I progetti finanziati dal 5 per mille: HANDS

HANDS è uno dei cinque progetti ad alto impatto sociale finanziati dalle donazioni del 5 per mille al Politecnico di Milano

La ricerca promuove innovazione nei programmi di “slum upgrading” attraverso la sperimentazione multidisciplinare di azioni a lungo periodo rivolte a mitigare la vulnerabilità igienico sanitaria strutturale degli abitanti del quartiere di Chamanculo a Maputo, coniugando progetti igienico sanitari e ambientali in forma olistica e sistemica.

La recente pandemia ha evidenziato la vulnerabilità della popolazione che vive a Chamanculo, che tuttavia era preesistente a causa della mancanza di servizi sanitari, così come ha fatto emergere l’inadeguatezza della gestione dei rifiuti, il limitato approvvigionamento d’acqua sicura, sia negli ambiti privati che pubblici, e l’impossibilità di garantire un’adeguata igiene personale.

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HANDS: COSA PREVEDE IL PROGETTO?

HANDS si propone di attivare un “Laboratorio Sociale” dedicato alla produzione di Polichina, il liquido igienizzante Made in Politecnico; e di promuovere una migliore gestione dei rifiuti e un modello di produzione energetica appropriato sia alla scala urbana che domestica, trasferendo infine competenze tecnologiche a stakeholder locali.

«Immaginiamo un sistema automatizzato poco più grande di una macchinetta da caffè», spiega l’Alumnus e ricercatore Mattia Sponchioni, «a questo colleghiamo quattro serbatoi diversi contenenti gli elementi per produrre la Polichina: acqua, etanolo, acqua ossigenata e glicerolo. Si imposta una precisa quantità e il sistema la produce. Ambiamo ad arrivare ad un prototipo da installare in alcuni punti nevralgici di Chamanculo: una scuola, una piazza, un mercato». Delle vere e proprie stazioni di rifornimento quindi, da integrare con un sistema di gestione intelligente dei rifiuti generatisi in seguito all’emergenza sanitaria: dalle mascherine ai dispenser di Polichina.

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Credits Nguyen Dang Hoang Nhu on Unsplash

Nel “Laboratorio Sociale” si sperimenteranno inoltre nuovi metodi di produzione di energia elettrica per l’alimentazione dei distributori di Polichina e per l’approvvigionamento locale delle materie prime da fonti rinnovabili in situ.

In questa particolare situazione, l’uso di Polichina ha un impatto positivo anche in termini di risparmio di acqua.

«Riduciamo il consumo dalla scala dei litri a quella dei millilitri», commenta Sponchioni, «nel lavaggio delle mani si consumano litri di acqua potabile, con la Polichina basta una nebulizzazione di pochi millilitri, andando a risparmiare oltre il 95% di acqua che, soprattutto nei luoghi più degradati e dove c’è il pericolo di altre patologie come la tubercolosi, scarseggia».

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