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L’Alumnus Stefano Boeri progetta un nuovo modello di scuola “aperta”

Una scuola aperta 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all’anno, vissuta dagli studenti durante l’orario scolastico e da tutta la comunità nei fine settimana e nei giorni festivi: è questo il nuovo modello di scuola introdotto dall’architetto e Alumnus Stefano Boeri a Tirana. 

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Credits: Stefano Boeri Architetti

Il progetto, che ha preso vita nell’ambito del nuovo piano regolatore Tirana 2030, segue l’idea che la scuola del futuro possa costituirsi come un epicentro nella vita urbana dei quartieri, come un luogo sempre aperto a tutti, a tutte le età. 

“Il tema delle scuole aperte è diventato una reale necessità per rispondere alla domanda di benessere che nasce dai cittadini di tutto il mondo – commenta l’Alumnus -. Sul piano educativo, una scuola aperta vuol dire osmosi con il territorio, scambio di saperi e esperienze, con un importante riverbero sulla vita di quartiere. Le tre nuove scuole di Tirana sono state progettate per diventare veri e propri epicentri della vita sociale e come spazi di connessione intergenerazionale e sociale. Il progetto può dare a Tirana un’anticipazione di quella visione di ‘città arcipelago’, di metropoli costituita di quartieri autosufficienti nei servizi al cittadino, che oggi è perseguita da molte altre capitali internazionali.” 

Le tre scuole sono dedicate al percorso pre-universitario e accolgono mense, sale multifunzionali, biblioteche e impianti sportivi, fruibili da studenti e cittadini in orari diversi della giornata, e diventeranno così un punto di riferimento per la vita pubblica

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Credits: Stefano Boeri Architetti

LA PROGETTAZIONE 

Durante la progettazione è stato fondamentale calibrare la presenza di spazi tradizionali, indispensabili per seguire la didattica del Ministero, con le aree “ibride”, fondamentali per implementare i sistemi educativi sperimentali e l’interazione inter-generazionale tra studenti di età e cicli differenti. 

“Il volume è stato concepito partendo dagli spazi aperti, ai quali sono stati dati lo stesso peso e importanza dedicati agli interni. Nell’ottica di creare un edificio accessibile, che dialoghi con il contesto urbano circostante, attraverso un accurato studio e controllo degli accessi al fine di garantirne la sicurezza, gli spazi che ospitano le funzioni pubbliche” 

commenta Francesca Cesa Bianchi, Project Director e Alumna architettura 2005.