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5 per mille al Politecnico di Milano: tutto quello che devi sapere 

Dove vanno a finire le donazioni del 5 per mille che gli Alumni e la Alumnae hanno devoluto a favore del Politecnico nel corso di questi anni? (Qui per scoprire come donare)

Abbiamo preparato una breve raccolta per rispondere a questa domanda, un compendio dei progetti di ricerca ad alto impatto sociale che l’Ateneo ha fatto crescere grazie alle vostre donazioni del 5 per mille.

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5 per mille 2019

5 per mille 2019: sport e inclusione sociale 

Ricerca e trasferimento tecnologico possono contribuire a fare dell’attività sportiva una leva per l’inclusione di soggetti fragili: in questo nel 2019 il Politecnico ha investito 580 mila euro in progetti di ricerca a alto impatto sociale, con applicazioni nel mondo dello sport. Per contrastare fenomeni di disagio giovanile e esclusione delle diversità, favorire il dialogo tra culture, promuovere la riqualificazione sociale e ambientale dei quartieri, un focus particolare è stato dedicato a facilitare l’accesso a pratiche sportive da parte di persone disabili, obiettivo importante per le politiche pubbliche a livello globale, e in generale all’inclusione di situazioni di marginalità: periferie, carceri, territori colpiti da spopolamento. 

RIGENERARE LO SPAZIO PUBBLICO DI UNA CITTÀ | UNPark Urban Nudging Park  

Dipartimenti: DASTU, DCMC, DABC, DESIGN, DEIB 
Tag: street sport, spazi urbani marginali, socializzazione   
Contesto: Milano (Municipio 8)
Partner:  Comune di Milano, Open4Citizens,  Assicurazioni Vittoria, Radio Popolare,  ESO, scuole LSS Bottoni e ICS R. Pizzigoni, Comitato di cittadini Milano in Alta Quota, associazioni sportive OSG2001 e Soulbasket, ARCI L’Impegno e Ass. Guide e Scouts Cattolici Italiani.  
 

unpark
Credits: Polisocial

Con il progetto UNPark, i ricercatori sono partiti da uno studio di fattibilità su scenari di medio-lungo periodo per arrivare a un’azione pilota focalizzata sull’area che si trova sotto il Cavalcavia Serra-Monte Ceneri di Milano. Realizzato all’inizio degli anni ’60 per alleggerire il traffico di accesso alla Fiera Campionaria, il cavalcavia è diventato nel tempo un elemento sempre più critico per il quartiere. I ricercatori l’hanno ripensato per trasformarlo in uno spazio multifunzionale, accessibile e dedicato soprattutto alle categorie urbane più deboli (preadolescenti, adolescenti e anziani): un playground attrezzato per street sport e altre attività sociali, animato da un palinsesto di iniziative – sportive e culturali – aperte alla collettività. 

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ANDARE IN MONTAGNA È UNA PASSEGGIATA | TWIN Trekking, Walking and cycling for Inclusion 

Dipartimenti: DASTU, DICA, DEIB 
Tag: fruizione lenta, nuova occupazione, recupero edilizio 
Contesto: Appennino ligure e tosco-emiliano
Partner: CAI – Club Alpino Italiano, FCI – Federazione Ciclistica Italiana (Federazione nazionale e Comitato provinciale di Milano), Associazione Europea Vie Francigene e Consorzio Solidarietà Sociale Oscar Romero 

capanna twin
Credits: Polisocial

Il turismo sportivo itinerante lungo ciclabili e cammini è occasione di rigenerazione economica e sociale dei territori rurali interni. Queste reti sentieristiche necessitano di servizi primari (vitto, alloggio, sanità) ed accessori (prodotti, assistenza, sicurezza, formazione, ecc.) quasi per nulla accessibili ai disabili e la cui gestione discontinua è affidata all’iniziativa locale. In questo contesto si inserisce il progetto TWIN, uno studio per proporre la realizzazione di una o più strutture ricettive nell’area del cratere sismico del Centro Italia, che saranno gestite da soggetti “fragili”, in primis operatori del settore, dunque con esperienza e competenze, che hanno perso il lavoro (o la clientela) a seguito del sisma, ma anche disabili o ex detenuti. La prima capanna TWIN è stata inaugurata il 31 luglio 2021 al Passo della Cisa realizzata nel laboratorio del carcere di Monza per accogliere pellegrini ed escursionisti.

Leggi anche: Dal Politecnico per il turismo lento: nasce la prima capanna TWIN

Trova la Capanna Twin https://www.twin.polimi.it/capanna-twin/ 

QUARTIERE CHE VAI, CAMPETTO CHE TROVI | SPèS SPORT è SOCIETÀ  

Dipartimenti: DAC, DIG, DASTU 
Tag: oratori, infrastrutture sportive, rigenerazione sociale   
Contesto: CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO 
Partner:  ICS – Istituto per il Credito Sportivo, Comitato Regionale lombardo del CONI, Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, Comune di Milano, Ente di promozione sportiva CSI Milano, Fondazione diocesana per gli Oratori Milanesi (FOM).   

Credits: Polisocial

Un progetto di rigenerazione sociale, promozione della salute e inclusione urbana, attraverso la riattivazione del sistema delle infrastrutture sportive degli oratori milanesi.  

Una prima fase di analisi ha elaborato la distribuzione dei numerosi oratori sul territorio milanese e correlazioni tra oratori e spazi sportivi, infrastrutture sociali e verde urbano. Un ulteriore studio ha preso in considerazione l’elemento demografico e l’accessibilità su scala urbana attraverso mappature georeferenziate, evidenziando il ruolo degli oratori quali servizi di prossimità, centrali per un’ottica di sviluppo della città a misura d’uomo. A valle dello studio, il progetto si è concentrato sulla definizione di un Quadro di Progettazione Strategica, che consentirà di suggerire strategie di riattivazione sociale, con particolare riferimento all’ambito sportivo, proprio a partire da queste strutture. 

PROTESI E ORTESI PER PICCOLI SPORTIVI  | GIFT enGIneering For sporT for all 

Dipartimenti: DEIB, DIG, DMEC, DESIGN, DICA, DCMC  
Tag: ortesi, educazione fisica, Sport for All   
Contesto: Lombardia e Lazio  
Partner:  IRCCS Eugenio, Medea – Associazione la nostra famiglia, Università Cattolica di Milano, le associazioni Edumoto Yuky ONLUS, Polha Varese e Polisportiva Milanese 1979 Sport Disabili Onlus, assieme alle aziende ITOP, BTS e Math&Sport. Il progetto si avvale inoltre della collaborazione di Claudio Arrigoni (Gazzetta dello Sport).
 

gift
Credits: Polisocial

A cura del laboratorio E4Sport, Laboratorio interdipartimentale del Politecnico di Milano, il progetto GIFT ha coperto due ambiti di ricerca. Una parte tecnologica ha portato allo sviluppo di ortesi innovative che, correggendo il deficit funzionale dei bambini emiplegici, possono consentire loro di avvicinarsi alla pratica sportiva (in particolare i test sono stati condotti sulla corsa).  

