Il futuro delle STEM per il Politecnico: interdisciplinare e inclusive

La prorettrice Donatella Sciuto riflette sulle professioni della tecnologia che hanno bisogno di capacità innovativa, creatività e approccio umanistico

 «La scienza non ha genere: il motivo per cui alle bambine a volte non piace è perché non vengono incoraggiate. Per questo il Politecnico da anni organizza eventi aperti ai più piccoli (tra cui La notte dei ricercatori), per spiegare loro in maniera semplice cos’è la ricerca scientifica».

Così parla ad Elle la prorettrice del Politecnico di Milano e delegata alla Ricerca e alla Diversity Donatella Sciuto, intervistata sui mestieri delle STEM che, ancora oggi, ricevono una resistenza culturale imposta dalla società, che continua a vedere queste professioni come “cose da uomini”.

 «Nell’immaginario collettivo le professioni tecniche sono forse ancora un dono naturale per gli uomini, una grande conquista per le donne. Capita ancora che le donne ingegnere sentano il bisogno di giustificare o sminuire il proprio ruolo. Credo che il vero passo in avanti verrà compiuto quando la maggior parte di noi penserà che la scelta di dedicarsi a una professione tecnica sia, semplicemente, un’aspirazione legittima. Una risposta alla curiosità, all’interesse e ai desideri della persona», come scritto dalla prorettrice nella prefazione del libro “Alumnae. Ingegnere e tecnologie”.

STEM Sciuto
Credits: D – la Repubblica
STEM, UN APPROCCIO (ANCHE) UMANISTICO

Sempre ad Elle, Sciuto parla del futuro dei nuovi professionisti e nuove professioniste delle STEM, che privilegerà sempre più un approccio interdisciplinare, unendo quello “matematico” a quello “umanistico”: al giorno d’oggi infatti non bastano solo le competenze tecnologiche per sviluppare nuove tecnologie.

«Servono capacità innovativa, creatività e un approccio umanistico, perché bisogna essere in grado di capire l’impatto sociale e personale di ciò che si realizza».

È questo il caso delle professioni in crescita, come quelle nell’ambito della cybersecurity, che richiedono competenze informatiche ma anche gestionali e di diritto, insegnate al Politecnico in due corsi magistrali (Ingegneria Informatica e Cyber Risk Strategy and Governance), e lo studio e la gestione della mobilità efficiente per i cittadini, approfondita nel corso di laurea in Mobility Engineering, che unisce competenze tecnologiche a quelle di logistica e pianificazione.

STEM
Credits: Elle
IL BILANCIO DI GENERE: UN’ISTANTANEA DELL’ATENEO E LE AZIONI ADOTTATE RISPETTO ALLA PROSPETTIVA DI GENERE

In accordo con le azioni strategiche del Politecnico di Milano a favore di una maggiore diversità e inclusione, il Bilancio di Genere scatta ogni anno un’istantanea dell’Ateneo rispetto alla prospettiva di genere nei percorsi di studio e di lavoro, tra gli studenti e all’interno del corpo docente e del personale tecnico-amministrativo.

Da questa analisi emergono le politiche e le azioni positive da mettere in atto per favorire le pari opportunità, tracciando così nuovi traguardi e punti di arrivo.

Credits header: Io Donna

Nel libro “ALUMNAE, Ingegnere e tecnologie” abbiamo raccolto le storie di 67 ingegnere della nostra community. L’obiettivo? Raccontare un insieme di esempi positivi per le ragazze “STEM” di oggi e di domani. Questo libro è una delle tante iniziative creata da Alumni Politecnico di Milano. Se ti piacciono le nostre attività, puoi donare per sostenerle.

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