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Expo Dubai 2020: ecco le iniziative del Politecnico

Con l’inaugurazione del 1° ottobre 2021, il Politecnico di Milano è entrato far parte di Expo Dubai 2020 in qualità di partner del Padiglione Italia all’esposizione universale. In questa veste organizzerà importanti eventi che toccheranno diversi temi: tecnologie aerospaziali, architettura e design, educazione per l’empowerment femminile.

Coinvolgendo docenti, alumni e studenti, il Politecnico mette così a disposizione le proprie competenze nei settori della creatività e dell’innovazione, forte della sua esperienza come coordinatore di network di ricerche a livello nazionale e di legami forti con il sistema industriale italiano.

Tra i prossimi appuntamenti previsti, vi segnaliamo il forum Space4Sustainability del 18 ottobre, dove astronauti, innovatori e personalità scientifiche di fama internazionale discuteranno delle più significative implicazioni dell’esplorazione spaziale su sostenibilità, salute e benessere, sicurezza. 

Tra gli esperti, ci saranno anche la professoressa Annalisa Dominoni e il professor Benedetto Quaquaro, docenti del corso di Space Design al Politecnico di Milano, che alle 17.00 interverranno nel panel “Design in Orbit” (clicca qui per vedere l’evento).

Dominoni e Quaquaro sono stati anche ospiti di uno dei nostri Digital Talks, che vi consigliamo di recuperare

INNOVATION HOUSE: IL “FUORI EXPO” POLITECNICO 

Esternamente all’Expo, il 1° ottobre è stata inaugurata Innovation House, la “casa politecnica” nata dalla collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione Politecnico di Milano (ne abbiamo parlato qui).

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Credits: Fondazione Politecnico di Milano

Situata a pochi passi dal sito dell’esposizione universale di Dubai, Innovation House è il place to be di matrice politecnica, una sorta di “Fuori Expo”, sulle orme del Fuori Salone, dove le aziende di tutto il mondo sono invitate a diventare partner per organizzare eventi, incontri d’affari, culturali e conviviali, aprire nuove connessioni, generare nuove idee di business in un contesto con un target di milioni di visitatori internazionali.

Qui sono benvenuti tutti gli Alumni e tutte le Alumnae insieme alle aziende che rappresentano e in cui lavorano: l’Innovation House è pensata proprio per essere un punto d’appoggio per tutte le realtà che condividono il DNA e i valori politecnici. Un’occasione per fare sistema e continuare a coltivare un ecosistema unico in termini di eccellenze e di capacità innovative, insieme ad imprese e istituzioni (leggi qui per approfondire).

Credits header e home: Massimo Sestini

Il Design per la vita nello Spazio

Cosa significa progettare per lo spazio?

In questo Digital Talks, organizzato assieme a Fondazione Politecnico di Milano, è stato approfondito il tema sempre più attuale della vita nello spazio, guardando al ruolo che il design può avere nel migliorare le condizioni di permanenza e di lavoro degli astronauti e nel proporre metodi e strumenti per affrontare condizioni ambientali estreme trasformandole da limitazioni in opportunità.

Ne hanno parlato la prof.ssa Annalisa Dominoni e il prof. Benedetto Quaquaro, Responsabili del corso di Space Design “Space4InspirAction”, Scuola del Design, Master of Science in Integrated Product Design. Moderato da Ing. Daniele Bignami, Project Manager e referente Collana Springer “Research for Development”, Fondazione Politecnico di Milano

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Cosa significa progettare per lo spazio?

L’8 aprile sono stati ospiti del Digital Talks “Il design per la vita nello spazio” Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro, responsabili dal 2017 di Space4InspirAction al Politecnico, il primo e unico corso al mondo di Space Design, in collaborazione con l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Il webinar è stata anche l’occasione per presentare il libro “Design of Supporting Systems for Life in Outer Space”, di Dominoni, edito da Springer.

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Credits: caimi.com

“Mi piace definire il designer un creatore di problemi, e quindi anche di nuove soluzioni, che genera innovazione e incrementa il benessere delle persone, e questo vale sia nello Spazio che sulla Terra.” afferma Dominoni in un’intervista a Wired.

Progettare per lo spazio significa spesso adattare tecnologie già esistenti in un nuovo paradigma: innovare unendo forma e funzionalità, facendo da ponte tra tecnologia e innovazione.

Guardando al futuro, pensando a stazioni e città spaziali, ma con uno sguardo ben fermo sulle esigenze dell’immediato: progettare per lo spazio significa infatti pensare concretamente a come “migliorare il benessere, l’efficienza e la qualità della vita delle persone in orbita.

Secondo questo principio Dominoni ha progettato un sistema di abbigliamento intra-veicolare (da indossare all’interno della Stazione spaziale internazionale e negli spostamenti tra veicoli spaziali) che risponde a parametri di comfort, vestibilità e igiene, con tessuti antibatterici e termoregolanti, in grado di adattarsi all’ambiente circostante. (Ne abbiamo parlato anche su MAP #7)

“Il design pone l’essere umano al centro e cerca di interpretarne i bisogni nel modo più sostenibile: se un astronauta vive e lavora in un ambiente confortevole, e con equipaggiamenti più efficienti, le sue performance aumentano, e possono determinare il grado di successo di una missione.

Il designer che progetta per lo spazio deve avere capacità di previsione, essere in grado di immaginare il proprio prodotto in un ambiente sconosciuto: per esempio, come reagirà in orbita, in condizioni di microgravità? “La difficoltà sta nel fatto che spesso queste condizioni particolari non sono riproducibili in laboratorio e non è possibile sperimentare sulla Terra in fase di ideazione”, spiega Dominoni agli Alumni (ne abbiamo parlato anche con Manuela Aguzzi, Alumna della prof. Dominoni e prima designer “istruttrice di astronauti”, nel numero 3 del MAP).

RIVEDI IL DIGITAL TALKS DELL’8 APRILE 2021

Durante l’evento, si è esplorato il ruolo del design nel migliorare le condizioni di permanenza e di lavoro in orbita e nel proporre metodi e strumenti per affrontare queste condizioni ambientali estreme e trasformarle da limitazioni in opportunità.

Cover photo © ESA