Sul fronte sociale invece, la ricerca ha coinvolto le famiglie, gli insegnanti della scuola primaria e le associazioni sportive tramite questionari, interviste, focus group ed eventi dedicati.  

Leggi anche: Il Politecnico di Milano vince premio europeo per l’inclusione nello sport

L’IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DELLE OLIMPIADI | FIVE of Olympics’ FLAG Framework for Impact eValuation of the Effects of Olympics For Longterm Achievement of (common)Good  

Dipartimenti: DIG, DENG, DASTU 
Tag: Olimpiadi invernali, pianificazione strategica, coesione sociale   
Contesto: Milano e aree alpine di Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto
Partner:  Comune di Milano (Direzione Economia Urbana e Lavoro), Città Metropolitana di Milano, nella persona del Vice-Sindaco Arianna Censi, e OMERO – Centro Interdipartimentale di Ricerca di Studi Urbani e sugli Eventi.  

Credits: Polisocial

Quale sarà a lungo termine l’impatto che le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 avranno sui territori? Cosa comporteranno dal punto di vista sociale, ambientale ed economico?  

Sono queste le domande che si pongono i ricercatori del gruppo Tiresia del Politecnico di Milano con il progetto “Five of Olympics FLAG”, che stanno lavorando con le comunità locali per analizzare scenari su vari fronti: dalla questione viabilistica (su tutti l’apertura del Passo della Forcola anche in inverno) al tema dei parcheggi interrati, passando per la possibile saturazione delle strutture ricettive e della sanità locale. 

SPORT E RICERCA IN CARCERE | ACTS A Chance Through Sport 

Dipartimenti: DASTU, DESIGN, DEIB 
Tag: detenuti, educazione motoria, riabilitazione sociale 
Contesto: Città metropolitana di Milano
Partner:  Dipartimento regionale dell’amministrazione penitenziaria, Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Elite, Bikevo, PARCfor, Waterproofing, Mapei S.p.A., Swan&Koi

Credits: ACTS

“Io voglio uscire di qua meglio di prima”, dice Filippo, detenuto nel carcere di Bollate (il nome è di fantasia). Con il progetto ACTS, un gruppo di studenti e ricercatori del Politecnico raccoglie questo desiderio e entra nelle Case di reclusione di Opera e Bollate e nell’Istituto Penale Minorile “Beccaria”. Il gruppo lavora sugli spazi, sulle strategie di comunicazione per costruire e facilitare le relazioni tra persone detenute, agenti penitenziari e l’amministrazione e sul monitoraggio delle condizioni fisiche di detenuti e agenti attraverso l’utilizzo di dispositivi indossabili. Un progetto che promuove lo sport non più come pratica occasionale, ma come strumento di relazione e socializzazione, di miglioramento effettivo del benessere fisico e psicologico delle persone e di riqualificazione degli spazi. 

L’ARRAMPICATA TI MOSTRA IL MONDO DA UN’ALTRA PROSPETTIVA | ACCEPT Adaptive Climbing for CErebral Palsy Training  

Dipartimenti: DEIB, DMEC, DESIGN  
Tag: disabilità, arrampicata adattata, riabilitazione   
Contesto: Milano   
Partner:  Fondazione FightTheStroke quale partner principale, l’associazione Milanoarrampicata, l’impresa sociale PlayMore e FASI – Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (A. Biggi, allenatore), RGTECH, Vibram, Scarpa e Montura   

Accept
Credits: Cecilia Monoli

La paralisi cerebrale (CP) è la più frequente disabilità neuromotoria infantile. I bambini con CP in molti casi possono recuperare parte delle capacità neuromotorie con un intenso lavoro di riabilitazione e lo sport può aiutare questo processo e favorire il raggiungimento obiettivi funzionali altrimenti ottenuti in tempi più lunghi. Il progetto ACCEPT si concentra sull’arrampicata assieme alla fondazione FightTheStroke: il risultato è una parete adattata, sensorizzata, riconfigurabile e interattiva, ottimizzata per rispondere ai bisogni riabilitativi di bambini affetti da CP, tra i 6 e i 13 anni (e più in generale di bambini con problemi motori).  

Leggi anche: ACCEPT, la parete di arrampicata inclusiva ospite del Fight Camp

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2020: 5 per mille a Vulnerabilità e Innovazione  

I progetti vincitori dell’edizione 2020 di Polisocial sono partiti la scorsa primavera, quando le energie dell’Ateneo erano in particolar modo tese a sostenere il contesto sociale in un momento ancora molto delicato dal punto di vista dell’emergenza pandemica. Il Politecnico ha voluto valorizzare gli sforzi dei gruppi di ricerca, dedicando 500 mila euro (donazioni 5 per mille del 2018) al tema «Vulnerabilità e Innovazione», che pone attenzione ai contesti di fragilità sanitaria e alle conseguenze sociali che si portano dietro. 

Risparmiare acqua e portare tecniche produttive dove non ci sono 

Il progetto di Hands, finanziato con le donazioni del 5 per mille, trasaferisce le competenze politecniche in Mozambico.

Dipartimenti: DASTU, DCMC, DABC, DENG, DICA
Tag: salute, spazio urbano, slum upgrading 
Contesto: Maputo, Mozambico

Partner: AICS Mozambico, AVSI, Architetti Senza Frontiere Italia e Spagna, Universidade Eduardo Mondlane.

polisocial hands
Credits: Polisocial

La recente pandemia ha evidenziato la vulnerabilità della popolazione che vive nel quartiere di Chamanculo a Maputo, vulnerabilità che tuttavia era preesistente, a causa della mancanza di servizi sanitari, dell’inadeguatezza dell’infrastruttura urbana come strade e spazi pubblici), del sovraffollamento e dell’inadeguatezza nella gestione dei rifiuti.

I ricercatori del Politecnico, con il progetto HANDS, hanno attivato un “Laboratorio Sociale” dedicato alla produzione di Polichina, il liquido igienizzante Made in Politecnico. Oltre all’immediata utilità pratica, questa iniziativa ha anche lo scopo di trasferire conoscenze e competenze agli attori locali, per una migliore gestione dei rifiuti e per un modello di produzione energetica adatto sia alla scala urbana che a quella domestica.  

«Immaginiamo un sistema automatizzato poco più grande di una macchinetta da caffè», spiega l’Alumnus e ricercatore Mattia Sponchioni, «a questo colleghiamo quattro serbatoi diversi contenenti gli elementi per produrre la Polichina: acqua, etanolo, acqua ossigenata e glicerolo. Si imposta una precisa quantità e il sistema la produce”. Il prototipo sarà testato in alcuni punti nevralgici di Chamanculo come scuole, piazze, mercati: stazioni di rifornimento quindi da integrare con un sistema di gestione intelligente dei rifiuti generatisi in seguito all’emergenza sanitaria, come mascherine e dispenser di liquido igienizzante.

