellenza che è espressione dell’interazione tra pubblico e privato, tra università e aziende, e che si configura tra le attività strategiche dell’Ateneo sempre più orientate allo sviluppo di ricerca avanzata e alla competitività del territorio”, aggiunge Resta. Il progetto, inoltre, si inserisce in un quadro che posiziona il Politecnico di Milano tra le prime università in Europa in termini di capacità di attrarre fondi europei per la ricerca e di attrattività nei confronti di accademici e ricercatori di talento da tutto il mondo.

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I progetti finanziati dal 5 per mille: BAMBI

Ogni anno migliaia di donatori, soprattutto Alumni, scelgono di devolvere al Politecnico di Milano il loro 5 per mille. Queste donazioni immettono nuove energie nella ricerca e in particolare servono a finanziare progetti ad alto impatto sociale e a promuovere giovani ricercatori.

Tra questi progetti c’è anche BAMBI – Balloon Against Maternal BleedIng, un kit che contrasti l’emorragia post-parto (PPH), rendendo il dispositivo più economico e pratico di quelli attualmente utilizzati.

LA NASCITA DEL PROGETTO

L’emorragia post-partum (EEP) è un’emergenza ostetrica globale: è la principale causa di mortalità materna al mondo. Dei circa 140.000 decessi per EPP annuali, il 99% avviene nei paesi in via di sviluppo, con costi sociali devastanti per comunità già fragili a causa di condizioni economiche precarie e rese ancor più vulnerabili dalla pandemia di SARS-CoV-2.

In tali paesi, a maggioranza rurale, i parti avvengono per lo più in ambito domestico, senza la presenza di un medico, ed è spesso difficile (se non impossibile) raggiungere in tempo un ospedale in caso di EPP. Mentre lo standard di riferimento per la gestione della EPP nei paesi industrializzati è il dispositivo Bakri®, a causa del suo elevatissimo costo non si presta ad applicazioni su larga scala nei paesi sopracitati.

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Credits: Polisocial
BAMBI: COSA PREVEDE IL PROGETTO?

Obiettivo principale del progetto BAMBI è progettare un nuovo dispositivo destinato ai paesi in via di sviluppo, che sia in grado di eseguire una corretta ed efficace gestione della EPP e che abbia un costo inferiore ai 5 dollari per unità. Per questa ragione l’idea è stata depositata come brevetto sociale.

Il ricercatore Francesco De Gaetano spiega qual è attualmente la modalità applicata nei paesi in via di sviluppo: «Un copri-sonda viene legato con un filo a tubo connesso con una sacca piena di soluzione fisiologica. Il copri-sonda viene quindi inserito in utero dove, gonfiandosi a causa del riempimento con la suddetta soluzione, comprime la parete uterina fermando così il sanguinamento.

L’idea di questo dispositivo di emergenza è di per sé valida, il problema risiede nei materiali utilizzati, nelle modalità di assemblaggio dei vari componenti e nella mancanza di sterilità di tutta l’operazione. Questo dispositivo dovrebbe rimanere all’interno dell’utero fino a 24/48 ore dal suo inserimento; durante questo periodo, a causa dell’artigianalità della connessione tra i diversi componenti, possono verificarsi trafilamenti di fluido, che comportano una riduzione del volume e il mancato raggiungimento dell’obiettivo di arresto dell’emorragia.

Credits Alex Pasarelu on Unsplash

Nei casi più gravi di EEP si può giungere a perdite di mezzo litro di sangue al minuto arrivando, nel giro di pochi minuti, alla morte della paziente. Per questa ragione il dispositivo non dovrebbe essere soggetto a trafilamenti che ne riducano l’efficacia di tamponamento dell’emorragia. Il nuovo dispositivo che stiamo progettando è focalizzato alla risoluzione di questi problemi tecnici per garantire la sicurezza del trattamento durante tutta l’applicazione, nonché ad un suo impiego semplice e sicuro».

Il dispositivo oggetto del progetto BAMBI, oltre ad agire velocemente, deve quindi essere facile e intuitivo da utilizzare in condizioni non ideali.

«Puntiamo ad arrivare a fine 2021 con il design del dispositivo funzionante, così da avviare l’iter di validazione e di conseguenza la sperimentazione sul campo a inizio 2022».

