La pandemia Covid-19 ha avuto un forte impatto sul mondo del lavoro, cambiandone i ritmi, gli spazi, i flussi. Partendo dai risultati di un’indagine svolta su più di 8.000 docenti universitari italiani, sviluppata da un gruppo di ricerca interdipartimentale del Politecnico (Alessandra Migliore, Chiara Tagliaro e Andrea Ciaramella, DABC, e Cristina Rossi-Lamastra e Massimo Colombo, DIG), si è discusso del cambiamento in atto e del futuro del workplace.
Sono intervenuti: Gioia Ferrario | Human Resources director, Deloitte Alessandro Adamo | Director DEGW Italy and Partner Lombardini22 Mariano Corso | Responsabile scientifico Osservatorio Smart Working, School of Management Politecnico di MIlano Gianbattista Pezzoni | Group Property Director Vodafone Patricia Viel | Architetto, Co-Founder dello studio ANTONIO CITTERIO PATRICIA VIEL. Introducono: Emilio Faroldi | Prorettore Delegato Politecnico di Milano Alessandro Perego | Direttore DIG Stefano Capolongo | Direttore DABC
Grazie alla collaborazione decennale tra Politecnico e Huawei è nato, nel 2019 sotto la guida di Umberto Spagnolini, docente del Politecnico presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB), il Joint lab, un laboratorio congiunto che sviluppa ricerca all’avanguardia per le tecnologie wireless e dove studenti e dottorandi dell’Ateneo possono sviluppare le loro tesi sotto la supervisione dei docenti del Politecnico e dei ricercatori di Huawei. Sulla scia di questa collaborazione, oggi Politecnico di Milano e Huawei istituiscono borse di studio per giovani ricercatori nell’ambito delle “Wireless Communications”; Huawei inoltre assegna a Spagnolini il titolo di Huawei Industry Chair, che sosterrà i progetti di ricerca congiunta per i prossimi 10 anni su argomenti di alto valore industriale oltre che scientifico.
“Il corso di studi in Ingegneria delle Telecomunicazioni – spiega il Prof. Spagnolini – avrà, attraverso questa donazione, la possibilità di offrire a giovani eccellenze l’opportunità di svolgere l’attività di didattica e ricerca nell’ambito dei sistemi 5G/6G con borse di studio e posizioni di ricercatore. Questa nuova linfa permetterà un’ulteriore crescita di competenze e innovatività nell’ambito del Joint Lab tra Politecnico di Milano e Huawei.”
Nel 2020 grazie al supporto della Community degli Alumni siamo riusciti a creare 87 borse di studio che hanno permesso ad altrettanti studenti meritevoli di studiare al Politecnico di Milano. Anche con un piccolo contributo puoi aiutare uno studente bisognoso e meritevole: Dona ora
Nel 2020 il Politecnico ha ricevuto 2 milioni e 600 mila euro in donazioni dalla community, per finanziare borse di studio, infrastrutture e ricerca. Grazie ai 9.585 donatori, l’Ateneo ha potuto portare avanti tanti progetti, dalla ricerca a alto impatto sociale, ai progetti di riqualificazione urbana, a quelli a sostegno della diversità, e ha potuto erogare 87 borse di studio.
Il nuovo sito www.dona.polimi.it nasce per valorizzare questa collaborazione, facilitare tutte le persone che desiderano donare al Politecnico e, soprattutto, per condividere i risultati di questi sforzi collettivi, in un’ottica di trasparenza e partecipazione.
Dalla home page è già possibile scegliere direttamente un progetto o una borsa di studio a cui fare una donazione e seguirne lo sviluppo. Il nuovo sito introduce anche la possibilità di fare donazioni di gruppo: è un invito a tutti gli Alumni a farsi ambasciatori del Poli e a coinvolgere amici e colleghi che, con un piccolo contributo (a partire da 10 € a testa), possono davvero rappresentare un sostegno importante per una borsa di studio o per un ricercatore.