Nel “Laboratorio Sociale” si sperimenteranno inoltre metodi di produzione di energia elettrica per l’alimentazione dei distributori di Polichina e per l’approvvigionamento locale delle materie prime da fonti rinnovabili in situ. In questa particolare situazione, l’uso di Polichina ha un impatto positivo anche in termini di risparmio di acqua. «Riduciamo il consumo dalla scala dei litri a quella dei millilitri», commenta Sponchioni, «nel lavaggio delle mani si consumano litri di acqua potabile, con la Polichina basta una nebulizzazione di pochi millilitri, andando a risparmiare oltre il 95% di acqua che, soprattutto nei luoghi più degradati e dove c’è il pericolo di altre patologie come la tubercolosi, scarseggia». 

Si può collegare tanti pazienti allo stesso respiratore? 

Con i comuni ventilatori, è un azzardo. Il Poli ha progettato MakingMEV, un ventilatore multiplo, per la ventilazione assistita di 10 pazienti contemporaneamente. 

Dipartimenti: DEIB, DMEC, DIG
Tag: ventilazione respiratoria, supporto emergenziale, innovazione clinica
Partner: Alberto Zanella, anestesista e rianimatore presso Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico (Milano) e ricercatore presso il Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti, Università degli Studi di Milano   

makingmev
Photo by Adhy Savala on Unsplash

Il sistema MEV (Multiple Emergency Ventilator) è una rivisitazione del supporto emergenziale alla ventilazione respiratoria: un ventilatore in grado di supportare la respirazione di fino a 10 pazienti contemporaneamente, intrinsecamente sicuro e personalizzato per ciascun paziente

Il suo cuore è una miscela di ossigeno a pressione inspiratoria massima intrinsecamente sicura (Ppeak), per prevenire il danno da ventilazione meccanica. La ventilazione è fornita un massimo di 10 pazienti, assistiti in modo personalizzato riguardo al volume controllato e alle durate inspiratorie ed espiratorie. Il sistema meccanico è composto da una campana rovesciata con tenuta ad acqua, che fissa il Ppeak in base al principio di Archimede. La campana, in acciaio inox, del diametro di 50 cm e con una altezza di 60/70 cm, è inserita all’interno di un cilindro, che grazie all’intercapedine d’acqua mantiene l’ossigeno alla pressione desiderata. Il gas è distribuito ai pazienti intubati mediante semplici tubi di acciaio inox da 2” facilmente montabili, autoportanti e modulari per poter essere adattati a diversi ambienti come triage, ospedali da campo, ospedali normali. L’intero sistema di distribuzione è compatibile con alte concentrazioni di ossigeno. 

L’unico “pezzo speciale” nel progetto del MEV è la campana. Per la linea comune è composto da elementi di utilizzo industriale, mentre gli stacchi inspiratori ad ogni paziente e la linea espiratoria sono mutuati dai comuni ventilatori. Tutte le parti meccaniche possono essere conservate in magazzino per un tempo indefinito e sanificate per essere usate subito nel momento del bisogno, al contrario dei ventilatori tradizionali che, se conservati troppo a lungo, prima dell’uso hanno bisogno di una manutenzione che può durare fino a un mese: specialmente in momenti di emergenza su larga scala, come quella occorsa nel corso della pandemia di Coronavirus. MEV potrebbe quindi evitare il congestionamento delle aziende di manutenzione e provvedere all’intubazione di emergenza di un alto numero di pazienti contemporaneamente. 

L’idea è nata durante l’onda pandemica italiana di inizio 2020”, spiega l’Alumnus, e ricercatore del Politecnico di Milano, Beniamino Fiore. Tuttavia, in un panorama di più ampio respiro, si prevede un beneficio per situazioni emergenziali in generale, e per i sistemi sanitari meno organizzati di Paesi in via di sviluppo”, e aggiunge “MakingMEV è stata la nostra risposta all’emergenza, il nostro modo di dire: facciamo qualcosa di concreto!”. 

Dal Poli nuove tecnologie per la sicurezza del supporto respiratorio 

Il progetto SAFER, finanziato con le vostre donazioni del 5 per mille, sviluppa un respiratore portatile e poco costoso per contesti a basso e medio reddito.

Dipartimenti: DEIB, DMEC, DCMC
Tag: tecnologie respiratorie, emergenze, aree a scarsità di risorse
Contesto: Vietnam, Africa Occidentale, Italia

Partner: MTTS Asia (impresa sociale); ONG Day One Health; Società Italiana di Neonatologia; CUAMM ONG; ASST Bergamo – Dipartimento di Pneumologia; altri professionisti medici 

polisocial safer
credits: Polisocial

Nei paesi a basso e medio reddito, la mancanza di ossigeno e ventilatori per l’assistenza respiratoria causava migliaia di morti all’anno anche in tempi pre-pandemia, con patologie come polmonite infantile, distress respiratorio neonatale, emorragia postpartum e lesioni traumatiche – che sarebbero prevenibili con una disponibilità diffusa ed equa di risorse di supporto respiratorio. Il progetto SAFER, iniziato la scorsa primavera, mira a sviluppare un dispositivo respiratorio personale, semplice, robusto, portatile e poco costoso (una semplice interfaccia utente che include un monitor della saturazione di ossigeno) per la somministrazione di supporto respiratorio al di fuori delle unità di terapia intensiva, soprattutto in situazioni a risorse limitate. Il gruppo di ricerca ha progettato il dispositivo integrando i sottosistemi e ottimizzando l’efficienza della compressione dell’aria, rendendo il dispositivo robusto ed in grado di operare anche in condizioni non ideali. 

Al vaglio, nuove tecnologie di produzione e materiali innovativi, come pezzi di ricambio dei materiali di consumo stampati in 3D, che facilitano la loro fornitura durante le emergenze e nei paesi a basso e medio reddito, oltre a sistemi di controllo intelligente che adattino la produzione di ossigeno alle necessità del paziente, sincronizzando l’erogazione di ossigeno alla respirazione del paziente.  Tale soluzione potrebbe essere infatti utilizzata nella terapia domiciliare anche in contesti più vicini al nostro, per esempio nel caso di pazienti con malattie respiratorie croniche o lievi, risparmiando le risorse di terapia intensiva per i pazienti gravi, alleviando la pressione sui centri di terapia intensiva. In contesti con poche risorse, l’adozione della tecnologia proposta e delle competenze acquisite con il programma di capacity building ridurrà la mortalità associata a malattie respiratorie acute, anche in tempi ordinari, riducendo le morti prevenibili. 

