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2020: 5 per mille a Vulnerabilità e Innovazione  

I progetti vincitori dell’edizione 2020 di Polisocial sono partiti la scorsa primavera, quando le energie dell’Ateneo erano in particolar modo tese a sostenere il contesto sociale in un momento ancora molto delicato dal punto di vista dell’emergenza pandemica. Il Politecnico ha voluto valorizzare gli sforzi dei gruppi di ricerca, dedicando 500 mila euro (donazioni 5 per mille del 2018) al tema «Vulnerabilità e Innovazione», che pone attenzione ai contesti di fragilità sanitaria e alle conseguenze sociali che si portano dietro. 

Risparmiare acqua e portare tecniche produttive dove non ci sono 

Il progetto di Hands, finanziato con le donazioni del 5 per mille, trasaferisce le competenze politecniche in Mozambico.

Dipartimenti: DASTU, DCMC, DABC, DENG, DICA
Tag: salute, spazio urbano, slum upgrading 
Contesto: Maputo, Mozambico

Partner: AICS Mozambico, AVSI, Architetti Senza Frontiere Italia e Spagna, Universidade Eduardo Mondlane.

polisocial hands
Credits: Polisocial

La recente pandemia ha evidenziato la vulnerabilità della popolazione che vive nel quartiere di Chamanculo a Maputo, vulnerabilità che tuttavia era preesistente, a causa della mancanza di servizi sanitari, dell’inadeguatezza dell’infrastruttura urbana come strade e spazi pubblici), del sovraffollamento e dell’inadeguatezza nella gestione dei rifiuti.

I ricercatori del Politecnico, con il progetto HANDS, hanno attivato un “Laboratorio Sociale” dedicato alla produzione di Polichina, il liquido igienizzante Made in Politecnico. Oltre all’immediata utilità pratica, questa iniziativa ha anche lo scopo di trasferire conoscenze e competenze agli attori locali, per una migliore gestione dei rifiuti e per un modello di produzione energetica adatto sia alla scala urbana che a quella domestica.  

«Immaginiamo un sistema automatizzato poco più grande di una macchinetta da caffè», spiega l’Alumnus e ricercatore Mattia Sponchioni, «a questo colleghiamo quattro serbatoi diversi contenenti gli elementi per produrre la Polichina: acqua, etanolo, acqua ossigenata e glicerolo. Si imposta una precisa quantità e il sistema la produce”. Il prototipo sarà testato in alcuni punti nevralgici di Chamanculo come scuole, piazze, mercati: stazioni di rifornimento quindi da integrare con un sistema di gestione intelligente dei rifiuti generatisi in seguito all’emergenza sanitaria, come mascherine e dispenser di liquido igienizzante.

Nel “Laboratorio Sociale” si sperimenteranno inoltre metodi di produzione di energia elettrica per l’alimentazione dei distributori di Polichina e per l’approvvigionamento locale delle materie prime da fonti rinnovabili in situ. In questa particolare situazione, l’uso di Polichina ha un impatto positivo anche in termini di risparmio di acqua. «Riduciamo il consumo dalla scala dei litri a quella dei millilitri», commenta Sponchioni, «nel lavaggio delle mani si consumano litri di acqua potabile, con la Polichina basta una nebulizzazione di pochi millilitri, andando a risparmiare oltre il 95% di acqua che, soprattutto nei luoghi più degradati e dove c’è il pericolo di altre patologie come la tubercolosi, scarseggia». 

Si può collegare tanti pazienti allo stesso respiratore? 

Con i comuni ventilatori, è un azzardo. Il Poli ha progettato MakingMEV, un ventilatore multiplo, per la ventilazione assistita di 10 pazienti contemporaneamente. 

Dipartimenti: DEIB, DMEC, DIG
Tag: ventilazione respiratoria, supporto emergenziale, innovazione clinica
Partner: Alberto Zanella, anestesista e rianimatore presso Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico (Milano) e ricercatore presso il Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti, Università degli Studi di Milano   

makingmev
Photo by Adhy Savala on Unsplash

Il sistema MEV (Multiple Emergency Ventilator) è una rivisitazione del supporto emergenziale alla ventilazione respiratoria: un ventilatore in grado di supportare la respirazione di fino a 10 pazienti contemporaneamente, intrinsecamente sicuro e personalizzato per ciascun paziente