“Orgoglio Politecnico: nel 2020 gli Alumni donatori hanno dato il loro concreto sostegno agli sforzi dell’Ateneo nell’essere motore di sviluppo della conoscenza e dell’innovazione per il Paese; le loro donazioni hanno ancora una volta dato la possibilità a molti studenti di portare avanti i loro studi e a molti ricercatori l’opportunità di sviluppare i loro progetti di ricerca” – Prof. Enrico Zio, presidente Alumni Politecnico di Milano, delegato del rettore per gli Alumni e per il Fundraising individuale
Il ranking dei programmi full-time MBA di The Economist è la classifica che premia i migliori Master of Business Administration (MBA) al mondo. Nel 2021 il Politecnico di Milano fa il suo ingresso nella classifica posizionandosi all’86° posto. A livello europeo, il Politecnico è l’unica università in classifica tra le Università Tecniche che hanno una Business School o un Dipartimento di Management e la quarta tra le Università Generaliste che hanno competenza tecnica e una Business School o un Dipartimento di Management. Più in generale, sono presenti nel ranking trentacinque scuole europee.
Tra i parametri considerati dalla classifica, la School of Management del Politecnico di Milano si distingue nella percentuale di Alumni che hanno trovato lavoro a tre mesi dal termine del corso, nell’incremento medio del loro stipendio e nella presenza di studenti e Alumni internazionali.
Vittorio Chiesa e Federico Frattini, rispettivamente Presidente e Dean del MIP Politecnico di Milano:“Siamo onorati di entrare a far parte di questo ranking per la prima volta nella nostra storia. È un risultato che vogliamo condividere con tutti gli studenti che hanno scelto la nostra scuola e con quelli che, ci auguriamo, vorranno farlo nel corso dell’anno appena iniziato”.
Se vuoi aiutare studenti brillanti e bisognosi a studiare al Politecnico, contribuisci alla creazione di una borsa di studio. Nel solo 2020, grazie al supporto della Community degli Alumni, siamo riusciti a creare 87 borse di studio che hanno permesso ad altrettanti studenti meritevoli di studiare al Politecnico di Milano. Anche con un piccolo contributo puoi aiutare uno studente bisognoso e meritevole: Dona ora
Acceleratori più piccoli, flessibili ed economici permetteranno di potenziare la ricerca fondamentale con ricadute importanti su molti campi di applicazione, dalle terapie per la cura dei tumori alla protezione dei beni culturali
Dopo cinque anni di lavoro, ENSURE, un progetto ERC H2020 finanziato dalla Commissione europea, ha raggiunto il suo principale obiettivo: controllare e ottimizzare una tecnica non convenzionale di accelerazione di particelle irraggiando materiali nanostrutturati dalle proprietà innovative con impulsi laser superintensi e ultrabrevi.
I fasci di particelle ad alta energia vengono utilizzati per la ricerca fondamentale ma hanno anche diversi campi di applicazione: ad esempio vengono usati nelle terapie per la cura dei tumori, in alcune tecniche di medicina diagnostica o nella produzione di semiconduttori, come anche nell’ambito dei beni culturali, ad esempio per determinare la composizione di un quadro grazie all’analisi delle proprietà dei materiali utilizzati per la sua realizzazione. Fasci di particelle ad alta energia si ottengono all’interno di acceleratori che, tradizionalmente, presentano alcuni limiti legati ai costi e alle dimensioni che queste strutture richiedono.
Il team di ricerca di ENSURE, guidato dal prof. Matteo Passoni (professore ordinario in Fisica Teorica della Materia al Dipartimento di Energia), ha sviluppato un nuovo metodo di accelerazione di particelle che sfrutta l’interazione tra un impulso laser di elevatissima potenza e brevissima durata (fino a 1020 W/cm2 in poche decine di femtosecondi) e un particolare tipo di nanoschiuma, ideata e sviluppata dal team, con la proprietà di avere una densità intermedia tra quella di un solido e quella di un gas (ve lo abbiamo raccontato nel numero 5 del MAP, che potete leggere in fondo alla pagina).
L’approccio indagato da Passoni consentirà di realizzare acceleratori più compatti e flessibili, con ridotti costi di costruzione e radioprotezione. I risultati della ricerca sono stati pubblicati in nel paper “Integrated quantitative PIXE analysis and EDX spectroscopy using a laser-driven particle source” sulla rivista Science Advances.