Un’idea semplice per combattere la mortalità post parto delle madri 

Balloon Against Maternal BleedIng, nome in codice “BAMBI”: finanziato con le vostre donazioni del 5 per mille.

Dipartimenti: DCMC, DMEC, DESIGN
Tag: emorragia post-partum, accesso alle cure, tecnica CBT
Contesto: Africa Centrale, Sud America, Sudest Asiatico

Partner: Dr. Alberto Zanini; CUAMM – Medici con l’Africa; Soleterre Onlus 

bambi
credits: Polisocial

L’emorragia post-partum (EEP) è un’emergenza ostetrica globale: è la principale causa di mortalità materna al mondo. Dei circa 140.000 decessi per EPP annuali, il 99% avviene nei paesi in via di sviluppo, con costi sociali devastanti per comunità già fragili a causa di condizioni economiche precarie. Nei casi più gravi di EEP si può giungere a perdite di mezzo litro di sangue al minuto arrivando, nel giro di pochi minuti, alla morte della paziente. In paesi in cui i parti avvengono per lo più in ambito domestico, senza la presenza di un medico, ed è spesso difficile (se non impossibile) raggiungere in tempo un ospedale in caso di EPP. Mentre lo standard di riferimento per la gestione della EPP nei paesi industrializzati è il dispositivo Bakri®, a causa del suo elevatissimo costo non si presta ad applicazioni su larga scala nei paesi in via di sviluppo. Obiettivo principale del progetto BAMBI è realizzare un nuovo dispositivo in grado di eseguire una corretta ed efficace gestione della EPP con un costo inferiore ai 5 dollari per unità

Il dispositivo deve essere facile e intuitivo per essere usato, nei casi più estremi, anche senza il supporto di personale medico o in ospedali da campo. Dopo la realizzazione del primo prototipo, grazie ai finanziamenti ricevuti tramite donazione del 5 per mille, nel 2021 i ricercatori si sono concentrati sulla risoluzione di alcuni problemi tecnici legati alla disponibilità dei materiali, alle modalità di assemblaggio dei vari componenti e all’impossibilità di eseguire l’operazione in ambiente sterile. È in corso di avvio l’iter di validazione e di sperimentazione sul campo. 

Città e Case della Salute per Comunità resilienti 

Mettiamo a terra il progetto per una sanità territoriale. Un progetto di ricerca finanziato con le donazioni del 5 per mille.

Dipartimenti: DASTU, DABC, DIG, DESIGN, DMEC
Tag: assistenza socio-sanitaria, cultura della salute, innovazione urbana
Contesto: Piacenza, Italia 

Partner: Azienda USL di Piacenza; Comune di Piacenza; Comitato Consultivo Misto delle Associazioni; Regione Emilia-Romagna; Associazione Diabetici Piacenza; Comitato Sportivo Italiano (CSI) – Comitato Territoriale di Piacenza 

polisocial coltivare salute
Credits: Polisocial

L’emergenza legata alla diffusione dei contagi da Covid-19 ha evidenziato le vulnerabilità del nostro sistema sanitario nazionale, con le sue strutture entrate rapidamente in sofferenza per la debole risposta dei servizi territoriali. Proprio al potenziamento della rete sul territorio, attraverso il ruolo centrale delle Case della Salute della Comunità (CdS), anche definiti Centri Socio Sanitari Territoriali, è rivolto il progetto di ricerca Coltivare_Salute.com. Un progetto multidisciplinare che affianca alle competenze mediche dell’Azienda USL di Piacenza e a quelle di altri partner istituzionali e del volontariato, quelle dell’architettura, dell’ingegneria gestionale e del design della comunicazione. 

«Già prima della pandemia», spiega la ricercatrice Maddalena Buffoli, «avevamo condotto lavori di ricerca e visitato alcune Case della Salute di eccellenza, anche in contesto europeo, che rappresentavano un punto di riferimento per l’assistenza sul territorio. Tali strutture hanno l’obiettivo di essere un riferimento per il cittadino per tutte quelle patologie o quegli eventi meno gravi che non richiedevano un’emergenza da gestire in ospedale: poliambulatori, centri prelievi, servizi di prevenzione, raggruppamenti di medici di base, diagnostica di base, pronto soccorso per codici minori, ambienti adatti alle procedure per le cronicità».

La salute è intesa come benessere psicofisico delle persone e pertanto le Case della Salute affiancano al ruolo sanitario anche quello sociosanitario e sociale, puntando alla presa in carico completa della persona con le sue problematiche in un’idea integrata di assistenza di prossimità. L’obiettivo della ricerca è definire le Linee Guida progettuali, organizzative, comunicative e di localizzazione delle Case della Salute post-Covid, in particolare in ambito urbano: non più solo centri di erogazione di servizi sanitari ma occasioni di rigenerazione urbana, sociale, architettonica e ambientale dove “coltivare salute” nei quartieri. Per valorizzarne la funzione territoriale, la ricerca ha attivato un tavolo di coprogettazione con l’Azienda USL della città di Piacenza, sede di uno dei poli territoriali dell’Ateneo, che prevede la realizzazione di una nuova struttura, la quale costituirà una condizione di sperimentazione operativa e metodologica di un progetto applicabile a tutte le Case della Salute per la Comunità sul territorio nazionale. 

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Polisocial Award 2021: in partenza i progetti finanziati dal 5 per mille

Partiranno nei prossimi mesi i cinque progetti selezionati dal Polisocial Award 2021, dedicati al tema “Equità e Ripresa”. L’emergenza sanitaria ha contribuito ad acuire squilibri e marginalità e a rendere concreto il rischio di un aumento delle disparità. I progetti finanziati agiranno in una prospettiva di ripresa economica, sociale e culturale, promuovendo lo sviluppo di metodi, strategie, strumenti e tecnologie tesi a ridurre le disuguaglianze e favorire l’accesso a risorse e opportunità da parte di persone, categorie sociali o comunità particolarmente vulnerabili. 

SOSpesa: reti di vicinato per il recupero, la distribuzione e la valorizzazione dell’eccedenza alimentare 

Dipartimenti: DESIGN, DIG, DEIB 
Tag: recupero alimentare, contrasto alla povertà, reti di quartiere
Contesto: quartiere NoLo, Milano

5 per mille 2021 sospesa

In accordo con il tessuto associativo del quartiere Nolo a Milano, il progetto punta alla creazione di una rete di attori locali solidali che, mappando i flussi di cibo, offra prodotti alimentari a prezzi calmierati, recuperi il cibo in eccedenza e trasformi l’invenduto a favore di categorie deboli. 

