In diretta su Uno Mattina, il rettore del Politecnico di Milano racconta come evolverà il sistema universitario
La disruption causata dalla pandemia richiede un ripensamento del sistema universitario, sia in termini di nuove competenze, sia in ragione degli strumenti che delineeranno la didattica del futuro. Cosa ci aspetta nelle prossime fasi? Su questo tema intervengono a Uno Mattina (4 gennaio 2021) Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e Giovanni Lo Storto, direttore generale Luiss Guido Carli.
Le città sono sempre state indissolubilmente legate alle infrastrutture e al loro sviluppo. Sono le infrastrutture che rendono possibile lo sviluppo urbano, a maggior ragione oggi, quando spazio dei flussi e spazio dei luoghi sono inesorabilmente intrecciati proprio nelle città.
Un legame che è stato ulteriormente enfatizzato dalla pandemia che stiamo vivendo, che ha quasi azzerato le relazioni di prossimità; è stato solo grazie alle infrastrutture digitali e logistiche che abbiamo potuto rimanere connessi con gli altri e continuare a svolgere le nostre attività. Quali infrastrutture serviranno per rendere le nostre città luoghi di innovazione e di coesione sociale? Come progettarle e realizzarle sfruttando i dati da cui siamo circondati?
Ne discutono i professori Giovanni Azzone, Alessandro Balducci e Piercesare Secchi intervistati dal prof. Enrico Zio.
È venuto a mancare il 31 dicembre 2020 Ernesto Gismondi, uno dei protagonisti del Made in Italy nel mondo per il design d’avanguardia, fondatore e presidente di Artemide, tra le più note aziende produttrici di lampade al mondo.
Nato il 25 dicembre del 1931, Gismondi era Alumnus in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano e laureato anche in ingegneria missilistica alla Scuola Superiore di Ingegneria di Roma. Fondò Artemide nel Milanese nel 1960; oggi, il Gruppo Artemide è uno dei brand di illuminazione tra i più conosciuti al mondo. Sotto la guida di Gismondi ha collaborato con architetti e designer di fama mondiale come Vico Magistretti, Gio Ponti, Gae Aulenti, Santiago Calatrava, Richard Sapper, Michele De Lucchi e molti altri. Lo stesso Gismondi si affermò come designer internazionale e fu tra gli ideatori di “Memphis”, movimento di avanguardia che determinò una profonda evoluzione del settore del design in Italia e nel mondo.
Credits: Artemide
Il suo visionario lavoro di imprenditore in Artemide valse numerosi e importanti riconoscimenti, tra i quali citiamo il Premio Ernst & Young “Imprenditore dell’Anno 2008” per la categoria Innovation, l’European Design Prize 1997, e diversi Premi Compasso d’oro: nel 1967 per la celeberrima Eclisse firmata Vico Magistretti, anche lui illustre Alumnus del Politecnico di Milano; nel 1989 per la Tolomeo di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina; nel 2004 per l’applique Pipe di Herzog & De Meuron, nel 2014 per la In-Ei Collection di Issey Miyake.
Nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2008, nel 2018 Gismondi ricevette il Compasso d’Oro alla Carriera con la seguente motivazione della giuria: «Ingegnere aerospaziale, docente universitario e imprenditore, in sintesi: uomo di ingegno poliedrico. Fondatore di Artemide, da subito utilizza i processi di design come fattore distintivo e in questo lungo percorso incentiva e valorizza collaborazioni con il mondo del progetto nazionale e internazionale. Esempio coerente di come il progetto di design possa essere concreta leva strategica di crescita culturale ed economica, ha sempre operato affinché il design italiano potesse essere esempio virtuoso a livello internazionale».
Dal 1964 al 1984 Gismondi fu professore associato al Politecnico di Milano. Fu inoltre vicepresidente di ADI – Associazione Design Industriale e, nel corso della sua lunga carriera, ricoprì numerose cariche istituzionali.
“Un ingegnere umanista, un imprenditore civico e un creativo pragmatico”, così lo ricorda Stefano Boeri, celebrandone in particolare “tre competenze: la ricerca tecnologica e sui materiali, il gusto per il rischio imprenditoriale e la bellezza come confine della creatività – che, lo ricordo, stanno nel DNA del design italiano”.
Stefano Rebattoni è stato nominato amministratore delegato di IBM Italia. Da 19 anni in IBM, all’interno della quale ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, Rebattoni ha 46 anni, è Alumnus del Politecnico di Milano in Ingegneria gestionale e ha conseguito un master in economia aziendale (MBA) presso la Warwick Business School.
