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L’Alumna Valentina Sumini nominata “Ambasciatore del Design Italiano”

Valentina Sumini, Alumna e Visiting Professor del Politecnico di Milano, è stata nominata “Ambasciatore del Design Italiano per il 2021”. Il titolo le è stato conferito a Washington durante la quinta edizione dell’Italian Design Day, promosso dall’Ambasciata italiana per celebrare il design e la creatività italiana nel mondo.

PROGETTARE PER LO SPAZIO

“Sono sempre stata affascinata dallo spazio e già da studente del Politecnico mi ero potuta cimentare nell’affrontare un progetto per la creazione di un’infrastruttura ricettiva sulla Luna. Il mio desiderio è quello di riuscire a progettare una struttura che permetta all’uomo di diventare una specie multiplanetaria, dove la Terra sarà sempre il nostro pianeta madre” ha raccontato Sumini a Forbes.

Valentina Sumini
Credits: TEDx Talks

Secondo l’architetta, proprio per la sua naturale propensione al viaggio la specie umana è destinata a diventare multi-planetaria, e le prime tappe non possono che essere la Luna e Marte. Per questo è importante essere preparati: si tratta infatti di arrivare su altri pianeti e restarci, e di conseguenza progettare soluzioni abitative è di primaria importanza.

“Il punto fondamentale da cui partire, – dichiara l’Alumna al Sole24ore –  è considerare bene la differenza fra l’ambiente in cui viviamo e ci siamo evoluti e gli altri due che consideriamo. Qui da noi la gravità è determinante, addirittura il nostro corpo è modellato da millenni e millenni di azione della gravità sulle nostre ossa, sistema venoso e dell’equilibrio. Se parliamo invece di Luna e Marte scendiamo a 1/6 per il nostro satellite e a 1/3 circa per il Pianeta Rosso. Una persona di 60 chili ne pesa solo 10 sulla Luna e circa 20 su Marte, per avere un’idea. Il problema, quindi, non è l’azione verticale costante della gravità, che in pratica spinge verso il basso anche gli edifici, ma si sposta verso i problemi dati dalla differenza di temperatura e pressione atmosferica e dalla presenza o meno di radiazione nociva all’essere umano.”

DESTINAZIONI: STAZIONE SPAZIALE – LUNA – MARTE

Progettare per lo spazio per gli architetti come Sumini significa pensare a tre stadi diversi: il primo è il più “vicino” a noi, a 400 chilometri dalla Terra, e consiste nel mandare in pensione la Stazione spaziale internazionale – il più grande manufatto costruito ad oggi nello Spazio – per trasformarla in un albergo, da costruire proprio sullo scheletro dell’ISS. Attorno al nucleo centrale sono state progettate 12 camere realizzate in tessuto super resistente ma anche leggero, per potere arrivare in orbita più facilmente, piegato.

Il secondo stadio prevede la realizzazione del progetto Moon Village, l’insediamento sulla Luna di un villaggio formato da piccole abitazioni, ciascuna pensata per quattro ospiti, realizzate anche con materiali locali, come la regolite. La criticità principale della Luna è la scarsità d’acqua, che è presente in zone limitate; per questo le “case” saranno costruite in una regione al Polo Sud del Satellite, in una zona con più disponibilità di acqua, di energia solare e con vista costante sulla Terra.

“Mai come ora è necessario, quasi urgente, sviluppare una visione architettonica su un possibile insediamento lunare “permanente” che recuperi quello spirito e dia linee guida e prospettive di condivisione e di sviluppo pianificato, quindi un vero e proprio masterplan in cui aree residenziali, infrastrutturali e produttive evolvano secondo una filosofia unitaria, un po’ come se ci si rifacesse al concetto delle “città ideali” teorizzato tante volte in passato, dal Palladio a Le Corbusier” ha aggiunto l’architetta sul Corriere Innovazione.

moon village
Credits: forbes.it

L’ultimo stadio è l’insediamento su Marte: per questo è stato scelto un cratere in una zona depressa del pianeta, che garantirebbe una maggiore densità dell’atmosfera e più acqua nel sottosuolo e un minor livello di radiazione. La gran parte dei locali come case, uffici, palestre e uffici saranno sottoterra, sotto delle cupole trasparenti.

Credits header e home: forbes.it