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Giovani ricercatori al Poli, girone “eccellenza”: puntata 3

Nei prossimi anni, i ricercatori del Politecnico di Milano si occuperanno di temi “scottanti” come il riscaldamento globale, la transizione energetica, l’applicazione etica di algoritmi decisionali e molti altri temi che avranno un grande impatto sulla società e sulle vite di tutti.

È il caso di questi 17 giovani ricercatori che sono arrivati negli ultimi anni o stanno per arrivare nei dipartimenti del nostro Ateneo tramite una “Marie Curie Individual Fellowship”: un assegno di ricerca europeo pensato proprio per i giovani scienziati che si occupano di temi cruciali a livello internazionale. Ciascuno di loro è seguito da un supervisor, cioè un docente o un ricercatore esperto della materia che accompagna il grantee MSCA nello sviluppo del progetto di ricerca e allo stesso tempo ne arricchisce la formazione.

Scopriamo di cosa si occuperanno:

COME CONSERVARE L’ENERGIA?

Wietse M. Boon, 30 anni

MiDiROM: Deep learning enhanced numerical simulations of mixed-dimensional models for subsurface flow

2022-2024

Finanziamento: 171.473,28 €

DIPARTIMENTO DI MATEMATICA (DMAT)

Supervisor: Luca Formaggia

Keywords: fractured porous media; reduced order modelling; mixed-dimensional PDE

Usando tecniche di deep-learning, Boon vuole sviluppare nuovi e più efficienti modelli per descrivere e prevedere il comportamento del flusso nel sottosuolo per capire come stoccare energia da fonti rinnovabili in modo sicuro. Boon è uno dei ricercatori che si sono appoggiati alla MSCA Master Class del Politecnico, un percorso che affianca i migliori post-doc da tutto il mondo che vogliono candidarsi a un grant Marie Curie e scelgono il nostro Ateneo come host institution: “La masterclass mi ha insegnato come allineare la mia proposta con gli obiettivi principali della MSCA Individual Fellowship e mi ha dato preziosi consigli”.      

CITTÀ PIÙ FRESCHE

Nicola Colaninno, 43 anni

MultiCAST: Multiscale Thermal-related Urban Climate Analysis and Simulation Tool

2022-2025

Finanziamento: 251.002,56 €

DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E STUDI URBANI (DASTU)

Supervisor: Eugenio Morello

Keywords: urban heat island; climate-proof urban planning; giscience

Colaninno affronterà il fenomeno noto come Urban Heat Island e svilupperà un sistema di supporto alle decisioni per la pianificazione e la progettazione del clima con l’obiettivo di rendere vivibili le città nei periodi estivi. Il sistema sarà testato su tre aree urbane a Los Angeles, Amsterdam e Milano.

PARTICELLE E PROCESSI ULTRAVELOCI

Maurizio Reduzzi, 33 anni

HETRUSQ: HETeRoaromatic biomolecules Ultrafast Spectroscopy in liQuids

2021-2023

Finanziamento: 171.473,28

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS)

Supervisor: Mauro Nisoli

Keywords: attosecond physics; ultrafast spectroscopy; ultrafast optics

Reduzzi lavorerà all’interno del gruppo del prof. Nisoli (abbiamo raccontato il suo progetto ERC, TOMATTO, nel numero 9 di MAP). “HETRUSQ ha l’obiettivo di esplorare studiare processi di charge transfer in materia organica su scale temporali nell’ordine dell’attosecondo e l’interazione tra le molecole e il loro ambiente circostante naturale, l’acqua”. Scopri di più a questo link

OTTENERE LASER USANDO POCHISSIMA ENERGIA

Armando Genco, 32 anni

ENOSIS: ENhancing and prObing Strong light-matter Interactions in 2D materials by ultrafaSt optical techniques

2021-2023

Finanziamento: 171.473,28 €

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS)

Supervisor: Giulio Cerullo

Keywords: 2d heterostructures; ultrafast spectroscopy; microcavity polaritons

Genco studia polaritoni, particelle che possono essere sfruttate per ottenere sorgenti di luce coerente (laser) con materiali innovativi e a bassa soglia, che richiedono pochissima energia: “le potenziali ricadute nel mondo delle telecomunicazioni e del computing, per esempio, sono molto promettenti sia in termini di velocità che di impatto ambientale”. Scopri di più a questo link

UN ALGORITMO PUÒ ESSERE “EQUO”?