“Siamo a un punto cruciale nel plasmare il futuro del nostro sistema economico, sociale e sanitario”, commenta Rebattoni in una nota. “L’attuale crisi globale sta accelerando la disruption e la necessità di una reinvenzione digitale”. L’AD sottolinea l’impegno di IBM per trainare i percorsi di trasformazione digitale a favore delle imprese italiane e per la digitalizzazione e lo sviluppo del Paese. In questo contesto, aggiunge, avranno un ruolo strategico lo sviluppo di una piattaforma cloudibrida aperta e delle potenzialità offerte dell’intelligenza artificiale.
Il numero complessivo di chiamate al 112, correlato a quante di queste sono per patologie respiratorie e cardiovascolari, può indicarci quando è iniziata la pandemia e anticipare nuove ondate? Uno studio cerca di rispondere a questo interrogativo
Su ISPRS International Journal of Geo-Information è stato pubblicato il paper “Mapping Spatiotemporal Diffusion of COVID-19 in Lombardy (Italy) on the Base of Emergency Medical Services Activities”, nato nell’ambito di una borsa inter-dottorale in Ingegneria Biomedica finanziata dal Politecnico e assegnata all’ing. Lorenzo Gianquintieri, in collaborazione con il team condotto dal prof. Enrico Caiani, del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria e quello della prof.ssa Maria Brovelli del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale. L’epidemia di coronavirus è iniziata in Italia con la prima diagnosi ufficiale il 21 febbraio 2020; tuttavia, non è noto quanti casi fossero già presenti in giorni e settimane precedenti. Il gruppo di ricerca offre una rappresentazione della diffusione del virus in queste prime fasi, analizzando i dati georeferenziati riferiti alle dalle chiamate al numero di emergenza per problemi respiratori e dai seguenti interventi dei servizi medici di emergenza. Scopo dello studio è identificare l’inizio di tendenze anomale nelle chiamate di emergenza per ricostruire la diffusione del virus sul territorio della regione Lombardia.
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La ricerca al Politecnico di Milano dà un contributo essenziale allo sviluppo tecnologico, culturale e sociale del nostro Paese e del Mondo intero. In questo periodo, in particolare, molti ricercatori del nostro Ateneo hanno sviluppato e stanno sviluppando ricerche per prevedere e gestire l’emergenza pandemica, contenendone
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…hanno fatto il “tagliando” nella Galleria del Vento del Poli, il laboratorio a strato limite più grande d’Europa!
“Con galleria del vento si identifica una certa tipologia di laboratorio che a sua volta ne racchiude diversi tipi — spiega Marco Belloli, direttore scientifico della Galleria del Vento, alla redazione di Corriere Innovazione, che ha pubblicato un approfondimento su quello che è uno dei maggiori laboratori del Politecnico di Milano, record in Europa tra i laboratori a strato limite. Qui si fanno prove su tutto ciò che può muoversi nell’aria, come veicoli da strada e da corsa, aerei e altre applicazioni ad altissime velocità, e tutto ciò che deve stare fermo anche in condizioni di forte vento: ponti, edifici, turbine eoliche e molte altre tecnologie. “Abbiamo due camere di prova – continua Belloli: una a strato limite e l’altra a bassa turbolenza. La prima riproduce in scala il vento naturale per soffiare contro le cose che stanno ferme: edifici, turbine eoliche, ecc. Quella a bassa turbolenza si utilizza per provare gli oggetti che si muovono in aria ferma, come elicotteri e treni ad alta velocità.». Oggetti, ma anche persone: proprio da qui sono passati anche campioni della velocità come Viviani e Zanardi.
Oltre a tantissimi progetti di ingegneria civile (edifici, torri, stadi, ponti), navale e aeronautica, la Galleria del Vento è uno strumento chiave per molti progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea: citiamo per esempio il programma “Clean Sky” per la riduzione delle emissioni nel trasporto aereo e tutto il filone dell’energia eolica. La velocità massima nella camera a strato limite è di 15 metri al secondo, mentre nella camera a bassa turbolenza è 55 metri al secondo: cioè oltre 200 km/h.
Maurizio Melis, giornalista e Alumnus del Politecnico di Milano, conduce Smart City: un ciclo di interviste dedicate alle tecnologie per la sostenibilità in onda su Radio24. Nella puntata del 9 dicembre ha intervistato il prof. Marco Belloli, del dipartimento di Meccanica, direttore scientifico della Politecnico di Milano Wind Tunnel (GVPM) ed esperto di Floating Wind Energy.
