È pronto il nuovo “Laboratorio Modelli” del Politecnico di Milano

Trafori e frese, ma anche stampanti 3D, un Teatro Virtuale e un Tavolo Ologrammi: per guardare (e studiare) le cose come non le abbiamo mai viste

Dal laboratorio modelli sono passate migliaia di Alumni. Le prossime migliaia avranno nuove storie da raccontare, ambientate in uno dei laboratori di modellazione più avanzati del mondo.

Il nuovo LaBora ospiterà studenti e ricercatori in oltre 700 m2 di macchinari all’avanguardia, un centro nevralgico per l’innovazione dove la commistione tra la modellazione fisica e virtuale è al centro della scena. L’abbiamo visitato con Cecilia Maria Bolognesi, docente di Rappresentazione e Modellazione del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni ed Ambiente costruito (ABC).

DENTRO AL LABORATORIO

LaBora si trova nel cuore del nuovo Campus di Architettura (ve lo mostriamo, ultimato, nell’ultimo numero di MAP), proprio di fronte al Trifoglio.

Punto di riferimento della Scuola di Architettura, Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni (AIUC), ospita 100 postazioni di lavoro dedicate agli studenti magistrali; uno spazio per le lavorazioni con trafori, seghe a nastro e macchinari di falegnameria minuta con a fianco macchine di lavorazione per il taglio del legno più pesante; una parte è riservata alle macchine per il taglio dei metalli, tra cui calandrature, piegatrici e seghe; c’è uno spazio dedicato al taglio a controllo numerico (sono presenti anche diverse CNC) e uno, affettuosamente chiamato “Nursery”, che ospita 10 stampanti 3D a filo, una con miscele di polveri di carbonio che può accogliere anche altri additivi per parti meccaniche di alta precisione, una per le resine e una per l’argilla.

Alcuni macchinari sono controllabili e programmabili anche da remoto. In stretta sinergia con queste “macchine per sporcarsi le mani”, questo laboratorio ospita anche due nuovi strumenti, punte di diamante della modellazione digitale: il Teatro Virtuale e il Tavolo Olografico.

OLOGRAMMI E REALTÀ VIRTUALE

Il Teatro Virtuale è una stanza a parete curva a 360° di circa 7 metri di diametro, per la simulazione di ambienti tridimensionali urbani o interni, in cui una persona può avere un’esperienza immersiva che offre la sensazione di spazio reale e reattivo, equipaggiato di sensori programmabili: per esempio, è possibile far reagire l’ambiente al movimento di un ciclista o di una persona che corre su tapis roulant.

Teatro Virtuale
Teatro Virtuale

Il Tavolo Ologrammi permette invece la visualizzazione di oggetti tridimensionali in ambiente olografico, ovvero nello spazio 3D di fronte a noi. “Il ricercatore può vedere l’oggetto come se fosse realmente davanti a sé”, commenta Bolognesi, “viene voglia di toccarlo, manipolarlo. Ci risulta esistano solo due Tavoli Ologrammi in Europa per la ricerca, questo è il più recente; sarà un importante incentivo ad esplorare le frontiere della ricerca in campo modellistico e non solo”.

Tavolo Ologrammi
Tavolo Ologrammi

I campi di applicazione sono moltissimi: dalla sperimentazione biomedica su protesi o altri device (i ricercatori potrebbero avere riscontro immediato sul modo in cui il device interagisce con il corpo umano) ai beni culturali (è possibile visualizzare un’opera di restauro prima e dopo l’aggiunta di componenti, in tempo reale), alla meccanica.

VEDERE COME NON SI È MAI VISTO PRIMA

“Il Tavolo Ologrammi e il Teatro Virtuale serviranno a spingere studenti e ricercatori a guardare ancora più lontano e ad utilizzare la tecnica con fiducia”, continua Bolognesi, “perché darà loro la possibilità di vedere realizzato qualcosa che non è visualizzabile in nessun altro modo, ma potrebbe essere solo immaginato. Insieme al gruppo di ricerca di ABC abbiamo visualizzato qui al LaBora il nostro studio sul complesso di Santa Maria delle Grazie a Milano: 174 scansioni, una nuvola di punti da 30 giga. Dal Tavolo è possibile visitare tutto il complesso, dentro e fuori dalla chiesa, entrare nei chiostri, nella sacrestia del Bramante, osservare lo stato di degrado come la bellezza di queste volte. Il livello di dettaglio è alto, con definizioni fino a 5 mm. I colleghi del 3DSurvey Group hanno potuto visualizzare il modello virtuale della Val Chiavenna, realizzato nell’ambito del progetto Interreg V-A Italia-Svizzera A.M.ALPI.18, anche in questo caso con un livello di dettaglio impressionante: un modello di chilometri dove, ingrandendo, è possibile visualizzare fino alla sezione dei cavi delle linee elettriche della valle. Nel Teatro Virtuale i colleghi del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DASTU) hanno visualizzato il progetto “Ripensiamo insieme via Celoria”, del laboratorio Fausto Curti utilizzando ambienti di simulazione su flussi di persone altrimenti non visualizzabili. Il LaBora è davvero un luna park della scienza per chi ama immaginare e progettare”.

CONTAMINARE FISICO E DIGITALE

Una delle missioni del laboratorio è quella di creare un luogo in cui ricerca, didattica e territorio sviluppino una relazione virtuosa, relazione al centro delle strategie del nostro Ateneo. Qui troveranno posto studenti magistrali, ricercatori dei dipartimenti, dottorandi ma anche aziende e istituzioni che collaborano con il Politecnico; è importante portare queste esperienze nel territorio e farne volano di proposizione e innovazione con ricadute anche fuori dal mondo accademico”, continua Bolognesi.

labora e politecnico

“Coinvolgeremo attorno al LaBora colleghi di varie discipline, che potranno utilizzarlo come punto di forza anche all’interno dei loro progetti europei”. La contaminazione e ibridazione tra fisico e digitale produrrà qui nuovi effetti.

“È una frontiera che stiamo esplorando da tanti anni e che ha ancora molte potenzialità inespresse: questo laboratorio nasce dalla passione dei nostri docenti e ricercatori in questi settori e dalle nostre sperimentazioni nel progetto a tutte le scale. È l’ambiente di condivisione di queste competenze che ha dato vita al progetto del LaBora, la stessa condivisione produrrà grandi risultati”, conclude Bolognesi.

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