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Era il 2016 quando abbiamo pubblicato “2099”

“Di fronte ai cambiamenti, dobbiamo chiederci se quello che facciamo sia ancora attuale”. “Bisogna lottare per l’inclusione e superare quel tetto economico che impedisce l’accesso a una vita dignitosa per tutti”. “Il cambiamento è l’unica costante: imparate a coglierne i segnali”. “Non perdete di vista ciò che non può essere misurato: i rapporti umani”. “Una volta al mese, fate una giornata di digital detox!”. “Less ego, more eco: dobbiamo progettare avendo come obiettivo una sostenibilità”. “È difficile fare previsioni per i prossimi decenni, ma resta ugualmente una riflessione importante: vi servirà per essere pronti ai cambiamenti e adattarvi più rapidamente”. “Dobbiamo uscire dalla prospettiva della crisi e cercare di comprendere cosa sia cambiato”.

5 anni fa abbiamo chiesto a 87 Alumni C-Level di immaginare come sarebbe stato il mondo nel 2099. Nel frattempo, molti di loro hanno cambiato ruolo, azienda, in alcuni casi anche industria. Alcuni sono cresciuti, altri sono andati in pensione, altri, purtroppo, ci hanno lasciato. Alcuni avranno anche, sicuramente, cambiato idea, e oggi risponderebbero diversamente alla nostra domanda: come immagini il mondo nel 2099?

Anche al mondo, nel suo insieme, è successo di tutto, ma, a leggere questi messaggi, potremmo aver l’impressione che siano stati scritti oggi. Quindi, i casi sono questi: o il mondo non è cambiato per nulla (improbabile, vero?); o gli Alumni hanno la palla di cristallo (altrettanto improbabile). Oppure, sono consigli talmente buoni da invecchiare come il vino: migliorando.

“Gli Alumni del Politecnico di Milano sono architetti, designer e ingegneri che operano in diversi settori della nostra società, dalla tecnologia alla progettazione degli spazi di vita, dall’economia all’industria, dall’arte alla cultura”

scriveva il presidente Zio nella prefazione a Verso il 2099: 87 consigli dai grandi Alumni del Politecnico di Milano per progettare se stessi nel domani, un titolo che dice tutto delle proprie intenzioni politecnicamente progettuali. “Questo gruppo di donne e uomini”, continuava, “costituisce un motore d’innovazione di straordinaria importanza per il nostro Paese”. 2099 è uno scrigno di esperienze di chi un futuro, per sé, l’ha già costruito e lo guida nel presente, affrontando sfide, commettendo errori e in ogni caso, sempre, imparando. Conclude il prof. Enrico Zio: “Non smettiamo di imparare oggi per sbagliare meno domani”.

A 2099 hanno partecipato, in ordine alfabetico: Roger Abravanel, Marco Airoldi, Stefano Arganese, Paolo Baratta, Paolo Battiston, Luca Belenghi, Roberto Beltrame, Paolo Bertoluzzo, Luciano Bonetti, Guido Bortoni, Angelo Bosoni, Elena Bottinelli, Daslav Brkic, Francesco Caio, Guido Cami, Marco Candiani, Tino Canegrati, Carlo Capè, Giulio Cappellini, Carlo Carganico, Alessandro Cattani, Luciano Cavazzana, Paolo Cederle, Andrea Certo, Giulio Cesareo, Aldo Chiarini, Aldo Cingolani, Antonio Citterio, Luca Colombo, Roberto Crapelli, Giampaolo Dallara, Claudio De Albertis, Gianandrea De Bernardis, Enrico Deluchi, Giuseppe Di Franco, Fabio Dinale, Elio ( Stefano Belisari), Mauro Fenzi, Luigi Ferrari, Guglielmo Fiocchi, Gianbeppi Fortis, Angelo Fumagalli, Aldo Fumagalli Romario, Marco Galletti, Giovanni Gemmani, Luciano Gobbi, Ugo Govigli, Vittorio Gregotti, Andrea Incontri, Alberto Iperti, Andrea Keller, Ugo La Pietra, Pietro Lissoni, Andrea Lovato, Fabio Maccari, Virginia Magliulo, Stefano Marzano, Alessandro Matera, Renato Mazzoncini, Alessandro Mendini, Angelo Meregalli, Marco Milani, Riccardo Monti, Alberto Negri, Maurizio Nichetti, Fabio Novembre, Alessandro Ortis, Giulio Pastore, Bartolomeo Pescio, Stefano Pessina, Carlo Purassanta, Paolo Ramadori, Giorgio Rossi Cairo, Walter Ruffinoni, Stefano Scaglia, Marco Sesana, Stefano Siragusa, Sergio Solero, Francesco Starace, Maurizio Teora, Vico Valassi, Patricia Viel, Franco Villani, Enrico Zampedri, Luca Zanotti, Elena Zucchetti.