Durante l’intervista “2030 sostenibile: l’esplosione dell’eolico galleggiante”, Belloli ha spiegato la tecnologia alla base del funzionamento turbine eoliche galleggianti e le potenzialità che questa tecnologia avrebbe nella produzione di energia rinnovabile. Secondo l’International Energy Agency, infatti, nel 2019 le turbine eoliche hanno fornito appena lo 0,3% della domanda mondiale di energia elettrica, ma si stima che, nei prossimi 10 anni, lo sviluppo di questa tecnologia abbia la capacità di arrivare a produrre fino a 420 mila TWh l’anno, pari a 18 volte l’attuale domanda mondiale di energia elettrica.
Belloli conclude con una panoramica dei paesi più all’avanguardia nell’utilizzo delle turbine, delle zone geografiche più adatte all’installazione e del ruolo dell’Italia. L’Europa, commenta, è il continente che tira lo sviluppo tecnologico mondiale nell’eolico, e “il Mediterraneo si presta molto a questa tecnologia. L’Italia ha una storia di cantieristica navale e offshore che la identifica come un Paese che potrebbe essere protagonista di questo sviluppo”.
Servono luoghi fisici per attrarre talenti, competenze per fare accelerazione di impresa, fondi per essere competitivi a livello internazionale. “Siamo sulla buona strada”, commenta il rettore in un’intervista a La Repubblica
Quali sono le strategie, adatte per il territorio italiano, in grado di sostenere e incentivare la spinta innovativa di start-up e PMI, spina dorsale del nostro sistema industriale? Ne parla il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, in un’intervista a La Repubblica. Una chiave di volta è fare sistema tra ricerca e industria: “Servono distretti per attrarre le due componenti primarie dell’innovazione: talenti e capitali”, commenta Resta.
Il Politecnico di Milano, da sempre motore di innovazione per il sistema industriale, sta mettendo a punto un insieme di strumenti: per esempio, “Stiamo sviluppando a Nordovest di Milano, nel parco dei gasometri, un grande parco scientifico che ospiterà spazi per l’incubazione, laboratori di ricerca pubblica e privata, un acceleratore d’impresa e spazi per le imprese interessate ai processi di accelerazione dalla ricerca verso il prodotto”, con un investimento di circa 100 milioni di euro grazie a risorse dell’Ateneo e investimenti da istituzioni pubbliche e private. Un altro tassello di questa strategia è il neonato competence center MADE: “un centro congiunto insieme con 42 grandi imprese, che serve per supportare le piccole-medie imprese per i processi di digitalizzazione. Il piccolo imprenditore può venire lì, vedere queste tecnologie, capirle e valutare cosa può portare all’interno dei propri processi”. L’Ateneo sta inoltre lavorando alla costituzione di un acceleratore e di un fondo di venture capital europeo in accordo con le principali università tecniche e tecnologiche europee.
“Tra l’Europa e gli Stati Uniti non c’è nessuna differenza sistemica, né di abilità né di capacità”, conclude il rettore. “Però non possiamo raccogliere se non si semina. Le cose nascono costruendo un terreno fertile. E per farlo serve la volontà di fare delle piattaforme europee e nazionali in cui ci si rivolge a università e centri di ricerca garantendo fondi in cambio di risultati precisi a 5 anni di distanza, così che università e centri di ricerca possano lavorare in quella direzione”.
“Orgoglio Politecnico: anche nel 2020 gli Alumni donatori hanno dato il loro concreto sostegno agli sforzi dell’Ateneo nell’essere motore di sviluppo della conoscenza e dell’innovazione per il Paese; le loro donazioni hanno ancora una volta dato la possibilità a molti studenti di portare avanti i loro studi e a molti ricercatori l’opportunità di sviluppare i loro progetti di ricerca”
Prof. Enrico Zio, presidente Alumni Politecnico di Milano, delegato del rettore per gli Alumni e per il Fundraising individuale
I donatori del Politecnico di Milano nel 2020 sono 9.585: tra di loro ci sono tantissimi Alumni, ma non solo. La community Politecnica è grande e tra i donatori ci sono anche associazioni, aziende, singoli individui che condividono la missione dell’Ateneo e ne vogliono sostenere le attività. In totale, i 9.585 hanno donato oltre 2 milioni e 600 mila euro.