RESTARTHealth: Renewable Energy Systems To Activate Recovery Through the Health sector 

Dipartimenti: DENG, DIG, DMEC 
Tag: efficienza energetica, sanità, Africa
Contesto: distretto di Gulu, Uganda 

5 per mille 2021 restartheatlth

Il progetto mira a rafforzare le infrastrutture sanitarie e i servizi alle comunità nell’Africa sub-sahariana, studiando una gestione efficiente dell’energia elettrica per micro-reti ibride. Test e applicazioni dimostrative in un ospedale e tre centri sanitari in Uganda consentiranno di produrre linee guida di validità generale. 

EQUI_06: equità e qualità per l’infanzia. Orientamenti per realizzare il sistema integrato 0-6 anni  

Dipartimenti: DASTU, DIG, DESIGN 
Tag: servizi pre-scolari, educazione, quartieri marginali
Contesto: Milano

5 per mille 2021 equi6

A partire da uno studio pilota, che aiuterà ad approfondire il complesso quadro di bisogni e risorse relativi alla prima infanzia, la ricerca intende definire orientamenti per la realizzazione di poli territoriali integrati di servizi pre-scolari “0-6”. L’ambito di attenzione sono i contesti urbani, in particolare le aree a maggiore rischio di esclusione sociale e povertà educativa. 

coWIN: cantieri di cooperazione win-win per la riqualificazione degli immobili confiscati alle mafie  

Dipartimenti: DABC, DASTU, DIG 
Tag: legalità, occupazione, recupero immobili
Contesto: Lombardia/area metropolitana di Milano 

5 per mille 2021 co-win

Esperienze pilota per la messa a punto di un modello innovativo “hub and spoke” di recupero e valorizzazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Obiettivo è innescare dinamiche di rigenerazione sociale basate sulla formazione tecnica e l’integrazione lavorativa di categorie fragili, lasciando segni tangibili di equità e legalità.

Budd-e: Blind-assistive aUtonomous Droid Device  

Dipartimenti: DEIB, DIG, DESIGN, DABC 
Tag: disabilità visiva, accessibilità, robot-assistance
Contesto: Milano 

5 per mille 2021 BUDD-e

Si rivolge alle esigenze di persone ipovedenti, colpite dalle misure di contenimento del Covid-19 e dalle restrizioni poste alla fruizione quotidiana di spazi e servizi, ma non solo. Come renderli pienamente accessibili in modo che le persone ipovedenti possano utilizzarli in autonomia e sicurezza? L’approccio integrato coinvolge design inclusivo, robotica, Automazione e Architettura. I ricercatori prevedono un forte impatto su applicazioni di wayfinding in strutture mediche e di cura, centri e spazi commerciali, centri culturali (ad esempio musei) e centri sportivi. In particolare, il laboratorio E4sport supporterà il progetto Budd-e nel suo utilizzo all’interno del centro sportivo Giuriati per supportare l’allenamento di utenti ciechi e ipovedenti durante le attività sportive, ad esempio la corsa. 

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Credits images: http://www.polisocial.polimi.it/it/home/

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5 per mille: Poli primo in Italia per donazioni ricevute

Sono usciti i dati relativi alle donazioni del vostro 5 per mille nel 2020: per una somma complessiva di 985.530 €, sono stati 7.921 i contribuenti, in larga parte Alumni, che hanno donato al Poli il loro 5 per mille. Nella classifica degli enti ammessi al beneficio della donazione, l’Ateneo si classifica al 1° posto tra le università, relativamente all’importo delle donazioni.

Tra gli enti di ricerca, compresi quelli non universitari, il Poli scala tre posizioni, dal 9° (2019) al 6° posto. Negli ultimi 9 anni il Politecnico di Milano ha ricevuto dalle donazioni del 5 per mille circa 5 milioni di euro.

Grafico 5 Per Mille 2020 Ita

VERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE E RESPONSABILE

L’Ateneo ha investito questi fondi in progetti di ricerca ad alto impatto sociale, integrandoli con una parte di co-finanziamenti stanziati dai dipartimenti stessi o da enti pubblici e sponsor, secondo la visione politecnica di sviluppo sostenibile che promuove il coinvolgimento di privato, pubblico, società civile, mondo della ricerca e istituzioni finanziarie.

Ambiente, energia, salute, rigenerazione urbana, sostegno a popolazioni e territori fragili (ma l’elenco potrebbe continuare) sono sfide globali che riguardano tutti e che pongono domande a cui la ricerca scientifica è chiamata a rispondere. È un impegno che il Politecnico di Milano ha nel proprio DNA.

I progetti di ricerca finanziati vengono selezionati ogni anno attraverso un concorso di proposte, il Polisocial Award. Primo in Italia tra le iniziative accademiche di questo tipo, ha l’obiettivo di sostenere e avviare progetti di ricerca e un approccio etico al lavoro accademico che valorizzino l’impatto sociale delle competenze politecniche, in un’ottica di sostenibilità nel tempo e con l’obiettivo di dare spazio ai giovani ricercatori.

SCOPRI LA RICERCA A ALTO IMPATTO SOCIALE DEL POLITECNICO DI MILANO

I progetti finanziati nel 2021, partiti in questi ultimi mesi, si concentrano su metodi, strategie e strumenti capaci di ridurre gli squilibri sociali aggravati dall’emergenza Covid-19, favorendo l’accesso a risorse e opportunità da parte di persone, categorie o comunità vulnerabili, in un’ottica di equità e sostenibilità. Nel 2020 abbiamo posto l’attenzione ai contesti di fragilità sanitaria e alle conseguenze sociali che si portano dietro.

Andando ancora più indietro nel tempo, abbiamo lavorato su progetti di attività sportiva come leva d’inclusione: per contrastare fenomeni di disagio giovanile e esclusione delle diversità, favorire il dialogo tra culture, promuovere la riqualificazione sociale e ambientale dei quartieri. Molti di più ve ne abbiamo raccontati, negli anni, sulla rivista MAP, il Magazine degli Alumni del Politecnico di Milano: scopri tutti i progetti politecnici finanziati con il tuo 5 per mille.

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Polisocial Award 2021: selezionati i vincitori

Sono 500.000 euro quest’anno i fondi del 5 per mille che il Politecnico di Milano investirà per finanziare cinque progetti di ricerca, vincitori del Polisocial Award, la competizione promossa ogni anno dall’Ateneo nell’ambito del suo programma di responsabilità sociale.

L’ottava edizione della competizione si concentra sul tema “Equità e Ripresa”: i progetti proposti mirano a sviluppare metodi, strategie e strumenti capaci di ridurre gli squilibri sociali aggravati dall’emergenza Covid-19, favorendo l’accesso a risorse e opportunità da parte di persone, categorie o comunità vulnerabili, in un’ottica di equità e sostenibilità. 

