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Di quando Lou Reed mi disse «That’s my guitar!»

Un giorno del 2007 squilla il telefono della Noah Guitars, azienda italiana produttrice di chitarre. Dall’altra parte c’è un uomo che, parlando in inglese, si presenta come il manager di Lou Reed. Il cantautore e fondatore della storica band dei Velvet Underground, inserita da Rolling Stone fra i 100 migliori artisti di tutti i tempi, è alla ricerca di una chitarra che possa dargli un suono nuovo e ha pensato a uno strumento in metallo. Ne ha pensato uno in particolare: quello progettato da Lorenzo Palmeri, con cassa in alluminio aeronautico, in mostra in quel periodo al Design Museum della Triennale di Milano per un’esposizione sulle nuove generazioni di designer.

Quando ne viene informato, Palmeri pensa a uno scherzo e il giorno dell’incontro arriva anche in ritardo. «L’appuntamento era presso la sede della Noah Guitars a Milano, ma io pensavo fosse tutta una messa in scena», ricorda oggi, nel suo studio. E invece Lou Reed c’era.

«Appena sono entrato ha fatto una cosa incredibile. Si è alzato, mi ha abbracciato e mi ha detto: “That’s my guitar!”».

«Questa chitarra la uso per raccontare come sia poco gestibile la vita di un progetto dopo che è uscito dal tuo studio. Senza alcun apparato di marketing ha fatto una vita surreale e fortunatissima. Un paio di mesi dopo averla prodotta è stata scelta per il primo museo del design a Milano, già essere presente a quell’esposizione per me era un traguardo. Il punto in cui era stata inizialmente posizionata all’interno del percorso museale non andava bene perché non prendeva la luce giusta, quindi è stata più volte spostata fino a quando non è stata messa all’ingresso. Era la prima e l’ultima cosa che vedevi. Uno si chiede come sia arrivata a Lou Reed, io direi che sono piccole filiere del caso».

Saturnino, il bassista di Jovanotti, presente il giorno dell’incontro, ricorda uno dei commenti di Lou Reed:

«Questa chitarra, a differenza di tutte quelle che ho visto e suonato, è diversa. Si vede che dietro c’è una grande tecnologia».

Tecnologia che lo porta a definirla: «La mia chitarra magica». Nominato nel 2017 tra gli «Ambasciatori del design italiano» nell’ambito dell’Italian Design Day, Lorenzo Palmeri è architetto, designer e musicista, Alumnus del Politecnico e a sua volta professore. Ripensando al suo percorso di studi commenta: «Direi che il Politecnico mi ha insegnato a sopravvivere una volta fuori dal Politecnico». 

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