Il suo cuore è una miscela di ossigeno a pressione inspiratoria massima intrinsecamente sicura (Ppeak), per prevenire il danno da ventilazione meccanica. La ventilazione è fornita un massimo di 10 pazienti, assistiti in modo personalizzato riguardo al volume controllato e alle durate inspiratorie ed espiratorie. Il sistema meccanico è composto da una campana rovesciata con tenuta ad acqua, che fissa il Ppeak in base al principio di Archimede. La campana, in acciaio inox, del diametro di 50 cm e con una altezza di 60/70 cm, è inserita all’interno di un cilindro, che grazie all’intercapedine d’acqua mantiene l’ossigeno alla pressione desiderata. Il gas è distribuito ai pazienti intubati mediante semplici tubi di acciaio inox da 2” facilmente montabili, autoportanti e modulari per poter essere adattati a diversi ambienti come triage, ospedali da campo, ospedali normali. L’intero sistema di distribuzione è compatibile con alte concentrazioni di ossigeno. 

L’unico “pezzo speciale” nel progetto del MEV è la campana. Per la linea comune è composto da elementi di utilizzo industriale, mentre gli stacchi inspiratori ad ogni paziente e la linea espiratoria sono mutuati dai comuni ventilatori. Tutte le parti meccaniche possono essere conservate in magazzino per un tempo indefinito e sanificate per essere usate subito nel momento del bisogno, al contrario dei ventilatori tradizionali che, se conservati troppo a lungo, prima dell’uso hanno bisogno di una manutenzione che può durare fino a un mese: specialmente in momenti di emergenza su larga scala, come quella occorsa nel corso della pandemia di Coronavirus. MEV potrebbe quindi evitare il congestionamento delle aziende di manutenzione e provvedere all’intubazione di emergenza di un alto numero di pazienti contemporaneamente. 

L’idea è nata durante l’onda pandemica italiana di inizio 2020”, spiega l’Alumnus, e ricercatore del Politecnico di Milano, Beniamino Fiore. Tuttavia, in un panorama di più ampio respiro, si prevede un beneficio per situazioni emergenziali in generale, e per i sistemi sanitari meno organizzati di Paesi in via di sviluppo”, e aggiunge “MakingMEV è stata la nostra risposta all’emergenza, il nostro modo di dire: facciamo qualcosa di concreto!”. 

Dal Poli nuove tecnologie per la sicurezza del supporto respiratorio 

Il progetto SAFER, finanziato con le vostre donazioni del 5 per mille, sviluppa un respiratore portatile e poco costoso per contesti a basso e medio reddito.

Dipartimenti: DEIB, DMEC, DCMC
Tag: tecnologie respiratorie, emergenze, aree a scarsità di risorse
Contesto: Vietnam, Africa Occidentale, Italia

Partner: MTTS Asia (impresa sociale); ONG Day One Health; Società Italiana di Neonatologia; CUAMM ONG; ASST Bergamo – Dipartimento di Pneumologia; altri professionisti medici 

polisocial safer
credits: Polisocial

Nei paesi a basso e medio reddito, la mancanza di ossigeno e ventilatori per l’assistenza respiratoria causava migliaia di morti all’anno anche in tempi pre-pandemia, con patologie come polmonite infantile, distress respiratorio neonatale, emorragia postpartum e lesioni traumatiche – che sarebbero prevenibili con una disponibilità diffusa ed equa di risorse di supporto respiratorio. Il progetto SAFER, iniziato la scorsa primavera, mira a sviluppare un dispositivo respiratorio personale, semplice, robusto, portatile e poco costoso (una semplice interfaccia utente che include un monitor della saturazione di ossigeno) per la somministrazione di supporto respiratorio al di fuori delle unità di terapia intensiva, soprattutto in situazioni a risorse limitate. Il gruppo di ricerca ha progettato il dispositivo integrando i sottosistemi e ottimizzando l’efficienza della compressione dell’aria, rendendo il dispositivo robusto ed in grado di operare anche in condizioni non ideali. 