I PROGETTI VINCITORI

BUDD-e | Blind-assistive aUtonomous Droid Device
Responsabile scientifico: Marcello Farina, DEIB
Il progetto promuove una ripresa equa indirizzandosi alle persone ipovedenti, colpite dalle misure di contenimento del Covid-19 e dalle restrizioni poste alla fruizione quotidiana di spazi e servizi. Lo scopo è permettere una rinnovata accessibilità a servizi e luoghi pubblici da parte di questi soggetti, mediante un approccio integrato che fonde design inclusivo, tecnologie IC e robotica.

Co-WIN | Cantieri di cooperazione win-win per la riqualificazione degli immobili confiscati alle mafie e l’equità sociale
Responsabile scientifico: Andrea Campioli, DABC
Esperienze pilota per la messa a punto di un modello innovativo hub and spoke di recupero e valorizzazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Obiettivo è innescare dinamiche di rigenerazione sociale basate sulla formazione tecnica e l’integrazione lavorativa di categorie fragili, lasciando segni tangibili di equità e legalità.

EQUI_06 | Equità e qualità per l’infanzia: orientamenti per realizzare il sistema integrato 0-6
Responsabile scientifico: Stefania Sabatinelli, DASTU
A partire da uno studio pilota, che aiuterà ad approfondire il complesso quadro di bisogni e risorse relativi alla prima infanzia, la ricerca intende definire degli orientamenti per la realizzazione di poli territoriali integrati di servizi pre-scolari “0-6” in contesti urbani, in particolare in aree a maggior rischio di esclusione sociale e povertà educativa.

RESTARTHealth | Renewable Energy Systems To Activate Recovery Through the Health sector
Responsabile scientifico: Marco Merlo, DENG
Il progetto mira a rafforzare le infrastrutture sanitarie e i servizi alle comunità nell’Africa sub-sahariana, studiando una gestione efficiente dell’energia elettrica per microreti ibride. Test e applicazioni dimostrative in un ospedale e tre centri sanitari in Uganda consentiranno di produrre linee guida di validità generale.

SOSpesa | Reti di vicinato per il recupero, la distribuzione e la valorizzazione dell’eccedenza alimentare
Responsabile scientifico: Davide Fassi, DESIGN
In accordo con il tessuto associativo del quartiere Nolo a Milano, il progetto punta alla creazione di una rete di attori locali solidali che, mappando i flussi di cibo, offra prodotti alimentari a prezzi calmierati, recuperi il cibo in eccedenza e trasformi l’invenduto a favore di categorie deboli.

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I progetti finanziati dal 5 per mille: BAMBI

Ogni anno migliaia di donatori, soprattutto Alumni, scelgono di devolvere al Politecnico di Milano il loro 5 per mille. Queste donazioni immettono nuove energie nella ricerca e in particolare servono a finanziare progetti ad alto impatto sociale e a promuovere giovani ricercatori.

Tra questi progetti c’è anche BAMBI – Balloon Against Maternal BleedIng, un kit che contrasti l’emorragia post-parto (PPH), rendendo il dispositivo più economico e pratico di quelli attualmente utilizzati.

LA NASCITA DEL PROGETTO

L’emorragia post-partum (EEP) è un’emergenza ostetrica globale: è la principale causa di mortalità materna al mondo. Dei circa 140.000 decessi per EPP annuali, il 99% avviene nei paesi in via di sviluppo, con costi sociali devastanti per comunità già fragili a causa di condizioni economiche precarie e rese ancor più vulnerabili dalla pandemia di SARS-CoV-2.

In tali paesi, a maggioranza rurale, i parti avvengono per lo più in ambito domestico, senza la presenza di un medico, ed è spesso difficile (se non impossibile) raggiungere in tempo un ospedale in caso di EPP. Mentre lo standard di riferimento per la gestione della EPP nei paesi industrializzati è il dispositivo Bakri®, a causa del suo elevatissimo costo non si presta ad applicazioni su larga scala nei paesi sopracitati.

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Credits: Polisocial
BAMBI: COSA PREVEDE IL PROGETTO?

Obiettivo principale del progetto BAMBI è progettare un nuovo dispositivo destinato ai paesi in via di sviluppo, che sia in grado di eseguire una corretta ed efficace gestione della EPP e che abbia un costo inferiore ai 5 dollari per unità. Per questa ragione l’idea è stata depositata come brevetto sociale.

Il ricercatore Francesco De Gaetano spiega qual è attualmente la modalità applicata nei paesi in via di sviluppo: «Un copri-sonda viene legato con un filo a tubo connesso con una sacca piena di soluzione fisiologica. Il copri-sonda viene quindi inserito in utero dove, gonfiandosi a causa del riempimento con la suddetta soluzione, comprime la parete uterina fermando così il sanguinamento.

L’idea di questo dispositivo di emergenza è di per sé valida, il problema risiede nei materiali utilizzati, nelle modalità di assemblaggio dei vari componenti e nella mancanza di sterilità di tutta l’operazione. Questo dispositivo dovrebbe rimanere all’interno dell’utero fino a 24/48 ore dal suo inserimento; durante questo periodo, a causa dell’artigianalità della connessione tra i diversi componenti, possono verificarsi trafilamenti di fluido, che comportano una riduzione del volume e il mancato raggiungimento dell’obiettivo di arresto dell’emorragia.

Credits Alex Pasarelu on Unsplash

Nei casi più gravi di EEP si può giungere a perdite di mezzo litro di sangue al minuto arrivando, nel giro di pochi minuti, alla morte della paziente. Per questa ragione il dispositivo non dovrebbe essere soggetto a trafilamenti che ne riducano l’efficacia di tamponamento dell’emorragia. Il nuovo dispositivo che stiamo progettando è focalizzato alla risoluzione di questi problemi tecnici per garantire la sicurezza del trattamento durante tutta l’applicazione, nonché ad un suo impiego semplice e sicuro».

Il dispositivo oggetto del progetto BAMBI, oltre ad agire velocemente, deve quindi essere facile e intuitivo da utilizzare in condizioni non ideali.

«Puntiamo ad arrivare a fine 2021 con il design del dispositivo funzionante, così da avviare l’iter di validazione e di conseguenza la sperimentazione sul campo a inizio 2022».

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I progetti finanziati dal 5 per mille: HANDS

La ricerca promuove innovazione nei programmi di “slum upgrading” attraverso la sperimentazione multidisciplinare di azioni a lungo periodo rivolte a mitigare la vulnerabilità igienico sanitaria strutturale degli abitanti del quartiere di Chamanculo a Maputo, coniugando progetti igienico sanitari e ambientali in forma olistica e sistemica.

La recente pandemia ha evidenziato la vulnerabilità della popolazione che vive a Chamanculo, che tuttavia era preesistente a causa della mancanza di servizi sanitari, così come ha fatto emergere l’inadeguatezza della gestione dei rifiuti, il limitato approvvigionamento d’acqua sicura, sia negli ambiti privati che pubblici, e l’impossibilità di garantire un’adeguata igiene personale.