Oltre ai risultati di ricerca, ENSURE ha permesso di creare al Politecnico di Milano due nuovi laboratori che ospitano strumentazione scientifica all’avanguardia per la produzione dei materiali non convenzionali necessari per la fabbricazione dei bersagli irraggiati.
“La ricerca sul processo di accelerazione che abbiamo investigato, sia dal punto visto teorico sia sperimentale, ha dato esiti positivi. Abbiamo prodotto materiali con proprietà peculiari, come schiume di carbonio nanostrutturato a bassissima densità, che possono rendere più efficiente il processo di accelerazione e abbiamo dimostrato che si possono migliorare i risultati puntando oltre che sul laser, anche sui materiali irraggiati, una direzione tecnologicamente meno onerosa e complessa. Inoltre, abbiamo avviato la sperimentazione di alcune importanti applicazioni, con risultati promettenti”, sottolinea Matteo Passoni. “Nel corso degli anni, una decina di giovani ricercatori italiani ha avuto l’opportunità di lavorare con me al Politecnico e l’attività di ricerca ha portato a collaborazioni importanti con eccellenti realtà industriali, di ricerca e accademiche, in ambito nazionale ed internazionale”.
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Il Club di SCM&l della School of Management del Politecnico di Milano nasce su proposta di alcuni nostri Alumni come luogo di scambio di esperienze e confronto tra Alumni, Faculty e Scuola ed è composto da oltre 50 Alumni di Ingegneria Gestionale e del MIP Graduate School of Business che hanno maturato una brillante carriera nel settore e che si ritrovano un paio di volte all’anno per discutere e approfondire le sfide professionali all’interno delle rispettive imprese.
L’incontro di giovedì 21 gennaio 2021 è stato introdotto e moderato dal Prof. Mariano Corso e e ha trattato il tema “La carriera nella supply chain: come iniziare e come crescere raccontato dalla prospettiva Human Resources e Head Hunting”.
Tra gli altri, sono intervenuti:
Francesca Russo, HR Manager Global Supply Chain Head Offices and International plants at Campari Davide Soffiantino, CEO at Adecco Outsourcing e Member of The Adecco Group executive committee, Alumnus Giampaolo Codeluppi, Partner Key2people Executive Search, Alumnus
Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, è ospite di Forbes nel ciclo di interviste “Il Fattore R. Riscrivere x Rinascere”.
“Chi sceglie il Politecnico di Milano”, osserva il rettore, “sceglie Milano. Da qui – ci aspettiamo – partirà la rinascita del Paese. Cosa va riscritto in questa città? Su che cosa puntare? Sui suoi punti di forza: il lavoro, l’innovazione, l’internazionalizzazione”.
“Siamo molto contenti del percorso intrapreso dalla Commissione UE verso la decarbonizzazione della società europea. Questa trasformazione è, per noi, a portata di mano e richiede un’accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili. L’idrogeno verde può davvero essere la risposta alla decarbonizzazione”. Così racconta Francesco Starace, Alumnus del Politecnico di Milano e AD di Enel, durante lo European Hydrogen Forum.
Fonte: Key4Biz
Il Forum è stato uno sei momenti più importanti della European Hydrogen Week dello scorso novembre, lanciata dalla Commissione europea e FCH JU per fare il punto sulle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile, anche in occasione dell’adozione della European Hydrogen Strategy nel 2020. L’evento ha riunito i rappresentanti dell’industria, dei governi e della ricerca con l’obiettivo di discutere degli ultimi sviluppi nel settore dell’idrogeno verde.
Il Gruppo Enel prevede di accrescere la propria capacità di idrogeno verde a oltre 2 GW nel 2030. Lo sviluppo tecnologico per l’impiego di idrogeno verde, commenta Starace, è nella sua fase iniziale e “dobbiamo accelerarne il passo, oltre che studiarne l’evoluzione con attenzione, per evitare errori nell’allocazione del capitale e scommesse in soluzioni che devono essere testate prima di mettere in atto grandi investimenti”.