Al vaglio, nuove tecnologie di produzione e materiali innovativi, come pezzi di ricambio dei materiali di consumo stampati in 3D, che facilitano la loro fornitura durante le emergenze e nei paesi a basso e medio reddito, oltre a sistemi di controllo intelligente che adattino la produzione di ossigeno alle necessità del paziente, sincronizzando l’erogazione di ossigeno alla respirazione del paziente.  Tale soluzione potrebbe essere infatti utilizzata nella terapia domiciliare anche in contesti più vicini al nostro, per esempio nel caso di pazienti con malattie respiratorie croniche o lievi, risparmiando le risorse di terapia intensiva per i pazienti gravi, alleviando la pressione sui centri di terapia intensiva. In contesti con poche risorse, l’adozione della tecnologia proposta e delle competenze acquisite con il programma di capacity building ridurrà la mortalità associata a malattie respiratorie acute, anche in tempi ordinari, riducendo le morti prevenibili. 

Un’idea semplice per combattere la mortalità post parto delle madri 

Balloon Against Maternal BleedIng, nome in codice “BAMBI”: finanziato con le vostre donazioni del 5 per mille.

Dipartimenti: DCMC, DMEC, DESIGN
Tag: emorragia post-partum, accesso alle cure, tecnica CBT
Contesto: Africa Centrale, Sud America, Sudest Asiatico

Partner: Dr. Alberto Zanini; CUAMM – Medici con l’Africa; Soleterre Onlus 

bambi
credits: Polisocial

L’emorragia post-partum (EEP) è un’emergenza ostetrica globale: è la principale causa di mortalità materna al mondo. Dei circa 140.000 decessi per EPP annuali, il 99% avviene nei paesi in via di sviluppo, con costi sociali devastanti per comunità già fragili a causa di condizioni economiche precarie. Nei casi più gravi di EEP si può giungere a perdite di mezzo litro di sangue al minuto arrivando, nel giro di pochi minuti, alla morte della paziente. In paesi in cui i parti avvengono per lo più in ambito domestico, senza la presenza di un medico, ed è spesso difficile (se non impossibile) raggiungere in tempo un ospedale in caso di EPP. Mentre lo standard di riferimento per la gestione della EPP nei paesi industrializzati è il dispositivo Bakri®, a causa del suo elevatissimo costo non si presta ad applicazioni su larga scala nei paesi in via di sviluppo. Obiettivo principale del progetto BAMBI è realizzare un nuovo dispositivo in grado di eseguire una corretta ed efficace gestione della EPP con un costo inferiore ai 5 dollari per unità

Il dispositivo deve essere facile e intuitivo per essere usato, nei casi più estremi, anche senza il supporto di personale medico o in ospedali da campo. Dopo la realizzazione del primo prototipo, grazie ai finanziamenti ricevuti tramite donazione del 5 per mille, nel 2021 i ricercatori si sono concentrati sulla risoluzione di alcuni problemi tecnici legati alla disponibilità dei materiali, alle modalità di assemblaggio dei vari componenti e all’impossibilità di eseguire l’operazione in ambiente sterile. È in corso di avvio l’iter di validazione e di sperimentazione sul campo. 

Città e Case della Salute per Comunità resilienti 

Mettiamo a terra il progetto per una sanità territoriale. Un progetto di ricerca finanziato con le donazioni del 5 per mille.

Dipartimenti: DASTU, DABC, DIG, DESIGN, DMEC
Tag: assistenza socio-sanitaria, cultura della salute, innovazione urbana
Contesto: Piacenza, Italia 

Partner: Azienda USL di Piacenza; Comune di Piacenza; Comitato Consultivo Misto delle Associazioni; Regione Emilia-Romagna; Associazione Diabetici Piacenza; Comitato Sportivo Italiano (CSI) – Comitato Territoriale di Piacenza 

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Credits: Polisocial

L’emergenza legata alla diffusione dei contagi da Covid-19 ha evidenziato le vulnerabilità del nostro sistema sanitario nazionale, con le sue strutture entrate rapidamente in sofferenza per la debole risposta dei servizi territoriali. Proprio al potenziamento della rete sul territorio, attraverso il ruolo centrale delle Case della Salute della Comunità (CdS), anche definiti Centri Socio Sanitari Territoriali, è rivolto il progetto di ricerca Coltivare_Salute.com. Un progetto multidisciplinare che affianca alle competenze mediche dell’Azienda USL di Piacenza e a quelle di altri partner istituzionali e del volontariato, quelle dell’architettura, dell’ingegneria gestionale e del design della comunicazione. 

