L’Alumnus Alessandro Andreoni, designer e campione paralimpico
La sfida di conciliare sport di alto livello e studi al Politecnico per arrivare ai Giochi di Milano Cortina 2026
Tutto ha inizio molto presto al Palaghiaccio di Varese, osservando il fratello maggiore allenarsi. A 16 anni, Alessandro Andreoni scopre l’hockey Paralimpico grazie alla Polha Varese (@polhavarese). Andreoni descrive quel momento: “finalmente uno sport di squadra sul ghiaccio che mi permetteva di esprimermi davvero”. Da quella scoperta sono nati molti traguardi, tra cui il primo Europeo nel 2016, i Mondiali e le Paralimpiadi nel 2018 e nel 2022.
L’equilibrio tra studio e sport
Parallelamente ai successi sportivi, Alessandro è Alumnus del Politecnico di Milano, laureato in Design della Comunicazione. L’opportunità di seguire contemporaneamente studi e sport attraverso il programma Dual Career si è rivelata decisiva. L’atleta spiega infatti che “è stato fondamentale trovare il modo di conciliare una carriera sportiva, impegnativa ma non professionistica, con il percorso al Politecnico. Il programma Dual Career mi ha aiutato a gestire i periodi di maggiore intensità e a crescere in modo equilibrato, sia sul piano personale sia su quello professionale.”
Oggi, lo sguardo è rivolto a Milano Cortina e l’obiettivo è migliorare il risultato ottenuto a Pechino. La preparazione è diventata più strutturata e l’organizzazione attuale permette al team di allenarsi più volte a settimana anche al mattino, conciliando lavoro e sport. “La sfida principale è trovare il giusto equilibrio tra allenamenti, impegni lavorativi e vita privata”.
“Indossare la maglia azzurra e rappresentare l’Italia su un palcoscenico così importante è motivo di grande orgoglio. “
L’emozione della maglia azzurra
Partecipare alle Paralimpiadi rappresenta per lui un onore difficile da descrivere. Indossare la maglia azzurra e rappresentare l’Italia è motivo di grande orgoglio, ma l’appuntamento del 2026 ha un sapore speciale. Alessandro sottolinea come giocare “in casa”, davanti a un pubblico numeroso, sia reso ancora più coinvolgente dal fatto che vi contribuirà professionalmente lavorando all’organizzazione dei Giochi.
A chi sogna di seguire una strada simile, Andreoni consiglia di non aver paura della fatica e di circondarsi delle persone giuste. Secondo la sua visione, sport e studio possono rafforzarsi a vicenda:
“Lo sport insegna disciplina, gestione del tempo e resilienza; l’università offre strumenti critici e visione. È importante chiedere supporto quando serve e non dare per scontato nulla: ogni traguardo è il risultato di costanza quotidiana.”
Un ricordo al Politecnico
Alessandro ricorda con particolare emozione quando, insieme ai Proff. Beltrami e Turinetto, ha portato una classe di studenti a lezione nel vivo dell’organizzazione per questi Giochi Olimpici. “L’obiettivo, condiviso con molti colleghi professionisti, era mostrare ai futuri designer quanto sia complesso il progetto di un grande evento e sistema come i Giochi Invernali. È stato davvero emozionante e soddisfacente!”, conclude l’Alumnus.
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