“Ripartire dalla conoscenza”: il rettore presenta il suo nuovo libro

Il Rettore e Ferruccio De Bortoli presentano il libro-dialogo sul futuro del Paese, che ripartirà anche dalla competenza e dalla conoscenza del Politecnico

“Il 2020 verrà ricordato come un anno complicato, ma anche come un momento di grande cambiamento. Un lungo anno in cui abbiamo scritto una pagina di storia dell’università. Per questo ho pensato che fosse giusto lasciare una traccia di ciò che abbiamo vissuto senza retorica, raccontando in modo semplice e onesto la nostra esperienza, quella di un grande ateneo italiano: il Politecnico di Milano”

Il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta introduce così il suo libro appena pubblicato da Bollati Borighieri “Ripartire dalla conoscenza. Dalle aule svuotate dal virus alla nuova centralità dell’università”, già acquistabile in tutte le librerie.

Il saggio, un dialogo tra il rettore e Ferruccio De Bortoli, è incentrato sulle difficoltà che le università italiane hanno affrontato nel 2020 ed è stato presentato in diretta dal Teatro Paolo Grassi di Milano e in streaming sulla pagina Facebook del Politecnico.

Durante la presentazione, gli autori hanno ripercorso gli avvenimenti dell’anno passato che hanno posto l’Italia davanti a delle sfide alle quali è possibile rispondere – secondo il Rettore – investendo nella formazione, in particolare quella universitaria.

ripartire dalla conoscenza
Credits: Politecnico di Milano
RIPARTIRE DALLA CONOSCENZA: DOVE ERAVAMO, DOVE SAREMO

Il 2020 ha segnato un momento molto complicato per il Politecnico e per tutte le università italiane: la gestione dell’emergenza ha spinto il nostro Ateneo alla chiusura delle aule fisiche e all’apertura di quelle online per 45 mila studenti.

Ma se da un lato la pandemia ha imposto una chiusura forzata, dall’altro ha messo in moto una grande attività propositiva che ha coinvolto diverse strutture e dipartimenti del Poli: dall’utilizzo dei laboratori per aiutare le istituzioni e le imprese, come ad esempio la creazione della Polichina (abbiamo parlato della Polichina nel Digital Talks “L’Ingegneria Chimica al servizio della produzione di Polichina per la comunità”), all’elaborazione di Unlock, un modello olistico sugli effetti di una graduale riapertura delle attività sociali ed economiche del Paese (abbiamo parlato di Unlock nel numero 8 del MAP).

ripartire dalla conoscenza
Credits: Bollati Boringhieri Editore
 “Ogni parola spesa in questo libro è dedicata alle studentesse e agli studenti del Politecnico di Milano e delle nostre Università”

“Ripartire dalla conoscenza” è anche un manifesto programmatico che rivendica il ruolo centrale dell’Università nella formazione dei giovani studenti, il futuro del nostro Paese.

Fondamentale, a questo proposito, il dibattito sulla divisione dei fondi in arrivo.

«Servono programmi ad hoc – dichiara il rettore del Politecnico di Milano al Corriere della Sera -, dobbiamo distinguere le sedi per la loro vocazione, quelle generaliste e quelle specializzate, quelle che rispondono a criteri locali e quelle che hanno una dimensione internazionale».

Un approccio che presuppone la valorizzazione delle differenze tra gli atenei, ma anche di fare in modo che essi formino delle alleanze strategiche tra loro, dando la possibilità agli studenti di poter costruire la loro carriera universitaria ovunque, online e offline.

L’obiettivo è quello di creare dei professionisti flessibili, che crescano “con una compartecipazione di saperi, in particolare tra le scienze umanistiche e quelle scientifico tecnologiche”.

UN’OCCASIONE PER CAMBIARE

“Ripartire dalla conoscenza” è un libro che si focalizza sui grandi cambiamenti che sono in corso, e che la pandemia ha accelerato: la scuola – ormai troppo spesso dimenticata –, il lavoro e le nuove professioni, le tecnologie emergenti, i progetti per la città e il ruolo delle università nel contesto socio-economico, la crescita del territorio.

Un’occasione per ripartire dalla competenza e ripensare il futuro dalle fondamenta, qualcosa che si può fare soltanto tornando a credere e a investire nel valore della conoscenza, per affrontare le grandi sfide di domani.

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