«Già prima della pandemia», spiega la ricercatrice Maddalena Buffoli, «avevamo condotto lavori di ricerca e visitato alcune Case della Salute di eccellenza, anche in contesto europeo, che rappresentavano un punto di riferimento per l’assistenza sul territorio. Tali strutture hanno l’obiettivo di essere un riferimento per il cittadino per tutte quelle patologie o quegli eventi meno gravi che non richiedevano un’emergenza da gestire in ospedale: poliambulatori, centri prelievi, servizi di prevenzione, raggruppamenti di medici di base, diagnostica di base, pronto soccorso per codici minori, ambienti adatti alle procedure per le cronicità».

La salute è intesa come benessere psicofisico delle persone e pertanto le Case della Salute affiancano al ruolo sanitario anche quello sociosanitario e sociale, puntando alla presa in carico completa della persona con le sue problematiche in un’idea integrata di assistenza di prossimità. L’obiettivo della ricerca è definire le Linee Guida progettuali, organizzative, comunicative e di localizzazione delle Case della Salute post-Covid, in particolare in ambito urbano: non più solo centri di erogazione di servizi sanitari ma occasioni di rigenerazione urbana, sociale, architettonica e ambientale dove “coltivare salute” nei quartieri. Per valorizzarne la funzione territoriale, la ricerca ha attivato un tavolo di coprogettazione con l’Azienda USL della città di Piacenza, sede di uno dei poli territoriali dell’Ateneo, che prevede la realizzazione di una nuova struttura, la quale costituirà una condizione di sperimentazione operativa e metodologica di un progetto applicabile a tutte le Case della Salute per la Comunità sul territorio nazionale. 

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Polisocial Award 2021: in partenza i progetti finanziati dal 5 per mille

Partiranno nei prossimi mesi i cinque progetti selezionati dal Polisocial Award 2021, dedicati al tema “Equità e Ripresa”. L’emergenza sanitaria ha contribuito ad acuire squilibri e marginalità e a rendere concreto il rischio di un aumento delle disparità. I progetti finanziati agiranno in una prospettiva di ripresa economica, sociale e culturale, promuovendo lo sviluppo di metodi, strategie, strumenti e tecnologie tesi a ridurre le disuguaglianze e favorire l’accesso a risorse e opportunità da parte di persone, categorie sociali o comunità particolarmente vulnerabili. 

SOSpesa: reti di vicinato per il recupero, la distribuzione e la valorizzazione dell’eccedenza alimentare 

Dipartimenti: DESIGN, DIG, DEIB 
Tag: recupero alimentare, contrasto alla povertà, reti di quartiere
Contesto: quartiere NoLo, Milano

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In accordo con il tessuto associativo del quartiere Nolo a Milano, il progetto punta alla creazione di una rete di attori locali solidali che, mappando i flussi di cibo, offra prodotti alimentari a prezzi calmierati, recuperi il cibo in eccedenza e trasformi l’invenduto a favore di categorie deboli. 

RESTARTHealth: Renewable Energy Systems To Activate Recovery Through the Health sector 

Dipartimenti: DENG, DIG, DMEC 
Tag: efficienza energetica, sanità, Africa
Contesto: distretto di Gulu, Uganda 

5 per mille 2021 restartheatlth

Il progetto mira a rafforzare le infrastrutture sanitarie e i servizi alle comunità nell’Africa sub-sahariana, studiando una gestione efficiente dell’energia elettrica per micro-reti ibride. Test e applicazioni dimostrative in un ospedale e tre centri sanitari in Uganda consentiranno di produrre linee guida di validità generale. 

EQUI_06: equità e qualità per l’infanzia. Orientamenti per realizzare il sistema integrato 0-6 anni  

Dipartimenti: DASTU, DIG, DESIGN 
Tag: servizi pre-scolari, educazione, quartieri marginali
Contesto: Milano

5 per mille 2021 equi6

A partire da uno studio pilota, che aiuterà ad approfondire il complesso quadro di bisogni e risorse relativi alla prima infanzia, la ricerca intende definire orientamenti per la realizzazione di poli territoriali integrati di servizi pre-scolari “0-6”. L’ambito di attenzione sono i contesti urbani, in particolare le aree a maggiore rischio di esclusione sociale e povertà educativa. 

coWIN: cantieri di cooperazione win-win per la riqualificazione degli immobili confiscati alle mafie  

Dipartimenti: DABC, DASTU, DIG 
Tag: legalità, occupazione, recupero immobili
Contesto: Lombardia/area metropolitana di Milano 

5 per mille 2021 co-win

Esperienze pilota per la messa a punto di un modello innovativo “hub and spoke” di recupero e valorizzazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Obiettivo è innescare dinamiche di rigenerazione sociale basate sulla formazione tecnica e l’integrazione lavorativa di categorie fragili, lasciando segni tangibili di equità e legalità.

