La prima barca al mondo in fibra di vetro stampata in 3D è Made in Polimi

Un progetto di Moi Composites, start-up nata al Politecnico di Milano e fondata da due Alumni

Si chiama Mambo la prima barca stampata in 3D in fibra di vetro e rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo della nautica.
L’idea è della Moi Composites, una start-up milanese fondata nel 2018 come spin-off del Politecnico di Milano, fondata da due Laureati Polimi: Michele Tonizzo (Architettura) e Gabriele Natale (Design & Engineering).

Lungo circa 6,50 metri, il trimarano presentato al Salone Nautico di Genova è stato realizzato con componenti create con la stampa 3D.

MAMBO (acronimo di Motor Additive Manufacturing BOat NdR) è la prima barca in vetroresina stampata in 3D al mondo – racconta all’Adnkronos Michele Tonizzo, Cto e Co-founder di Moi Composites srl e laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 2015 – è un progetto della nostra azienda che stampa in 3D materiali con la nostra tecnologia considerati i migliori al mondo, i compositi avanzati. Il progetto è nato qui, circa 3 anni fa: avevamo l’idea di stampare in 3D barche e abbiamo iniziato a parlare con sponsor e partner. Abbiamo stampato le sezioni nella nostra sede a Milano che poi sono state laminate assieme, poi la barca è stata accessoriata e provata in mare a Otranto”.

La tecnologia prevede l’utilizzo di macchine robotiche, in grado di depositare delle fibre continue impregnate di resina reticolabile per creare manufatti dalle prestazioni incredibili, posizionando le fibre in maniera ottimizzata partendo solamente da un modello digitale. Ciò permette di creare prodotti fibro-rinforzati, con caratteristiche meccaniche pari alla vetroresina unidirezionale, senza l’ausilio di modelli, stampi o altre attrezzature. In questo modo è possibile ottenere non solo prototipi, ma veri prodotti in serie limitate o pezzi unici.

La creatività di molti progettisti viene oggi soppressa a causa di diversi fattori: limiti di natura tecnologica, geometrica o costi di produzione, innumerevoli sono i progetti degni di nota, destinati a restare per sempre dei magnifici render. “Abbiamo partecipato al salone nautico di Genova nel 2017, e proprio durante questo evento ci è venuta l’idea di realizzare MAMBO. Così, strato dopo strato, abbiamo visto il progetto prendere vita, per arrivare oggi, finalmente, al mare. Abbiamo stampato in 3D una barca esaltando il concetto di personalizzazione, con un esemplare unico ideato dal pensiero e su misura dell’armatore, per dare ad ognuno la possibilità di concepire e vivere il mare secondo la propria maniera. Tutto questo non sarebbe accaduto senza il supporto dei nostri partner, i quali hanno creduto insieme a noi in questo ambizioso progetto”. Afferma Gabriele Natale, CEO e co-fondatore di Moi Composites, Alumnus del Politecnico di Milano.

Una volta ideato il concept e realizzato il progetto esecutivo, sono state stampate le varie sezioni utilizzando due robot KUKA Quantec High Accuracy. Situati a Milano, nella sede di Moi Composites e a Birmingham, nell’AMF (Advanced Manufacturing Facility) di Autodesk, essi hanno consentito di utilizzare al meglio la manifattura diffusa, considerata tra i punti di forza più rilevanti della stampa 3D. Conclusa la stampa, i pezzi sono stati uniti e laminati nel cantiere Catmarine, creando una struttura monoblocco in sandwich, senza divisione scafo-coperta.

L’instancabile e impassibile lavoro dei robot unito alla sapiente e appassionata abilità degli artigiani del cantiere hanno dato vita ad un nuovo sistema industriale ibrido, tanto tecnologico e digitale quanto analogico e sartoriale, che vede oggi l’impossibile farsi possibile.

ALTRI ARTICOLI DELLA SEZIONERicerca
IN PRIMO PIANO