Queste donazioni sono linfa vitale per molti progetti politecnici. Per citarne solo alcuni: nel 2020, l’Ateneo ha potuto erogare 87 borse di studio a studenti meritevoli che grazie a questo sostegno hanno potuto iniziare o proseguire i loro studi al Politecnico; e, nello scorso, autunno sono stati ultimati i lavori per il nuovo Campus di Architettura che, oltre a nuovi spazi e laboratori allo stato dell’arte, ospita anche un giardino aperto a tutta la città di Milano.
La ricerca scientifica è un altro dei campi che maggiormente beneficiano delle donazioni. Gli oltre 600 mila euro provenienti dal 5xMille sono interamente devoluti a progetti di ricerca a alto impatto sociale, con l’obiettivo di trasferire l’innovazione scientifica e tecnologica a sostegno delle periferie, dei paesi in via di sviluppo, dei minori e delle fasce più deboli della popolazione. Inoltre, più di 270 mila euro sono stati stanziati a favore delle borse di dottorato per portare al Politecnico tanti giovani e bravi ricercatori.
In questo anno così particolare un grosso sostegno è arrivato al Politecnico dalla community degli Alumni anche nella gestione dell’emergenza. Tra i molti, citiamo i donatori che hanno finanziato la produzione di Polichina (gel igienizzante) e i 44 Alumni della classe di laurea in ingegneria gestionale del 1987/88, che hanno donato 10.220 euro per finanziare l’acquisto di 100 dispenser di gel igienizzante, contribuendo a mantenere aperti, in sicurezza, aule, laboratori e uffici. Inoltre, la community internazionale si è attivata per far arrivare al Poli circa 200 mila mascherine che, durante il periodo marzo-aprile, sono state distribuite gratuitamente a enti di supporto sociale e sanitario.
“Il numero di immatricolazioni è stabile e riflette dinamiche tipiche di processi generazionali lenti, di una consapevolezza che le ragazze ancora devono maturare appieno. Tuttavia, anche se poche, quelle che intraprendono percorsi STEM si dimostrano più tenaci e tendenzialmente più brave”, così la professoressa Donatella Sciuto, Prorettrice Vicaria del Politecnico di Milano, intervistata da Alley Oop – Il Sole 24 Ore, in occasione dell’uscita del Bilancio di Genere del 2020.
Sciuto commenta i dati relativi alla presenza femminile nei corsi di studio del Politecnico di Milano, che mostrano una buona presenza femminile ad Architettura e Design mentre Ingegneria ha ancora una predominanza maschile, seppur con un trend di crescita nelle iscrizioni femminili (che nell’A.A. 2018-2019 si sono assestate al 24,1% e 27,5% rispettivamente nella laurea triennale e quella magistrale)
“Investire energie su due fronti, l’inserimento nel mondo del lavoro e la progressione di carriera, è centrale nel breve e medio termine, tanto dentro quanto fuori dall’università. Questo sarebbe di stimolo per aumentare il numero di donne all’interno di percorsi più tecnologici. Credo che su questo aspetto si possa lavorare, in collaborazione con le aziende, per ottenere risultati più immediati”.
In accordo con le azioni strategiche del Politecnico di Milano a favore di una maggiore diversità e inclusione, il Bilancio di Genere scatta ogni anno un’istantanea dell’Ateneo rispetto alla prospettiva di genere nei percorsi di studio e di lavoro, tra gli studenti e all’interno del corpo docente e del personale tecnico-amministrativo. Il Bilancio di genere indica poi le politiche, le misure e le azioni positive adottate e quelle da mettere in atto per la promozione delle pari opportunità, tracciando così nuovi traguardi e punti di arrivo.
Oltre 1.500 Alumni hanno seguito in diretta la 9° edizione della Convention Alumni Politecnico di Milano.
Quale sarà il nuovo equilibrio? Intorno a questo tema, i relatori si sono confrontati tra loro e con il Politecnico, condividendo le loro visioni esperte in un’ottica globale.
NUOVI EQUILIBRI TRA SPAZI E CONFINI
Modera Andrea Sianesi, Presidente Fondazione Politecnico di Milano, Professore ordinario di Operations and Supply Chain Management
Maurizia Calò – OiC of the Logistics Division, Office of Supply Chain Management, NAZIONI UNITE
Fabio Cannavale – Founder & CEO, LASTMINUTE.COM
Amelia Corti – CEO, BGY INTERNATIONAL SERVICES SRL, MILAN BERGAMO AIRPORT
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