Budd-e: Blind-assistive aUtonomous Droid Device  

Dipartimenti: DEIB, DIG, DESIGN, DABC 
Tag: disabilità visiva, accessibilità, robot-assistance
Contesto: Milano 

5 per mille 2021 BUDD-e

Si rivolge alle esigenze di persone ipovedenti, colpite dalle misure di contenimento del Covid-19 e dalle restrizioni poste alla fruizione quotidiana di spazi e servizi, ma non solo. Come renderli pienamente accessibili in modo che le persone ipovedenti possano utilizzarli in autonomia e sicurezza? L’approccio integrato coinvolge design inclusivo, robotica, Automazione e Architettura. I ricercatori prevedono un forte impatto su applicazioni di wayfinding in strutture mediche e di cura, centri e spazi commerciali, centri culturali (ad esempio musei) e centri sportivi. In particolare, il laboratorio E4sport supporterà il progetto Budd-e nel suo utilizzo all’interno del centro sportivo Giuriati per supportare l’allenamento di utenti ciechi e ipovedenti durante le attività sportive, ad esempio la corsa. 

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5 per mille: Poli primo in Italia per donazioni ricevute

Sono usciti i dati relativi alle donazioni del vostro 5 per mille nel 2020: per una somma complessiva di 985.530 €, sono stati 7.921 i contribuenti, in larga parte Alumni, che hanno donato al Poli il loro 5 per mille. Nella classifica degli enti ammessi al beneficio della donazione, l’Ateneo si classifica al 1° posto tra le università, relativamente all’importo delle donazioni.

Tra gli enti di ricerca, compresi quelli non universitari, il Poli scala tre posizioni, dal 9° (2019) al 6° posto. Negli ultimi 9 anni il Politecnico di Milano ha ricevuto dalle donazioni del 5 per mille circa 5 milioni di euro.

Grafico 5 Per Mille 2020 Ita

VERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE E RESPONSABILE

L’Ateneo ha investito questi fondi in progetti di ricerca ad alto impatto sociale, integrandoli con una parte di co-finanziamenti stanziati dai dipartimenti stessi o da enti pubblici e sponsor, secondo la visione politecnica di sviluppo sostenibile che promuove il coinvolgimento di privato, pubblico, società civile, mondo della ricerca e istituzioni finanziarie.

Ambiente, energia, salute, rigenerazione urbana, sostegno a popolazioni e territori fragili (ma l’elenco potrebbe continuare) sono sfide globali che riguardano tutti e che pongono domande a cui la ricerca scientifica è chiamata a rispondere. È un impegno che il Politecnico di Milano ha nel proprio DNA.

I progetti di ricerca finanziati vengono selezionati ogni anno attraverso un concorso di proposte, il Polisocial Award. Primo in Italia tra le iniziative accademiche di questo tipo, ha l’obiettivo di sostenere e avviare progetti di ricerca e un approccio etico al lavoro accademico che valorizzino l’impatto sociale delle competenze politecniche, in un’ottica di sostenibilità nel tempo e con l’obiettivo di dare spazio ai giovani ricercatori.

SCOPRI LA RICERCA A ALTO IMPATTO SOCIALE DEL POLITECNICO DI MILANO

I progetti finanziati nel 2021, partiti in questi ultimi mesi, si concentrano su metodi, strategie e strumenti capaci di ridurre gli squilibri sociali aggravati dall’emergenza Covid-19, favorendo l’accesso a risorse e opportunità da parte di persone, categorie o comunità vulnerabili, in un’ottica di equità e sostenibilità. Nel 2020 abbiamo posto l’attenzione ai contesti di fragilità sanitaria e alle conseguenze sociali che si portano dietro.

Andando ancora più indietro nel tempo, abbiamo lavorato su progetti di attività sportiva come leva d’inclusione: per contrastare fenomeni di disagio giovanile e esclusione delle diversità, favorire il dialogo tra culture, promuovere la riqualificazione sociale e ambientale dei quartieri. Molti di più ve ne abbiamo raccontati, negli anni, sulla rivista MAP, il Magazine degli Alumni del Politecnico di Milano: scopri tutti i progetti politecnici finanziati con il tuo 5 per mille.

