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“Dove andiamo noi non ci servono strade”

Ann 2 è un velivolo biposto di tipo Stovl, cioè a decollo corto o verticale e atterraggio verticale, può percorrere fino a 600 km a una velocità di 300 Km all’ora.
È costruito in materiali compositi sfruttando anche la stampa 3D, ha alimentazione ibrida, può essere pilotato in modalità autonoma.

Il suo ideatore è Lucas Marchesini, Alumnus ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano, fondatore e CEO della MANTA AIRCRAFT, che descrive Ann 2: “Ad alcuni può sembrare un’automobile con le ali, ma in realtà ha poco a che fare con un’automobile. È più simile a un aeroplano”, ma è molto più piccola ed è in grado di atterrare e decollare da spazi molto ristretti (o verticalmente). Un aeroplano quasi adatto agli ambienti urbani, quindi, che è una delle direzioni in cui l’industria aeronautica sta guardando.

In futuro, velivoli di questo tipo potrebbero servire nel trasporto di merci e persone per facilitare la mobilità cittadina, come corrieri e taxi volanti; ma anche per la ricerca e il soccorso, la sorveglianza (per esempio ambientale) e il trasporto sanitario, operazioni oggi eseguite in elicottero con costi molto elevati. Ce ne ha parlato anche Grazia Vittadini, CTO Airbus, nel #5 di MAP.

Ann 2 è in fase di test: sono in corso le prove di volo dei prototipi in scala 1:3 mentre dal 2022 decollerà il primo prototipo in dimensioni reali.

Photos from MantaAircraft.com

Il team Politecnico partecipa alla prima corsa automobilistica per veicoli autonomi che viaggiano a 300 km/h

L’Indy Autonomous Challenge è una competizione da 1,5 milioni di dollari tra le università per programmare auto da corsa Dallara IL-15 modificate. I team si sfideranno nella prima gara di velocità per auto senza pilota che correranno fino a 300 km/h attorno al famoso Indianapolis Motor Speedway il 23 ottobre 2021.

Sulla pista di Indianapolis si sfideranno 28 team di oltre 500 studenti universitari appartenenti a 39 atenei di 11 Paesi. A rappresentare l’Italia il team PoliMOVE del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, guidato dal prof. Sergio M. Savaresi, uno dei principali gruppi internazionali nel campo nei settori del controllo automobilistico, dei veicoli intelligenti e della smart mobility.

Tutte le automobili in gara saranno identiche tra loro: il telaio è quello della Dallara IL-15, modificata appositamente per la competizione senza pilota. Nessuna ulteriore modifica meccanica, aerodinamica o al motore è concessa. Anche l’elettronica e la sensoristica sono uguali per tutte le squadre. Questi sono i vincoli tecnici della prima Indy Autonomous Challange: la competizione è focalizzata al 100% sugli algoritmi di intelligenza artificiale che saranno sviluppati dalle squadre.

I team stanno già gareggiando nelle qualificazioni in simulazione (e il Politecnico si sta posizionando sempre nei primi posti). Questa competizione è anche l’occasione per i ricercatori e per gli studenti del Politecnico di sviluppare un problema complesso nella progettazione di veicoli autonomi: il team principale è costituito interamente da studenti PhD, mentre il team di supporto è composto da studenti di laurea magistrale che stanno seguendo un corso dedicato extracurricolare. È un gruppo multidisciplinare con ingegneri informatici, dell’automazione, elettronici, meccanici e aerospaziali.  Alcuni di loro hanno alle spalle anche l’esperienza in Formula Student (ne abbiamo parlato nel numero 1 di MAP).

“La gara si sviluppa su un anno e mezzo, poiché di fatto le iscrizioni si sono chiuse a marzo del 2020. Essenzialmente c’è una prima parte che si concluderà il prossimo 27 maggio con la Simulation Race, in cui tutto viene fatto e sviluppato in simulazione e dopo la quale comincia la parte sperimentale” dichiara Savaresi a Formulapassion.it (leggi qui la sua intervista completa). “Idealmente il simulatore dovrebbe essere una replica fedele di quanto accade in macchina, quindi in un mondo ideale possiamo prendere il codice, portarlo sulla vettura reale e nel giro di qualche giorno in teoria dovrebbe funzionare. Il passaggio al veicolo vero comunque non è banale, ma il tutto è stato strutturato per essere molto realistico. Il team del Politecnico di Milano si sta distinguendo e in particolare abbiamo vinto il secondo hackathon. […] Abbiamo appena concluso il terzo, dove ci siamo classificati al secondo posto. In realtà, questo evento è stato affrontato a coppie e noi gareggiavamo con l’Università di Monaco. Abbiamo vinto entrambe le batterie, ma la classifica finale si basava sul tempo complessivo. Abbiamo segnato il giro più veloce e potenzialmente avremmo potuto vincere, ma in gara due l’Università di Monaco andava piano, facendoci un po’ da tappo all’inizio e costandoci del tempo per superarla. Siamo arrivati secondi alla fine, ma siamo comunque contenti”, conclude Savaresi.