Oltre 1.500 Alumni hanno seguito in diretta la 9° edizione della Convention Alumni Politecnico di Milano.
Quale sarà il nuovo equilibrio? Intorno a questo tema, i relatori si sono confrontati tra loro e con il Politecnico, condividendo le loro visioni esperte in un’ottica globale.
EQUILIBRIO POLITECNICO
Nella terza parte della Convention degli Alumni del Politecnico di Milano 2020, il Rettore Ferruccio Resta racconta come il Politecnico si è trovato di fronte alla pandemia, quali azioni ha attivato per rispondere prontamente, e immagina, assieme al Prof. Enrico Zio, come sarà il Politecnico di domani. Come evolverà la didattica? Come evolverà il mondo dei ricercatori?
Claudia Pingue, Alumna in ingegneria delle telecomunicazioni e ex General Manager di PoliHub: “sono orgogliosa di mettere a disposizione le mie competenze nel mondo della tecnologia e dell’imprenditorialità innovativa a favore della crescita sostenibile”
È stato inaugurato il Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione. Ha in dotazione 150 milioni di euro e supporterà la nascita e lo sviluppo di startup deep tech. A guidarlo sarà Claudia Pingue Alumna in ingegneria delle telecomunicazioni e ex General Manager di PoliHub.
Credits: https://startupitalia.eu/
Il fondo si focalizzerà su alcune aree della ricerca scientifica e tecnologica attraverso accordi con università e centri di ricerca. Dal punto di vista della ricerca l’Italia è all’avanguardia e si posiziona all’8° posto a livello mondiale per numero di pubblicazioni scientifiche e per numero di ricercatori e al 10° posto per numero di brevetti presentati all’Ufficio europeo dei brevetti. Questo fondo ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio scientifico italiano per superare il gap di competenze e capitali tra ricerca e mercato, supportare la filiera del trasferimento tecnologico e promuovere innovazione e competitività del sistema della ricerca -industria. Pingue commenta a Start-up Italia: «Sono orgogliosa di poter mettere a disposizione le mie competenze nel mondo della tecnologia e dell’imprenditorialità innovativa a favore della crescita sostenibile di startup e PMI, fondamentale motore di rinnovamento del nostro Paese».
“Parlare oggi di opere pubbliche in Italia è di fondamentale importanza. Dobbiamo salvaguardarne la sicurezza e garantirne la durata nel tempo”, commenta il rettore Ferruccio Resta
Autostrade per l’Italia investe in ricerca e sviluppo: intelligenza artificiale, data analisi e mobilità elettrica nel mirino dell’accordo con il Politecnico di Milano, che comprende anche un piano di 2.400 assunzioni di ASPI aperto ai neo-ingegneri dell’Ateneo.
“Parlare oggi di opere pubbliche in Italia è di fondamentale importanza. Dobbiamo salvaguardarne la sicurezza e garantirne la durata nel tempo, ma non solo. È nostro dovere progettare costruzioni e soluzioni tecnologiche che anticipino le esigenze e i bisogni di domani. La mobilità elettrica e le autostrade sensorizzate non sono progetti avveniristici, ma la realtà sulla quale investire. – commenta Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano – Dobbiamo puntare su una mobilità intelligente che gestisca i flussi di traffico, che monitori le condizioni delle opere viarie, che metta la strada in contatto con i viaggiatori e con gli amministratori per favorire una gestione sicura del traffico e interventi di manutenzione tempestivi. Questo è l’impegno che si prende oggi il Politecnico di Milano firmando l’accordo con Autostrade per l’Italia.”
L’accordo punta allo sviluppo di progetti di trasformazione digitale correlati al tracciamento dei flussi di traffico e a sistemi rapidi di pagamento, alla cybersecurity, al monitoraggio e manutenzione predittiva delle opere infrastrutturali e all’adozione dell’intelligenza artificiale nel campo della progettazione. Cardine è anche la sostenibilità e l’implementazione di energia rinnovabile. Si prevedono infine progetti di alta formazione accademica per i lavoratori del Gruppo ASPI e per gli studenti universitari, coinvolti sul campo nelle attività di sviluppo operativo delle attività strategiche dell’azienda.
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