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Polisocial Award 2021: selezionati i vincitori

Sono 500.000 euro quest’anno i fondi del 5 per mille che il Politecnico di Milano investirà per finanziare cinque progetti di ricerca, vincitori del Polisocial Award, la competizione promossa ogni anno dall’Ateneo nell’ambito del suo programma di responsabilità sociale.

L’ottava edizione della competizione si concentra sul tema “Equità e Ripresa”: i progetti proposti mirano a sviluppare metodi, strategie e strumenti capaci di ridurre gli squilibri sociali aggravati dall’emergenza Covid-19, favorendo l’accesso a risorse e opportunità da parte di persone, categorie o comunità vulnerabili, in un’ottica di equità e sostenibilità. 

I PROGETTI VINCITORI

BUDD-e | Blind-assistive aUtonomous Droid Device
Responsabile scientifico: Marcello Farina, DEIB
Il progetto promuove una ripresa equa indirizzandosi alle persone ipovedenti, colpite dalle misure di contenimento del Covid-19 e dalle restrizioni poste alla fruizione quotidiana di spazi e servizi. Lo scopo è permettere una rinnovata accessibilità a servizi e luoghi pubblici da parte di questi soggetti, mediante un approccio integrato che fonde design inclusivo, tecnologie IC e robotica.

Co-WIN | Cantieri di cooperazione win-win per la riqualificazione degli immobili confiscati alle mafie e l’equità sociale
Responsabile scientifico: Andrea Campioli, DABC
Esperienze pilota per la messa a punto di un modello innovativo hub and spoke di recupero e valorizzazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Obiettivo è innescare dinamiche di rigenerazione sociale basate sulla formazione tecnica e l’integrazione lavorativa di categorie fragili, lasciando segni tangibili di equità e legalità.

EQUI_06 | Equità e qualità per l’infanzia: orientamenti per realizzare il sistema integrato 0-6
Responsabile scientifico: Stefania Sabatinelli, DASTU
A partire da uno studio pilota, che aiuterà ad approfondire il complesso quadro di bisogni e risorse relativi alla prima infanzia, la ricerca intende definire degli orientamenti per la realizzazione di poli territoriali integrati di servizi pre-scolari “0-6” in contesti urbani, in particolare in aree a maggior rischio di esclusione sociale e povertà educativa.

RESTARTHealth | Renewable Energy Systems To Activate Recovery Through the Health sector
Responsabile scientifico: Marco Merlo, DENG
Il progetto mira a rafforzare le infrastrutture sanitarie e i servizi alle comunità nell’Africa sub-sahariana, studiando una gestione efficiente dell’energia elettrica per microreti ibride. Test e applicazioni dimostrative in un ospedale e tre centri sanitari in Uganda consentiranno di produrre linee guida di validità generale.

SOSpesa | Reti di vicinato per il recupero, la distribuzione e la valorizzazione dell’eccedenza alimentare
Responsabile scientifico: Davide Fassi, DESIGN
In accordo con il tessuto associativo del quartiere Nolo a Milano, il progetto punta alla creazione di una rete di attori locali solidali che, mappando i flussi di cibo, offra prodotti alimentari a prezzi calmierati, recuperi il cibo in eccedenza e trasformi l’invenduto a favore di categorie deboli.

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GIFT, il progetto Polisocial dello “sport per tutti”

Fare in modo che lo sport diventi davvero per tutti e uno strumento di inclusione sociale per i bambini con disabilità motorie: è questo l’obiettivo perseguito dai ricercatori del progetto GIFT – EnGIneering For sporT for all, che recentemente hanno presentato i risultati del loro lavoro degli ultimi 18 mesi.

GIFT ha concentrato la sua attività su 19 bambini emiplegici frequentanti la scuola primaria. Il progetto ha seguito due strade: la ricerca tecnologica, che ha sviluppato ortesi (dispositivi medici utilizzati in ortopedia o traumatologia nel trattamento di alcune patologie) innovative che, correggendo il deficit funzionale dei bambini emiplegici, hanno consentito loro di avvicinarsi alla pratica sportiva cercando di coprire la maggior parte delle disabilità motorie e cognitive; la ricerca sociale, che ha poi coinvolto le famiglie, gli insegnanti e le associazioni sportive affinché davvero questi bambini potessero fare attività sportiva, riducendo la distanza che oggi esiste tra chi chiamiamo normodotato e disabile.

