Shell Eco-Marathon: chi va piano va sano e va lontano

C’è una gara automobilistica in cui non vince chi va più veloce, ma chi va più lontano. La squadra del Poli: “vogliamo battere i francesi”

La Shell Eco-Marathon è un campionato automobilistico storico nato nel 1985, organizzato ogni anno da Shell. I team, composti da studenti, possono correre in due categorie, quante sono le tipologie di veicoli ammesse:  UrbanConcept – veicoli simili alle automobili tradizionali, che, in teoria, potrebbero anche essere omologate per il trasporto urbano – e Prototype – prototipi di veicoli leggeri ultra-efficienti. I veicoli possono essere alimentati in qualsiasi modo: combustione interna (benzina, diesel, etanolo), batterie elettriche o celle a combustione di idrogeno.

L’importante non è arrivare prima degli altri (anche se un po’ conta anche quello), ma percorrere la maggiore distanza possibile con l’equivalente di 1 kWh o 1 litro di carburante. L’ingegno sta appunto nel costruire il veicolo che consumi meno di tutti gli altri e, dove ci vuole ingegno, ecco che arrivano gli ingegneri. 

http://sem.mecc.polimi.it/

Abbiamo intervistato Emma Patuzzo, studentessa di Mobility Engineering all’ultimo anno e secondo pilota della squadra Team Mecc-e del Politecnico di Milano, che si trova in questo momento nei Paesi Bassi per la prima tappa della Shell Eco-marathon 2022. Dal 31 maggio al 3 giugno infatti si corre al TT Circuit Assen, dove farà il suo debutto la nuova macchina del Team, Asteria, per conquistare il titolo di Urban Concept più efficiente dal punto di vista energetico. 

“Vince il veicolo che compie un numero prestabilito di giri alla massima velocità ottimizzando meglio i consumi, che vengono calcolati tramite telemetria”, ci spiega Patuzzo. Alla domanda “quanto prevedete di consumare?”, risponde: “Sono dati che non possiamo ancora rivelare. Ne saprete di più dopo i test e le prove libere ufficiali”.  

Emma Patuzzo con Apollo

È dal 2019 che il campionato non si teneva dal vivo, quindi c’è grande aspettativa. Quale clima vi aspettate ai box?, chiediamo a Patuzzo. “I primi giorni clima c’è un rilassato, si punta a cercare la prestazione migliore della macchina. Quando però il gioco si fa serio e cominciamo a vedere il podio che si avvicina, c’è una certa agitazione. Nel 2019 il Poli aveva corso a Brookland Circuit, UK, con il predecessore di Asteria, Leto, che fece il quarto posto. Il clima era molto teso”. Chi sono quelli da battere? “Noi puntiamo al podio e nel 2019 ci siamo andati veramente molto vicini. In questo momento, la Francia è il nostro rivale principale”. Com’è stare lì dentro? “Caldo. Caldissimo. È molto emozionante, è qualcosa che abbiamo costruito noi dall’inizio alla fine. Chiaramente ci hanno aiutati gli sponsor: il principale è Mako Shark, che ci aiuta con la laminazione e la costruzione dello chassis”. Patuzzo è all’ultimo anno, le chiediamo quali siano i suoi piani per il futuro. “In questo momento sono in lista per un team di Formula 1, sto finendo i colloqui. Altrimenti ho altre prospettive sul campo della guida autonoma, che è anche l’argomento della mia tesi”. 

Nel 2010 il Poli ha fatto il record mondiale di efficienza nella categoria Prototype sul circuito Rockingham Motor Speedway, UK. Il prototipo Apollo, alimentato a energia solare, ha percorso 796 km/kWh. Il record rimane ad oggi imbattuto.

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