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La pandemia non ferma gli Alumni del Politecnico di Milano

Tra gli Alumni del Politecnico, circa uno su tre (29%) risulta già assunto alla data della laurea: nell’82% dei casi si tratta di impieghi come lavoratore dipendente (il 94% nel settore privato con il 52% di contratti a tempo indeterminato e 1.549 euro di stipendio medio all’ingresso nel mondo del lavoro). Il 96% è già occupato a un anno dal titolo (98% Ingegneria; 93% Architettura; 88% Design). La percentuale di occupazione sale fino al 99% a cinque anni dalla laurea (99% Ingegneria; 97% Architettura; 97% Design), con il 90% di contratti a tempo indeterminato e stipendio medio di 2062 euro.

Lo certifica l’indagine occupazionale resa nota dal Politecnico di Milano, condotta sui laureati magistrali italiani che hanno conseguito il titolo nel 2015: in totale sono 4.567. Hanno risposto alla survey in 3.490. L’indagine occupazionale 2021 è stata coordinata dal Career Service del Politecnico di Milano, che supporta e prepara gli studenti all’ingresso nel mondo del lavoro, coltivando contatti con le più importanti aziende nazionali e internazionali.

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Per quanto riguarda i laureati magistrali stranieri, l’82% di loro risulta occupato a un anno dal titolo, percentuale che sale al 93% dopo cinque anni dalla laurea. Buona la percentuale di occupazione anche per i laureati triennali del Politecnico che decidono di non proseguire il proprio percorso di studi: l’87% di loro è occupato a un anno dal titolo, il 97% dopo cinque anni, con uno stipendio di ingresso medio di 1.393 euro che sale a 1.830 euro a cinque anni dalla laurea triennale.

“Siamo molto felici di constatare che, nonostante i lasciti della pandemia, l’occupazione dei nostri laureati non subisce flessioni, ma anzi mostra un trend positivo. Una crescita che continua ininterrotta per il Politecnico di Milano e che trova conferma anche a distanza di cinque anni dal conseguimento del titolo”, commenta Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano. “È, questa, la dimostrazione di una formazione capace di rivalutarsi nel tempo e apprezzata dal tessuto produttivo. Una ricetta necessaria per la ripresa. Un investimento per il futuro”.