
“Sto proseguendo gli studi grazie a un dottorato di ricerca, in modo da specializzarmi in un settore specifico, contemporaneamente desidero affacciarmi al mondo delle aziende per imparare a gestire autonomamente un progetto di ricerca”. Alessio Cancian, classe 2000, sembra aver compreso perfettamente la motivazione che ha ispirato il premio di laurea dedicata al Professor Pietro Luigi Cavallotti.
È lui, infatti, il vincitore del premio di laurea magistrale istituito dal Politecnico di Milano grazie alla donazione da parte del Fondo Solidale Gippi Cavallotti, assegnato alla miglior tesi 2025 che ha affrontato il tema dello “studio e sviluppo di processi elettrochimici”.
Il professor Pietro Luigi Cavallotti è stato per 44 anni docente presso il Politecnico di Milano, una figura di spicco nel panorama dell’Elettrochimica e della Chimica metallurgica non solo italiana. Il suo contributo, nell’ambito della scienza e tecnologia delle superfici, ha portato il Politecnico ad avere un ruolo di riconosciuta preminenza nazionale e internazionale. Ha inoltre dato un notevole apporto all’innovazione delle piccole e medie aziende, anche attraverso 20 brevetti.
Alessio ha frequentato il corso di Ingegneria Energetica durante la triennale e la rispettiva prosecuzione in Energy Engineering in magistrale, oggetto del premio di laurea. Attualmente frequenta il Dottorato di Ricerca in STEN (Scienze e Tecnologie Energetiche e Nucleari), con il quale sarà impegnato per i prossimi tre anni.
“Ho deciso di fare il Poli seguendo l’esempio di mio fratello maggiore, che per me è stata una guida. Lui mi ha sempre consigliato sulle scuole da intraprendere e vedendo come si è trovato al Politecnico non ho avuto dubbi e si è rivelata la scelta giusta. La lezione più importante che ho imparato qui è che il lavoro duro porta sempre a grandi risultati e a non mollare mai!”
Alessio ha vinto il premio grazie alla sua tesi di laurea. Qual è l’argomento? gli abbiamo chiesto. “L’obiettivo principale dello studio era comprendere come la temperatura di esercizio influisca sul degrado delle celle a combustibile. In particolare, si è voluto analizzare se e in che misura un aumento della temperatura operativa porti a una maggiore degradazione dei materiali, al fine di migliorare la comprensione dei meccanismi di degrado e contribuire all’ottimizzazione delle condizioni di funzionamento e della durata delle celle a combustibile”.
Sul premio, commenta: “Sono molto orgoglioso di questo riconoscimento perché essendo fuorisede e autonomo, da un punto di vista economico è stato molto utile a finanziare parte della mia vita futura”.
Una vita dove la ricerca e lo sviluppo saranno parte del futuro di Alessio che, come si legge nelle motivazioni del Fondo Gippi Cavallotti, hanno l’obiettivo di aiutare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro: “Nonostante abbia iniziato da relativamente poco tempo – ci racconta Alessio – il mondo della ricerca mi appassiona molto. Trovo molto stimolante andare a spingere i limiti della nostra comprensione dei fenomeni fisici e provare a capire come migliorare e sviluppare la tecnologia. La mia idea non è quella di restare in un mondo di ricerca accademica, ma andare nell’ambito della ricerca industriale, la cui applicazione diventa più tangibile. Di sicuro, però, ritengo che il percorso di dottorato possa fornirmi gli strumenti e il metodo di lavoro necessari per affrontare le sfide future”.