Michele Loi, 42 anni

FPH: Fair predictions in health

2021-2023

Finanziamento: 183.473,28

DIPARTIMENTO DI MATEMATICA (DMAT)

Supervisor: Giovanni Valente

Keywords: statistical predictions; fairness; algorithms

“Il modo in cui si guarda ai dati porta a conclusioni diverse. E non si basa soltanto su considerazioni scientifiche ma anche morali. Sono le nostre idee, i nostri valori che ci dicono come leggere i dati per tirarne fuori un giudizio sull’equità dell’algoritmo”. Scopri di più a questo link

ENERGIE RINNOVABILI E PROBLEMI DI INTERMITTENZA

Mark A. Bajada, 30 anni

SSEFR: Single-Site Electrocatalytic Flow Reactor for C-C Coupling

2021-2023

Finanziamento: 171.473,28

DIPARTIMENTO DI CHIMICA, MATERIALI E INGEGNERIA CHIMICA “GIULIO NATTA” (DCMC)

Supervisor: Gianvito Vilé (abbiamo parlato di lui su MAP #9, a pag. 22)

Keywords: catalysis; flow chemistry; green chemistry

Bajada ha l’obiettivo di individuare e creare nuovi materiali in grado di convertire energia da fonti rinnovabili in energia chimica per risolvere i problemi di intermittenza associati alle energie rinnovabili. Scopri di più a questo link

LA CRISI DEL SONNO

Diletta De Cristofaro, 34 anni

SCRAPS: writing the Sleep CRisis: 24/7 cAPitalism and neoliberal Subjectivity

2021-2024

Finanziamento: 257.209,92

DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E STUDI URBANI (DASTU)

Supervisor: Simona Chiodo

Keywords: sleep crisis; mhealth; philosophy of technology

SCRAPS studierà quella che medici e psicologi in tutto il mondo chiamano “crisi del sonno”. De Cristofaro analizzerà opere di narrativa, saggistica e cultura digitale per indagare l’impatto dei tempi della produttività sulla salute e la relazione tra salute individuale e ideologie neoliberiste. Scopri di più a questo link

ESTRARRE MATERIALI PREZIOSI DALLE COMETE

Mirko Trisolini, 32 anni

CRADLE: Collecting Asteroid-Orbiting Samples: enabling a safer, sustainable, and autonomous exploration of asteroids

2021-2023

Finanziamento: 229.704,64

DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE AEROSPAZIALI (DAER)

Supervisor: Camilla Colombo (scoprila su MAP #5 a pag. 32)

Keywords: asteroid exploration; asteroid dust particle dynamics; dust in-orbit collection

Trisolini lavorerà allo sviluppo di un sistema innovativo e autonomo per l’estrazione di materiali rari e preziosi che potrebbero trovarsi all’interno di asteroidi e comete. “Ho scelto il Politecnico come host institution per l’esperienza e il background tecnico del gruppo di ricerca in cui sono inserito e le radicate collaborazioni, anche internazionali, a cui ha accesso”. Scopri di più a questo link

PREVENIRE I RISCHI DELLO SFRUTTAMENTO DEL SUOLO

Michele Botti, 30 anni

PDGeoFF: Polyhedral Discretisation Methods for Geomechanical Simulation of Faults and Fractures in Poroelastic Media

2020-2022

Finanziamento 171.473,28

DIPARTIMENTO DI MATEMATICA (DMAT)

Supervisor: Paola Antonietti

Keywords: Polyhedral discretization methods; Geomechanics; Numerical modelling

Tramite simulazioni numeriche è possibile prevedere gli effetti dello sfruttamento del suolo. Il progetto PDGeoFF ha l’obiettivo di sviluppare un quadro matematico e numerico per prevenire i rischi connessi a diverse attività geologiche umane come la produzione di energia geotermica e la raccolta e lo stoccaggio di CO2.

