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Nasce MUSA, l’ecosistema della tecnologia e dell’innovazione sostenibile

Nasce a Milano l’ecosistema della tecnologia e dell’innovazione sostenibile MUSA (Multilayered Urban Sustainability Action): la collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca, ente proponente, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi e l’Università Statale di Milano consentirà di sviluppare soluzioni smart per l’energia rinnovabile e la gestione dei rifiuti, studiare nuovi modelli di mobilità green, creare un polo di incubazione e accelerazione per startup, ottimizzare l’utilizzo dei big data per la salute e il benessere dei cittadini, mettere a punto nuove soluzioni di finanza sostenibile e creare le condizioni per una società sempre più inclusiva, libera da disuguaglianze.

Trasformare l’area metropolitana di Milano in un ecosistema di innovazione per la rigenerazione urbana, un modello replicabile a livello nazionale ed europeo. È questa l’ambiziosa sfida che i quattro atenei affronteranno nei prossimi tre anni grazie alle partnership con 24 soggetti pubblici e privati e a un investimento complessivo di 116 milioni di euro, finanziato per 110 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Gli ambiti di intervento del progetto, chiamati “spoke”, sono sei, ognuno coordinato da uno o più atenei:

  • Rigenerazione urbana (Urban regeneration – City of tomorrow)
  • Big data e open data per le Scienze della vita (Big Data-Open Data in Life Sciences)
  • Imprenditorialità e trasferimento tecnologico (Deep Tech: Entrepreneurship & Technology Transfer)
  • Impatto economico e finanza sostenibile (Economic Impact and Sustainable Finance)
  • Moda, lusso e design sostenibili (Sustainable Fashion, Luxury and Design)
  • Innovazione per società sostenibili e inclusive (Innovation for Sustainable and Inclusive Societies)

MUSA è stato presentato presso l’Università di Milano-Bicocca alla presenza dei rettori dei quattro atenei: Giovanna Iannantuoni (Università di Milano-Bicocca), Ferruccio Resta (Politecnico di Milano), Gianmario Verona (Bocconi), Elio Franzini (Università Statale di Milano), del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, dell’assessore per l’Istruzione, università, ricerca, innovazione e semplificazione della Regione, Fabrizio Sala, del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e del presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti.

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Gianmario Verona (Università Bocconi), Elio Franzini (Università Statale di Milano), Giovanna Iannantuoni (Università di Milano-Bicocca), Ferruccio Resta (Politecnico di Milano). | Credits Polimi

Sviluppare tecnologie per la sostenibilità economica e circolare e promuovere l’imprenditorialità high-tech. Sono questi i due principali obiettivi del Politecnico di Milano all’interno dell’ecosistema MUSA. La Regione Lombardia e l’area metropolitana di Milano, in particolare, rappresentano un unicum nel contesto nazionale, a partire da settori di punta, come la moda e il design, via via fino alle nuove imprese ad alto tasso di innovazione. La Fondazione Politecnico di Milano, da sempre vicino ai bisogni delle aziende, gestirà insieme all’ateneo i due spoke di riferimento.

ha commentato Ferruccio Resta.

Nell’immagine di copertina, da sinistra a destra, i rettori dei quattro atenei: Gianmario Verona (Università Bocconi), Elio Franzini (Università Statale di Milano), Giovanna Iannantuoni (Università di Milano-Bicocca), Ferruccio Resta (Politecnico di Milano).

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Credits header: lombardiaeconomy.it

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PNRR, nasce il centro nazionale per la mobilità sostenibile

Firmato l’atto costitutivo del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile: 25 università, e relativi centri di ricerca, hanno unito le forze con 24 grandi imprese attive nell’ambito della mobilità e delle infrastrutture, con l’obiettivo di accompagnare la transizione green e digitale del comparto in un’ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale e supportando le istituzioni locali nell’implementazione di soluzioni moderne, sostenibili e inclusive.

Si tratta di un progetto ambizioso, che prevede un investimento di 394 milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025), con il coinvolgimento di 696 ricercatori degli enti partner e di 574 neoassunti, e che vuole rappresentare uno strumento reale per la crescita e lo sviluppo in un settore chiave come quello della mobilità, che si stima raggiungerà un valore complessivo a livello nazionale di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro.

Le attività del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile saranno focalizzate su cinque ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva, puntando a rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione.

Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti su tutto il territorio nazionale, a garanzia di quel riequilibro territoriale che è tra le priorità del PNRR.

Il Centro Nazionale per la Mobilità risponde a una delle missioni chiave del PNRR: passare dalla ricerca all’impresa in un’ottica di filiera e di collaborazione estesa. Punti di forza saranno progetti ad alta maturità tecnologica con il preciso intento di dare una risposta concreta ai bisogni del Paese in una prospettiva di lungo termine che superi la scadenza del 2026. È questo il nostro impegno. È questa l’occasione per attuare riforme strutturali. Una partita che siamo disposti a giocare fino in fondo

commenta Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, ente proponente del Centro per la Mobilità Sostenibile.

Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile è il primo a partire tra i 5 Centri Nazionali previsti dal PNRR: si tratta di reti diffuse di università ed altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, riconosciuti come altamente qualificati, che hanno l’obiettivo di sviluppare infrastrutture, progettualità e soluzioni immediatamente fruibili per tutto il contesto sociale in settori coerenti con le priorità dell’agenda della ricerca europea e con i contenuti del PNRR: Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; Tecnologie dell’Agricoltura (Agritech); Sviluppo di farmaci con tecnologia a RNA e terapia genica; Mobilità sostenibile; Bio-diversità.

