Sciuto: nell’ambito dell’innovazione, la tecnologia non è l’unico fattore-chiave

“Non credo che, se avessimo a disposizione un computer un milione di volte più potente, riusciremmo a mettere a punto sistemi di intelligenza artificiale più vicina a quella umana”.

Tendiamo a pensarla anche noi come Donatella Sciuto, prorettrice del Politecnico di Milano, che così ipotizza in un editoriale sul Corriere della Sera intitolato «Un elogio della velocità». Spoiler: la velocità non è sempre un bene. Per gestirla serve puntare sul capitale umano: nel grande “gioco” dell’innovazione, il ruolo degli stimoli che arrivano dalla società, dalla cultura, dalla scienza, dalla politica e in generale dall’ecosistema delle attività umane sono altrettanto determinanti della tecnologia.

donatella sciuto
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Per mettere a sistema tutti questi elementi e anticipare il cambiamento tecnologico (ma, soprattutto, per stimarne e indirizzarne l’impatto sul mondo in cui viviamo) il Politecnico di Milano ha da poco inaugurato il Technology Foresight Center, uno strumento fatto di competenze specialistiche e reti di esperti accademici e industriali, nazionali e internazionali, che ha il duplice obiettivo di elaborare previsioni di sviluppo tecnologico e fornire indicazioni utili a supporto delle scelte di investimento pubblico e privato.

 “Negli ultimi cinquant’anni il numero di transistor disponibili su un chip di pari dimensioni (l’elemento di base delle operazioni digitali) è raddoppiato ogni diciotto mesi, seguendo la così detta legge di Moore, che nel 1965 predisse empiricamente l’aumento della capacità di elaborazione nel tempo”,

commenta Sciuto.

Biotecnologie e life sciences, energia, intelligenza artificiale, mobilità, nuovi materiali: sono alcuni dei campi di ricerca più urgenti in cui la velocità di innovazione delle tecnologie tende a crescere in modo esponenziale. “Di solito si sovrastima l’impatto di una tecnologia nel breve periodo e lo si sottostima nel lungo periodo”, spiega, in una video-lezione agli Alumni, la prof. Cristiana Bolchini, docente della Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione del Politecnico di Milano e membro del comitato scientifico del Technology Foresight Center. “Perché non è semplice avere un’idea dell’interdipendenza [della tecnologia] con gli aspetti sociali politici ambientali ed economici”.

Con un focus importante sugli obiettivi di sostenibilità condivisi su scala globale, il Technology Foresight Center si chiede, continua Sciuto sul Corriere, in che misura sia possibile “anticipare il cambiamento tecnologico, stimarne la velocità, la capacità di diffusione e l’impatto”. Rispondere a queste domande diventa ancora più urgente oggi, in vista, conclude la prorettrice “dei grandi investimenti in atto. Il Paese ha di fronte a sé un’occasione imperdibile. A partire dalle infrastrutture digitali, alle tecnologie verdi, all’investimento in ricerca, l’innovazione tecnologica ci offre grandi opportunità. Dobbiamo saperle cogliere a tre condizioni: agire in modo rapido ed efficace, correre sulle lunghe distanze e puntare sul valore del capitale umano, che è il vero fattore abilitante di ogni cambiamento”.

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