AGRICOLTURA RESISTENTE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Sandra Ricart, 37 anni

MODFaBe: Modelling individual farmer behaviours in Coupled Human Natural Systems under changing climate and society

2020-2022

Finanziamento 171.473,28

DIPARTIMENTO DI ELETTRONICA, INFORMAZIONE E BIOINGEGNERIA (DEIB)

Supervisor: Andrea Castelletti

Keywords: Farmers; Climate change; Modelling; Behaviour; Muzza system

Aumento delle temperature, diminuzione delle precipitazioni, alluvioni e siccità mettono a rischio la produttività del settore agricolo. Ricart lavora modelli che descrivano il comportamento degli agricoltori e intende capire come questi modelli possano rendere l’agricoltura sostenibile, flessibile e adattabile ai cambiamenti climatici.

NANOANTENNE PER GENERAZIONE DI SECONDA ARMONICA

Thorsten Feichtner, 40 anni

PoSHGOAT: Potential-dependent Second-Harmonic Generation in Optical Antennas measured Time-resolved

2020-2021

Finanziamento 137.604,96

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS)

Supervisor: Paolo Biagioni

Keywords: Optical antenna; Plasmonics; Second harmonic generation

La generazione di seconda armonica è un processo ottico con applicazioni promettenti nella spettroscopia, nella commutazione ottica ultraveloce e nell’elaborazione ottica delle informazioni. Feichtner sta studiando come massimizzarne la generazione fabbricando nanoantenne a contatto elettrico con punte ultrasottili e spazi ultra-stretti e svilupperà modelli numerici per ottimizzare le geometrie delle nanoparticelle.

BIOGAS AL CENTRO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Imteyaz Alam, 37 anni

Biogas2Syngas: Rational Design for Coke-resistant Dry Reforming Catalyst using Combined Theory and Operando Raman Experiments

2019-2021

Finanziamento: 171.473,28

DIPARTIMENTO DI ENERGIA (DENG)

Supervisor: Matteo Maestri (ne abbiamo parlato su MAP #6 a pag.30) Keywords: Biogas; Syngas; Coke-resistant catalyst          

Il biogas rappresenta un’importante fonte energetica che svolge un ruolo centrale nella rivoluzione energetica. Il progetto Biogas2Syngas studia e sviluppa tecnologia e modelli per sfruttare questa risorsa affrontandone alcune delle sfide principali, come il miglioramento del ciclo di vita e delle prestazioni del catalizzatore.

GUARDARE LE MOLECOLE MOLTO DA VICINO

Soumen Ghosh, 32 anni

CHIRALSCOPY: Probing Ultrafast Stereochemical Dynamics by Femtosecond Electronic Circular Dichroism Spectroscopy

2019-2021

Finanziamento 171.473,28

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS)

Supervisor: Giulio Cerullo

Keywords: Molecular Handedness; Ultrafast Chirality; Femtosecond Dynamics

Ghosh sta sviluppando una tecnica spettroscopica di nuova generazione molto sensibile alla struttura tridimensionale delle bio-molecole, per osservarne il movimento in tempo reale mentre la loro struttura cambia nel corso di un processo biologico. Tra le varie applicazioni, nel campo della chimica strutturale, questa tecnica offrirà strumenti per la lotta all’Alzheimer, al Parkinson e al fotodanneggiamento del DNA.

OTTENERE IDROCARBURI DAL METANOLO

Torstein Fjermestad, 41 anni

EMPaTHY: use of multiscale modElling to Minimize coke ProducTion during the methanol-to- HYdrocarbon process

2019-2021

Finanziamento: 171.473,28

DIPARTIMENTO DI ENERGIA (DENG)

Supervisor: Matteo Maestri

Keywords: Multiscale modelling; Computational fluid dynamics; Molecular dynamics; Density functional theory calculations

Il metanolo può sostituire i combustibili fossili come fonte di idrocarburi validi, offrendo una via verso combustibili e prodotti chimici più sostenibili. È un processo conosciuto dagli anni ’70, ma è stato implementato industrialmente solo nell’ultimo decennio e deve ancora superare diverse sfide tecniche, di cui si occuperà Fjermestad con il progetto EMPaTHY.