I soggetti coinvolti sono:

Enti di ricerca promotori

Politecnico di Milano, Cnr, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Università di Bergamo, Università di Parma, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Cagliari, Università di Roma La Sapienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università Napoli Parthenope, Università del Salento, Università di Padova, Università di Pisa

Enti di ricerca aderenti

Università Bicocca, Università di Brescia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Reggio Calabria, Università Politecnica delle Marche

Fondatori

A2A, Almaviva, Angelo Holding, Autostrade per l’Italia, Eni, Ferrari, Fincantieri, Fnm, Fs, Intesa Sanpaolo, Iveco Group, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, UnipolSai, Snam

Partecipanti

Accenture, Atos, Avio Aero, Brembo, Hitachi Rail, Teoresi Group, Thales Alenia Spazio Italia Spa, Stellantis – crf

Leggi anche: https://www.polimi.it/it/dettaglio-apertura/article/10/pnrr-nasce-il-centro-nazionale-per-la-mobilita-sostenibile-10402/
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Politecnico e Bocconi insieme per formare i top manager della sostenibilità

È stato presentato ieri – in conferenza stampa dai Rettori di Bocconi e Politecnico di Milano, Gianmario Verona e Ferruccio Resta, con il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani – il nuovo Master of Science in Trasformative Sustainability, nato dalla collaborazione tra Politecnico di Milano e l’Università Bocconi.

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Credits: tiresia.polimi.it

Il master of science congiunto – diretto dalla professoressa Raffaella Cagliano del Politecnico e dal professore Francesco Perrini della Bocconi – si pone come un unicum nel panorama della formazione universitaria in Europa proprio perché vuole formare i futuri top manager della sostenibilità, dei ‘manager-tecnologi’ sempre più richiesti dal mercato del lavoro con una prospettiva fortemente integrata, innovativa e multidisciplinare sulla sostenibilità.

“La trasformazione sostenibile è oggi una sfida imprescindibile per le imprese. La sostenibilità non è solo uno dei pilastri su cui si basano i piani per l’Europa del futuro, ma oggi deve entrare a far parte del dna di ogni modello di business affinché l’impatto delle imprese possa essere sempre più positivo. È fondamentale per noi formare futuri manager che abbiano questa visione.”

spiega il Rettore della Bocconi, Gianmario Verona.

“La tecnologia è, senza ombra di dubbio, il fattore abilitante delle grandi trasformazioni in atto, come nel caso della sostenibilità in tutte le sue accezioni. Impatta in modo decisivo sui processi di business e orienta imprese ed enti pubblici verso piani di sviluppo complessi di cui gli SDGs sono elementi fondativi. Da qui il contributo del Politecnico di Milano e la necessità di combinare le competenze tecniche e formative dei nostri due atenei su tematiche chiave per la crescita economica e sociale.”

aggiunge il Rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta.

Il nuovo corso di laurea vedrà la realizzazione di una didattica congiunta, ma secondo le proprie aree di competenza: i docenti Bocconi si occuperanno degli insegnamenti più legati alle discipline delle scienze sociali, del management, dell’economia, della finanza e del diritto necessarie per gestire una transizione sostenibile circolare “giusta”, mentre i docenti del Politecnico formeranno gli studenti sulle tecnologie più avanzate, in particolare nelle aree dell’energia, dell’ambiente, della chimica e della mobilità, oltre a trasferire un approccio ingegneristico orientato a progettare, innovare e gestire sistemi sostenibili. Nel nuovo corso non mancheranno insegnamenti di data analytics, di etica, di diversity e di inclusione.

Il master of science in Trasformative Sustainability, che inizierà nell’anno accademico 2022/2023, è il secondo corso di laurea congiunto tra Politecnico e Bocconi dopo la laurea magistrale in Cyber risk strategy del 2019 (ne abbiamo parlato qui).

Sostieni studenti e le studentesse: con una donazione a partire da 10€ puoi contribuire a finanziare le borse di studio. Dona ora.

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Floating Wind Energy: l’Italia ha le potenzialità per essere protagonista

Maurizio Melis, giornalista e Alumnus del Politecnico di Milano, conduce Smart City: un ciclo di interviste dedicate alle tecnologie per la sostenibilità in onda su Radio24. Nella puntata del 9 dicembre ha intervistato il prof. Marco Belloli, del dipartimento di Meccanica, direttore scientifico della Politecnico di Milano Wind Tunnel (GVPM) ed esperto di Floating Wind Energy.

Durante l’intervista “2030 sostenibile: l’esplosione dell’eolico galleggiante”, Belloli ha spiegato la tecnologia alla base del funzionamento turbine eoliche galleggianti e le potenzialità che questa tecnologia avrebbe nella produzione di energia rinnovabile. Secondo l’International Energy Agency, infatti, nel 2019 le turbine eoliche hanno fornito appena lo 0,3% della domanda mondiale di energia elettrica, ma si stima che, nei prossimi 10 anni, lo sviluppo di questa tecnologia abbia la capacità di arrivare a produrre fino a 420 mila TWh l’anno, pari a 18 volte l’attuale domanda mondiale di energia elettrica.

Belloli conclude con una panoramica dei paesi più all’avanguardia nell’utilizzo delle turbine, delle zone geografiche più adatte all’installazione e del ruolo dell’Italia. L’Europa, commenta, è il continente che tira lo sviluppo tecnologico mondiale nell’eolico, e “il Mediterraneo si presta molto a questa tecnologia. L’Italia ha una storia di cantieristica navale e offshore che la identifica come un Paese che potrebbe essere protagonista di questo sviluppo”.

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