La partecipazione all’Indy Autonomous Challenge è solo una delle tante iniziative di ricerca e didattica innovativa del nostro ateneo. Scopri come contribuire anche tu alla creazione di una borsa di studio per uno dei migliori studenti o un assegno di dottorato per un giovane ricercatore: Dona ora

Cover photo from Indy Autonomous Challenge

Al Politecnico il simulatore di guida più innovativo al mondo

Il modello più innovativo di simulatore di guida ad oggi esistente sul mercato mondiale è stato installato ieri, 3 febbraio, al Politecnico di Milano, Campus Bovisa. Costato 5 milioni di euro, di cui 2 milioni finanziati da Regione Lombardia, rappresenta la punta di diamante di un progetto promosso da Cluster Lombardo della Mobilità, con l’obiettivo di creare un polo al servizio delle aziende automotive del cluster regionale lombardo, quarto a livello europeo.

Il DiM400 è uno strumento unico per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Servirà per la progettazione di nuovi veicoli ecologici, per lo sviluppo di componenti con impiego innovativo di materiali, per le applicazioni relative alla dinamica del veicolo, l’ottimizzazione dei consumi, per verificare il funzionamento di sistemi di sicurezza attiva, per applicazioni di guida autonoma e motorsport sostenibile.

Altre applicazioni riguardano la possibilità di verificare l’interazione fra utenti della strada e infrastrutture e di sviluppare studi sulla sicurezza della guida. Sarà inoltre a disposizione degli studenti nei percorsi didattici per lo studio di dinamica del veicolo e interazione guidatore-veicolo-infrastruttura.

Fonte: MiaNews

“Le infrastrutture sperimentali e i laboratori d’avanguardia sono elementi essenziali per la ricerca internazionale e lo sviluppo con le imprese. Attraverso l’installazione del simulatore, il Politecnico di Milano si confronta con alcune delle maggiori realtà a livello internazionale, contribuendo a rendere l’area di Bovisa un ecosistema dell’innovazione in chiave europea. Questa è la dimensione alla quale punta l’Ateneo per affrontare le grandi sfide dei prossimi anni, prima fra tutte quella della mobilità”, ha commentato il rettore Ferruccio Resta

Nei laboratori del Politecnico di Milano fanno ricerca oltre 3000 docenti e ricercatori tra i migliori al mondo. Aiutaci a mantenere vivo il sistema della ricerca contribuendo a finanziare una borsa di dottorato con una donazione. Dona ora

Smart Roads: ASPI e Politecnico insieme per realizzare le autostrade digitali del futuro

“Parlare oggi di opere pubbliche in Italia è di fondamentale importanza. Dobbiamo salvaguardarne la sicurezza e garantirne la durata nel tempo”, commenta il rettore Ferruccio Resta

Autostrade per l’Italia investe in ricerca e sviluppo: intelligenza artificiale, data analisi e mobilità elettrica nel mirino dell’accordo con il Politecnico di Milano, che comprende anche un piano di 2.400 assunzioni di ASPI aperto ai neo-ingegneri dell’Ateneo.

“Parlare oggi di opere pubbliche in Italia è di fondamentale importanza. Dobbiamo salvaguardarne la sicurezza e garantirne la durata nel tempo, ma non solo. È nostro dovere progettare costruzioni e soluzioni tecnologiche che anticipino le esigenze e i bisogni di domani. La mobilità elettrica e le autostrade sensorizzate non sono progetti avveniristici, ma la realtà sulla quale investire. – commenta Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano – Dobbiamo puntare su una mobilità intelligente che gestisca i flussi di traffico, che monitori le condizioni delle opere viarie, che metta la strada in contatto con i viaggiatori e con gli amministratori per favorire una gestione sicura del traffico e interventi di manutenzione tempestivi. Questo è l’impegno che si prende oggi il Politecnico di Milano firmando l’accordo con Autostrade per l’Italia.”

L’accordo punta allo sviluppo di progetti di trasformazione digitale correlati al tracciamento dei flussi di traffico e a sistemi rapidi di pagamento, alla cybersecurity, al monitoraggio e manutenzione predittiva delle opere infrastrutturali e all’adozione dell’intelligenza artificiale nel campo della progettazione. Cardine è anche la sostenibilità e l’implementazione di energia rinnovabile. Si prevedono infine progetti di alta formazione accademica per i lavoratori del Gruppo ASPI e per gli studenti universitari, coinvolti sul campo nelle attività di sviluppo operativo delle attività strategiche dell’azienda.