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Credits: Polisocial
HANDS: COSA PREVEDE IL PROGETTO?

HANDS si propone di attivare un “Laboratorio Sociale” dedicato alla produzione di Polichina, il liquido igienizzante Made in Politecnico; e di promuovere una migliore gestione dei rifiuti e un modello di produzione energetica appropriato sia alla scala urbana che domestica, trasferendo infine competenze tecnologiche a stakeholder locali.

«Immaginiamo un sistema automatizzato poco più grande di una macchinetta da caffè», spiega l’Alumnus e ricercatore Mattia Sponchioni, «a questo colleghiamo quattro serbatoi diversi contenenti gli elementi per produrre la Polichina: acqua, etanolo, acqua ossigenata e glicerolo. Si imposta una precisa quantità e il sistema la produce. Ambiamo ad arrivare ad un prototipo da installare in alcuni punti nevralgici di Chamanculo: una scuola, una piazza, un mercato». Delle vere e proprie stazioni di rifornimento quindi, da integrare con un sistema di gestione intelligente dei rifiuti generatisi in seguito all’emergenza sanitaria: dalle mascherine ai dispenser di Polichina.

hands
Credits Nguyen Dang Hoang Nhu on Unsplash

Nel “Laboratorio Sociale” si sperimenteranno inoltre nuovi metodi di produzione di energia elettrica per l’alimentazione dei distributori di Polichina e per l’approvvigionamento locale delle materie prime da fonti rinnovabili in situ.

In questa particolare situazione, l’uso di Polichina ha un impatto positivo anche in termini di risparmio di acqua.

«Riduciamo il consumo dalla scala dei litri a quella dei millilitri», commenta Sponchioni, «nel lavaggio delle mani si consumano litri di acqua potabile, con la Polichina basta una nebulizzazione di pochi millilitri, andando a risparmiare oltre il 95% di acqua che, soprattutto nei luoghi più degradati e dove c’è il pericolo di altre patologie come la tubercolosi, scarseggia».

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I progetti finanziati dal 5 per mille: MakingMEV

Ogni anno migliaia di donatori, soprattutto Alumni, scelgono di devolvere al Politecnico di Milano il loro 5 per mille. Queste donazioni immettono nuove energie nella ricerca e in particolare servono a finanziare progetti ad alto impatto sociale e a promuovere giovani ricercatori.

Tra questi progetti c’è anche MakingMEV (Multiple Emergency Ventilator), una completa rivisitazione del supporto emergenziale alla ventilazione respiratoria: un ventilatore in grado di supportare la respirazione di 10 pazienti contemporaneamente, intrinsecamente sicuro e personalizzato per ciascun paziente, in grado di prevenire il danno da ventilatore meccanico.

IL PROGETTO SPIEGATO DALL’ALUMNUS E RICERCATORE BENIAMINO FIORE

MakingMEV ha l’obiettivo di realizzare il primo prototipo completamente funzionale del ventilatore, validarne la funzionalità in laboratorio e analizzarne la realistica potenzialità di trasferimento alla clinica.

«L’iter per portare una nuova tecnologia in clinica passa attraverso una procedura ben codificata di approvazione da parte degli organismi regolatori», spiega l’Alumnus, e ricercatore del Politecnico di Milano, Beniamino Fiore. «Nell’arco dei prossimi 18 mesi ci prefiggiamo di compiere il primo di questi passi, ovvero la validazione del prototipo in laboratorio, che si eseguirà sia qui al Politecnico, sia presso il Policlinico di Milano, utilizzando dei simulatori per replicare la risposta biomeccanica respiratoria dei pazienti trattati».

makingmev
Photo by Adhy Savala on Unsplash

MakingMEV nasce in un contesto multidisciplinare: «Nel progetto – spiega Fiore – lavorano ricercatori di tre Dipartimenti del Politecnico che mettono a disposizione competenze sinergiche di bioingegneria, ingegneria meccanica, automazione e ingegneria gestionale. Il team è completato dal personale del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Maggiore Policlinico, che dà al progetto il suo contributo di ricerca a titolo del tutto volontario».

Il progetto (di cui abbiamo parlato nel numero 8 e numero 9 del MAP) ha già riscosso l’interesse di diverse Istituzioni di utilità sociale e di Enti attivi nella promozione di progetti ad alta sostenibilità.

«L’idea è nata durante l’onda pandemica italiana di inizio 2020. Tuttavia, in un panorama di più ampio respiro, si prevede un beneficio per situazioni emergenziali in generale, e per i sistemi sanitari meno organizzati di Paesi in via di sviluppo», e aggiunge «MakingMEV è stata la nostra risposta all’emergenza, il nostro modo di dire: “facciamo qualcosa di concreto!“».

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5 per mille: il Poli è la seconda università in Italia per donazioni ricevute

Sono usciti i dati relativi alle donazioni del vostro 5 per mille nel 2019. I donatori del Poli sono stati 8.012, per una somma complessiva di 662.844 €. Nella classifica generale degli enti ammessi al beneficio della donazione, l’Ateneo passa dal 64° posto del 2018 al 59° posto del 2019. Per il secondo anno consecutivo il Politecnico di Milano si classifica al 9° posto nell’elenco dei centri per la ricerca scientifica e al 2° posto tra le università, relativamente all’importo delle donazioni.

Negli ultimi anni, le donazioni di 5 per mille al Politecnico di Milano hanno seguito un trend di crescita, a testimonianza del supporto della community alle attività dell’Ateneo.

“Moltissimi Alumni sono coinvolti a diversi livelli nelle riflessioni e azioni mirate alla ripartenza, in un continuo dialogo con il “nostro Poli”, per massimizzare le ricadute positive a livello di impatto sulla società”, commenta il prof. Enrico Zio, delegato del rettore per gli Alumni e presidente Alumni Politecnico di Milano.

La community è accanto all’Ateneo, in modo particolare, nella sua missione di essere sempre più un traino diretto e indiretto per lo sviluppo di una società sicura e sostenibile. La donazione del 5 per mille va in questa direzione: i fondi raccolti sono destinati a finanziare progetti di ricerca responsabile ad alto impatto sociale e a promuovere giovani ricercatori. Proprio in queste settimane sono partiti cinque nuovi progetti finanziati con le vostre donazioni 5 per mille 2019.

Grafico5perMille
COME SELEZIONIAMO I PROGETTI?

Dal 2013, a selezionare i progetti di ricerca finanziati con il 5 per mille è Polisocial, il programma di impegno e responsabilità sociale del Politecnico di Milano.

Primo in Italia tra le iniziative accademiche di questo tipo, Polisocial l’obiettivo di sostenere e avviare progetti di ricerca responsabile e supportarli in un’ottica di sostenibilità nel tempo. L’iniziativa si prefigge anche l’obiettivo di dare spazio ai giovani ricercatori e coltivare un approccio etico al lavoro accademico, che valorizzi l’impatto sociale delle competenze politecniche.