Il progetto è stato un successo: il prossimo passo sarà quello di generare un impatto concreto, che vada oltre i 19 bambini emiplegici dei diversi istituti scolastici lombardi che sono stati coinvolti nella sperimentazione di ortesi innovative.  

progetto GIFT
Credits: www.som.polimi.it

UN PROGETTO POLISOCIAL

Il Politecnico di Milano ha messo a disposizione 570.000 € – raccolti tramite i fondi del 5 per mille – per finanziare progetti riguardanti il tema “Sport e Inclusione Sociale” con l’obiettivo di contribuire concretamente al miglioramento della qualità di vita dei cittadini, combinando ricerca scientifica e impegno sociale. Tra questi anche il progetto GIFT, che ha ricevuto parte dei fondi (90.000€) qualificandosi tra i vincitori del Polisocial Award 2019.

“GIFT – ha dichiarato la professoressa Manuela Galli del Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico e responsabile scientifico del progetto – vuole essere un regalo per tutti i bambini con limitazioni funzionali. Le ortesi che si utilizzano hanno indicazioni relative alla contenzione dell’arto inferiore con supporto alla deambulazione: quando viene usata in una situazione diversa dal cammino, come ad esempio la corsa, si esce dalla prescrizione d’uso”.

Il progetto di ricerca è stato sviluppato dal Laboratorio Interdipartimentale E4Sport del Politecnico di Milano e ha visto il coinvolgimento di partner quali l’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS “Eugenio Medea”, l’Università Cattolica di Milano, ITOP, BTS, Math&Sport, Edumoto, Yuki Onlus e diverse associazioni sportive.

GIFT team
Credits: www.som.polimi.it

 “Comprendere come lo sport e l’attività sportiva generino valore per la società e per il sistema economico-produttivo è oggi una priorità per promuovere un cambio di prospettiva, riconoscendo che lo sport e l’attività sportiva non sono soltanto ‘divertimento’, ma sono un investimento importante – e da tutelare – per il benessere della società e la sua competitività” spiega Emanuele Lettieri, professore ordinario di Accounting, Finance & Control e project manager del progetto GIFT.

Credits header: Photo by Anna Earl on Unsplash

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Dal Politecnico per il turismo lento: nasce la prima capanna TWIN

Il Passo della Cisa ha una nuova struttura dedicata al turismo lento: si tratta della prima capanna TWIN, una struttura di accoglienza che trova spazio tra due grandi vie di cammino, la Via Francigena e il Sentiero Italia CAI.

Nata sotto il coordinamento del Politecnico di Milano e cofinanziata dal Club Alpino Italiano, lo sviluppo del progetto TWIN è stato possibile grazie all’edizione del 2019 del Polisocial, il programma di responsabilità sociale del Politecnico di Milano finanziato dalle donazioni del 5 per mille (ne abbiamo parlato su MAP #7, pag. 38).

capanna twin esterno
Credits: www.twin.polimi.it/

Il Passo della Cisa è un crocevia importantissimo attraversato ogni anno da pellegrini, camminatori, ciclisti e amanti del trekking, ma che tuttavia registrava una scarsità di strutture di accoglienza rivolte ai turisti: da qui l’idea di scegliere questo luogo per promuovere l’accoglienza dei viaggiatori e creare sviluppo sostenibile, lavoro e inclusione sociale.

“Il progetto è nato dall’osservazione del territorio e dalla carenza di strutture di accoglienza rivolte ai turisti ‘lenti’ (camminanti e pedalanti) che ogni anno calcano la Francigena e il Sentiero Italia, oltre ai molti itinerari che attraversano il nostro Paese sulle orme di santi, abati, lungo antiche strade e alte vie – dichiara a Altreconomia Paolo Pileri, professore di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano – “Ci siamo chiesti, ‘In che modo fare l’accoglienza dei pellegrini?’. Abbiamo deciso che il modo migliore per farlo era quello di calarsi nello spirito del viaggio lento”.

COM’È STRUTTURATA LA PRIMA CAPANNA TWIN?

La prima capanna TWIN è stata realizzata presso la falegnameria della Casa Circondariale di Monza usando legname ricavato dagli alberi abbattuti dalla tempesta di Vaia che, nel 2018, aveva colpito le Dolomiti e le Prealpi venete.

