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Fish and chips, per me, grazie

Sono 100 volte più sottili della pellicola per alimenti (per restare in cucina). Il record, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications, ha il marchio del Poli: nello specifico è opera dell’Alumnus e ricercatore Mario Caironi e del suo team di ricerca (che conta diversi politecnici) e viene dai laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Si tratta di transistor con uno spessore inferiore a 150 nanometri: il record precedente, 300 nanometri, era dell’Università di Tokyo. Sono prodotti con tecniche di stampa innovative, messe a punto dal team, che utilizzano materiali e processi a basso impatto ambientale. «Il transistor stampabile anche su un dito è una pelle elettronica – spiega Caironi in un articolo de Il Corriere della Sera – che, per esempio, può essere usata per leggere il battito cardiaco e la respirazione o per lavorare sul recupero di funzioni che sono andate perse, come quella tattile. Stiamo già lavorando per rendere questi risultati possibili».

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Credits: corriere.it

Caironi, Alumnus in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano, dove ha conseguito anche un dottorato in Ingegneria dell’Informazione, è il coordinatore del laboratorio di Printed and Molecular Electronics del Center for Nano Science and Technology dell’IIT, a Milano. Recentemente aveva già fatto parlare di sé per i suoi risultati nel campo dell’elettronica commestibile: il progetto “Electronic Food” (ELFO), finanziato dalla Commissione europea, segue la scia delle ricerche sui dispositivi medici elettronici impiantabili e ingeribili (“edible devices”), che possono essere assunti per via orale e facilitare la diagnosi e la cura delle malattie.

La nuova tecnologia sviluppata dal gruppo di ricerca si spinge oltre, sviluppando sistemi elettronici non solo ingeribili, ma anche digeribili: possono svolgere una funzione e poi decomporsi all’interno dell’organismo (oltre che nell’ambiente), senza recare danni alla nostra salute.

Ne ha parlato sempre Caironi sul palco di Wired nel 2019, quasi all’inizio di questo progetto di ricerca, a proposito dei cambiamenti nell’industria del food (cioè del cibo, n.d.r.): in futuro, spiega,

“Ci saranno batterie edibili, antenne da mangiare, e arriveremo a sistemi elettronici complessi del tutto commestibili, da applicare ai farmaci così come ai singoli alimenti”.

Speriamo siano anche gustosi.

LO SAPEVI CHE…

Al Politecnico dal 2019 è attivo il corso di laurea in Food Engineering, i primi Alumni si sono laureati nel 2021. Approfondisci su Il Sole 24 Ore

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