Dall’inizio del programma, sono 46 i progetti che hanno beneficiato del vostro 5 per mille, per un totale di circa 3 milioni e mezzo di euro. Ne parliamo su MAP numero 9, presto in uscita.

“Per questi progetti, e quelli che verranno, a voi il mio ringraziamento e l’invito a continuare a sostenerli. Perché l’innovazione sociale passa attraverso tecnologia “umanamente giusta”, per costruire un futuro sostenibile”, conclude Enrico Zio.

DONA ANCHE TU IL TUO 5 PER MILLE AL POLI E CONTRIBUISCI A SOSTENERE LA RICERCA RESPONSABILE

Destinare il 5 per mille al Politecnico di Milano è semplice, basta apporre la tua firma nel riquadro “Finanziamento della ricerca scientifica e dell’Università” che figura sui modelli di dichiarazione dei redditi e specificare il codice fiscale del Politecnico di Milano CODICE FISCALE 800 579 301 50

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Politecnico-Milano-bluscuro

5 per mille: scopri la ricerca a alto impatto sociale

Le donazioni provenienti dal 5 per mille al Politecnico di Milano vengono destinate a progetti di ricerca a alto impatto sociale: ambiente, energia, comunità, rigenerazione urbana, popolazione fragile e paesi in via di sviluppo sono solo alcuni dei temi toccati in questi anni dai nostri ricercatori.

Quest’anno, i progetti beneficiari di questo contributo hanno un focus importante sui temi legati alla tutela della salute. Nel 2020 il Politecnico ha potuto mettere a disposizione circa 500 mila euro provenienti dalle vostre donazioni 5 per mille, finanziando complessivamente 5 nuovi progetti in partenza nelle prossime settimane. Ne parleremo anche su MAP numero 9, in uscita ad aprile. Iniziamo a vederli insieme!

BAMBI|Balloon Against Maternal BleedIng

L’obiettivo è progettare un kit che contrasti l’emorragia post-parto (PPH), rendendo il dispositivo più economico e pratico di quelli attualmente utilizzati.

L’obiettivo è arrivare ad un brevetto sociale e ad un costo di 5 dollari, che renderà il dispositivo abbordabile anche per i paesi a basso reddito. Oltre ad essere economico, BAMBI dovrà essere veloce e facile da utilizzare perché, nei casi più gravi di emorragia, la donna può arrivare a perdere mezzo litro di sangue al minuto.

BAMBI potrebbe rappresentare una soluzione salvavita in tutti quei paesi e contesti in cui è difficile accedere a cure tempestive.

Il progetto coinvolge i dipartimenti di Chimica, Meccanica e Design.

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Credits Polisocial
Coltivare_Salute.Com | Città e Case della Salute per Comunità resilienti

Il progetto mira a potenziare il ruolo delle Case della Salute della Comunità (CdS), che sono strutture sul territorio italiano, a metà strada tra l’ospedale e il medico curante, pensate per i pazienti meno gravi.

Il potenziale di questi presidi sanitari è molto alto e potrebbe avere un ruolo strategico nella medicina del territorio, per supportare ospedali e ambulatori nella gestione di pazienti che non sono in emergenza; tuttavia, al momento le Case della Salute sono poco sfruttate.

Alcuni ricercatori del Politecnico hanno aperto un tavolo di co-progettazione locale nella città di Piacenza, dove prevedono di costruire una nuova Casa della Salute e sperimentare nuove soluzioni elaborate.

Il progetto coinvolge i dipartimenti di Architettura e Studi Urbani, Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Ingegneria Gestionale e Design.

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Credits Polisocial
HANDS | Health AND urban Space in Chamanculo, Mozambique

La ricerca promuove innovazioni rivolte a mitigare la vulnerabilità igienico sanitaria strutturale degli abitanti del quartiere di Chamanculo a Maputo.

Per fare questo, HANDS si propone di attivare un “Laboratorio Sociale” dedicato alla produzione di Polichina, il liquido igienizzante Made in CMIC (abbiamo parlato della Polichina qui) che permetterà, oltre ad igienizzare, di ridurre lo spreco di acqua potabile, con un risparmio di oltre il 95%.

Il secondo obiettivo è di trasferire competenze tecnologiche a stakeholder locali nel campo della gestione dei rifiuti e della produzione energetica su scala urbana e domestica.   

Il progetto coinvolge i dipartimenti di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Ingegneria Civile e Ambientale, Energia e ChimicaCMIC

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Credits Polisocial
MakingMEV | Prototipazione di un ventilatore multiplo per emergenze pandemiche

MEV – Multiple Emergency Ventilator è un ventilatore emergenziale che può supportare la respirazione di 10 pazienti contemporaneamente, con una pressione inspiratoria massima intrinsecamente sicura (Ppeak) e che previene il danno da ventilatore meccanico.

Il progetto di ricerca si pone come obiettivo quello di creare il primo prototipo, validarne la funzionalità in laboratorio e analizzarne la potenzialità di trasferimento alla clinica.

Il progetto coinvolge i dipartimenti di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Meccanica, Ingegneria Gestionale e ha come partner il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Maggiore Policlinico. Abbiamo parlato del respiratore MEV sul numero 8 di MAP, dedicato alle ricerche politecniche per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

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Credits Polisocial
SAFER | Nuove tecnologie per la sicurezza e l’efficacia del supporto respiratorio durante le emergenze e in contesti con poche risorse

Anche SAFER tratta di respiratori, in questo caso l’obiettivo è creare un dispositivo respiratorio personale (per un solo paziente) da utilizzare fuori dalla terapia intensiva che sia semplice, robusto e poco costoso.

Per realizzarlo saranno utilizzati materiali innovativi, nuove tecnologie e ricambi stampati in 3D, che faciliteranno la fornitura in tempi di emergenze e in caso di risorse limitate, come nei paesi a basso e medio reddito. La previsione è quella di creare un prototipo, testare le prestazioni, l’usabilità e la scalabilità del progetto.

Il progetto coinvolge i dipartimenti di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Meccanica e Chimica.

polisocial safer
Credits Polisocial
POLISOCIAL AWARD: UNO STRUMENTO UNICO IN ITALIA PER LA RICERCA A ALTO IMPATTO SOCIALE

I progetti di ricerca finanziati vengono selezionati ogni anno attraverso un concorso di proposte, il Polisocial Award. Primo in Italia tra le iniziative accademiche di questo tipo, ha l’obiettivo di sostenere e avviare progetti di ricerca e un approccio etico al lavoro accademico che valorizzino l’impatto sociale delle competenze politecniche, in un’ottica di sostenibilità nel tempo e con l’obiettivo di dare spazio ai giovani ricercatori.

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