La struttura si presenta come un moderno bivacco di montagna, ed è pensata come un luogo di incontro tra gli escursionisti, il territorio e i suoi abitanti. L’accoglienza è infatti garantita dalla Cooperativa di Berceto Nova che avvierà al lavoro le persone fragili.

capanna twin interno 1
Credits: rivistanatura.com

TURISMO LENTO E ECONOMIA CIRCOLARE

Il turismo lento all’interno del progetto TWIN è intrinsecamente legato all’inclusione sociale, al recupero degli spazi sottoutilizzati, alle infrastrutture e ai servizi.

L’obiettivo è quello di creare delle strutture modulari e collocabili lungo i grandi cammini e le grandi ciclovie del Paese, per promuovere la rigenerazione dei territori marginali e fragili solcati da linee lente. In questo modo si daràslancio alle economie locali, dando lavoro alle categorie socialmente deboli (disabili, donne vittime di abusi, ma anche professionisti dell’accoglienza turistica che si sono trovati senza lavoro a seguito di fenomeni sismici), attraverso un turismo itinerante lungo ciclabili e cammini.

I viaggiatori, fermandosi nei moduli TWIN e pagando la quota del soggiorno, daranno così un contributo vitale a un’economia circolare, che mira a collegare rigenerazione dei territori al rafforzamento del tessuto sociale.

capanna twin interno 2
Credits: rivistanatura.com

Il progetto TWIN è stato ideato da un gruppo di ricerca che unisce ingegneri, architetti e urbanisti del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano. Il team da più di dieci anni si impegna nel progettare una visione turistica lenta per la rigenerazione dei territori fragili e sono all’opera anche con VENTO, la più lunga ciclabile turistica del Nord Italia. TWIN coinvolge, oltre al DAStU, anche il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria (DEIB) e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA).

Credits header e home: twin.polimi.it

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TMek, il test diagnostico rapido per la malaria made in Polimi

Ottime notizie per TMek, il rivoluzionario test rapido per la diagnosi della malaria sviluppato dal Politecnico di Milano nel laboratorio PoliFab (ne abbiamo parlato nel MAP#7): un recente studio pubblicato dalla rivista “Advanced Science” ha confermato il suo potenziale dopo la sperimentazione avvenuta in Camerun su 75 pazienti con sospetto clinico di malaria.

TMek
COME FUNZIONA TMEK?

La diagnosi precoce è di fondamentale importanza per garantire più ampie probabilità di sopravvivenza alle persone affette dalla malaria: per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a sollecitare lo sviluppo di nuovi test diagnostici rapidi impiegabili in zona endemica.

TMek riesce a diagnosticare la malaria in tempi rapidi perché si avvale di un meccanismo fisico lab-on-chip, che utilizza campi magnetici e microchip per rendere possibile la quantificazione dei globuli rossi infetti. Attraverso dei microchip “usa e getta” a basso costo dotati di micro-magneti, il sistema attrae i globuli rossi infetti e li conta in modo da quantificare la parassitemia, ovvero la percentuale dei globuli infetti rispetto ai sani. In questo modo è possibile fornire una soluzione rapida ed economica per la diagnosi della malaria, compatibile con l’utilizzo in aree tropicali in assenza di personale specializzato.

Dopo le prime sperimentazioni nel 2019 che hanno dimostrato come TMek riesca, in soli 10 minuti, a fornire un risultato quantitativo con un limite di sensitività di 10 parassiti per microL di sangue, è arrivato il nuovo studio di validazione che ha confermato il suo potenziale come test rapido quantitativo e selettivo per la diagnosi precoce della malaria.

tmek
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UN PROGETTO DI RICERCA A FINALITÀ SOCIALE

TMek nasce dal team di ricerca interdisciplinare guidato dai professori Giorgio Ferrari (Elettronica), Beniamino Fiore (Bioingegneria) e Roberto Bertacco (Fisica) come progetto finanziato da Polisocial Award, il programma di responsabilità sociale del Politecnico di Milano. Per garantire un utilizzo etico di eventuali proventi derivanti dallo sfruttamento della proprietà intellettuale, l’iniziativa è protetta con brevetti “sociali” e gli inventori hanno rinunciato ai loro diritti proprio in favore del finanziamento di progetti di ricerca con finalità sociale.

Il progetto è stato realizzato anche grazie al sostegno delle Alumnae e degli Alumni che hanno donato e continuano a donare per garantire uno sviluppo etico di TMek e creare uno strumento diagnostico unico nella lotta contro la malaria. Dona anche tu.