Ghiaccio nello spazio: la prof. Finzi commenta l’ultima scoperta di Philae

Il lander Philae della sonda spaziale Rosetta ha lasciato un enigma che abbiamo risolto solo adesso

Sono ormai 6 anni che Philae è atterrato sulla cometa 67P (anche conosciuta come Churyumov-Gerasimenko, dal nome degli scienziati che l’hanno individuata). Ci è arrivato nell’autunno 2014, dopo un lunghissimo viaggio a bordo della sonda spaziale Rosetta, partita dalla Terra nel 2004. Il 12 novembre 2014, Philae è sceso sulla superficie della cometa con un atterraggio burrascoso, ha rimbalzato dal suo iniziale sito di atterraggio, Agilkia, e si è imbarcato in un volo di due ore, durante le quali si è scontrato con il bordo di una scogliera per poi cadere verso una “seconda località di atterraggio” non meglio identificata. Philae si è infine arrestato in un angolo protetto sulla superficie della cometa (il “diario di viaggio” si trova a questo link).  

Questa seconda località di atterraggio è rimasta a lungo oscura per gli scienziati, che hanno finalmente ottenuto le informazioni che cercavano dopo anni di ricerche. In quel frangente, infatti, Philae è affondato per 25 cm nel ghiaccio sul versante di un crepaccio, lasciando tracce evidenti della sua torre di perforazione e dei bordi. Per gli scienziati si tratta di una scoperta importantissima e ci permetterà di studiare ghiaccio purissimo, mai prima d’ora esposto direttamente alla luce del sole.

“Philae ci sta dicendo che ha trovato il ghiaccio”, commenta la prof. Amalia Ercoli Finzi, “mamma” della missione Rosetta, al Sole 24 Ore (il video con l’intervista a questo link). “Ovviamente lo sapevamo già che le comete sono fatte di ghiaccio, ma abbiamo trovato un ghiaccio speciale, antico, di 4 miliardi e mezzo di anni fa, quando la cometa si è formata. Sopra questo ghiaccio c’è uno strato così leggero che è come la schiuma di una scia di un’onda. È meraviglioso”

Philae ha un DNA tutto politecnico. Nel suo centro di controllo c’è il lavoro di molti Alumni del Politecnico di Milano, e diversi componenti sono stati realizzati da aziende italiane in stretta collaborazione con il Poli, ad esempio il trapano e i pannelli solari. Per saperne di più: a questo link l’intervista che abbiamo fatto nel 2014 a Andrea Accomazzo, Alumnus ing. Aeronautica 1995 e Flight Director ESA per la missione Rosetta, in occasione dell’atterraggio di Philae.

Abbiamo parlato di Rosetta e della prof. Amalia Ercoli Finzi nel numero 1 del Magazine Alumni Politecnico di Milano

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