UN MODELLO DI ORGANO SU CHIP PER L’OSTEOARTRITE

Paola Occhetta, 34 anni

uKNEEversal: a miniaturized 3D in vitro model of human joint to gain new knowledge on Osteoarthritis pathophysiology

2019-2021

Finanziamento: 171.473,28

DIPARTIMENTO DI ELETTRONICA, INFORMAZIONE E BIOINGEGNERIA (DEIB)

Supervisor: Marco Rasponi

Keywords: Organs-on-Chip; Osteoarthritis; In vitro models

Occhetta userà la tecnologia degli organi su chip per creare un modello di articolazione colpita da osteoartrite che possa ricreare la complessità di questa malattia, utilizzabile per studiare i meccanismi che la regolano e la risposta ai farmaci.

GUIDA SPAZIALE AUTONOMA

Gabriella Gaias, 41 anni

ReMoVE: Rendezvous Modelling Visiting and Enhancing

2019-2021

Finanziamento: 168.277,20

DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE AEROSPAZIALI (DAER)

Supervisor: Marco Lovera

Keywords: Active debris removal; Multi-satellite mission; Spacecraft guidance navigation and control

Gaias sta sviluppando una soluzione tecnologica per la rimozione di grandi satelliti difettosi che inquinano le orbite strategiche terrestri. La sfida più grande è lo sviluppo di un sistema di navigazione e controllo di guida spaziale autonomo robusto e avanzato, per il quale Gaias collabora con D-Orbit, azienda leader nel settore fondata dall’Alumnus Luca Rossettini.

FANTASMI IN SALA OPERATORIA

Antonio Forte, 36 anni

ALPHA-STEM: Advanced Laboratory Phantoms for Soft Tissues in Engineering and Medicine

2018-2021

Finanziamento 244.269,00

DIPARTIMENTO DI ELETTRONICA, INFORMAZIONE E BIOINGEGNERIA (DEIB)

Supervisor: Elena De Momi

Keywords: Mechanical Metamaterials; Soft Matter; Hydrogels

Ad oggi, l’addestramento dei chirurghi presenta diversi limiti. Una potenziale soluzione è l’uso di modelli sintetici artificiali, noti anche come “Phantoms”: riproduzioni di parti e organi umani che consentono al chirurgo di esercitarsi nel posizionamento delle strutture anatomiche e nella coordinazione della mano. Forte ha l’obiettivo di migliorare questi supporti con feedback tattile affidabile e di modelli di deformazione dei tessuti reali.

Dal 2014 a oggi

In totale sono 24 i ricercatori MSCA che, dal 2014, hanno scelto il Poli come “host institution”. La Commissione europea li ha finanziati per un totale di circa 4 milioni e mezzo di euro e il loro lavoro ha generato pubblicazioni scientifiche, creazione di nuove linee di ricerca e consolidamento di importanti collaborazioni scientifiche internazionali. I ricercatori che seguono hanno concluso i loro progetti MSCA, alcuni hanno proseguito le loro ricerche nei nostri laboratori, tra cui Edoardo Albisetti, del dipartimento di Fisica, ha recentemente vinto un grant ERC. Altri si sono spostati in altre università in tutto il mondo, portandosi dietro un pezzo del DNA politecnico.

Wordcloud msca

Daniele Ancora, 35 anni

HI-PHRET: High-resolution Imaging with Phase Retrieved Tomography

2019-2021

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS) Supervisor: Antonio Pifferi

Fabian Holzmeier, 33 anni

CHARISMA: CHARge transport in Intermediate-Sized Molecules on Attosecond time scales

2018-2020

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS) Supervisor: Mauro Nisoli

Edoardo Albisetti, 34 anni

SWING: Patterning Spin-Wave reconfIgurable Nanodevices for loGics and computing

2016-2019

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS)

Supervisor: Riccardo Bertacco

Margherita Maiuri, 33 anni

PHOEBUS: PHOto-induced Energy flow in Bio-inspired molecular circuits probed with Ultrafast two-dimensional Spectroscopy

2015-2018

DIPARTIMENTO DI FISICA (DFIS)

Supervisor: Giulio Cerullo

Tommaso Lotti, 38 anni

POLIS: Studying the bricks of microbial cities: characterization and structural properties of exopolysaccharides and their interaction with proteins and cations in anammox granular sludge

2015-2017

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (DICA)

Supervisor: Francesca Malpei

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