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DESOLINATION: più energia, più acqua e meno emissioni di anidride carbonica

Il progetto DESOLINATION, “nome in codice” di DEmonstration of concentrated SOLar power coupled wIth advaNced desAlinaTion system in the gulf regION, è stato finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020.

Con un investimento complessivo di oltre 12 milioni di euro, in un arco di 48 mesi e con la collaborazione di 19 partner accademici e aziendali in tutto il mondo, di cui il Politecnico è capofila, il gruppo di ricerca sperimenterà soluzioni innovative per l’energia solare a concentrazione e per la desalinizzazione dell’acqua. I ricercatori lavoreranno all’integrazione di queste due tecnologie che, insieme, promettono applicazioni con livelli di efficienza senza precedenti.

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Credits: AZoCleantech.com

La regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) è stata individuata come area di sperimentazione del progetto: in Arabia Saudita verrà messo in opera un impianto pilota che per la prima volta assocerà le due tecnologie e che offrirà contemporaneamente, energia elettrica e acqua desalinizzata a prezzi convenienti, garantendo, al contempo, una cospicua riduzione del livello di emissioni di CO2 rispetto ai sistemi di desalinizzazione attualmente più diffusi. Scopri di più sul progetto europeo DESOLINATION a questo link.

Il progetto coinvolgerà 19 partner in 9 paesi dell’Unione Europea e 3 paesi del GCC, tra università e centri di ricerca (Politecnico di Milano, Fraunhofer Institute, Lund University, Cranfield University, Tekniker, Lappeenranta-Lahti University of Technology, Università di Brescia, Technical University of Eindhoven, University of Maribor, Luleå University of Technology, King Saud University, University of Bahrain and German University of Technology), società industriali (Baker Hughes, Cobra and ACSP), e Piccole e medie imprese (Protarget, Temisth and Euroquality).

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Credits: Robotics & Automation News

Coordinatore del progetto è l’Alumnus e docente del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano Giampaolo Manzolini, che ha recentemente partecipato anche a un altro progetto europeo: FReSMe (From residual steel gasses to methanol).

Il gruppo di ricerca del Politecnico di Milano, guidato da Manzolin, in questo caso ha avuto il ruolo di ottimizzare dal punto di vista energetico, ambientale ed economico, il progetto di un impianto per la produzione di metanolo a partire da anidride carbonica e idrogeno (residui della produzione di acciaio).

Secondo le stime dei ricercatori, il sistema messo a punto durante i 4 anni di lavoro potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di anidride carbonica nelle acciaierie italiane almeno del 61% rispetto alla situazione attuale.

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