Nuove terapie: una spin off del Politecnico per curare la maculopatia

Parte la sperimentazione di Mag Shell, dispositivo salva-vista con un obiettivo ambizioso: ridurre l’impatto su pazienti, caregiver e sistema sanitario

La maculopatia essudativa è una patologia dell’occhio molto diffusa e rappresenta la prima causa di cecità per gli over 50. Per curarla, ad oggi è necessario sottoporsi a frequenti iniezioni, un processo invasivo e impattante sulla vita dei pazienti che li spinge, molto spesso, ad abbandonare la terapia.

Per evitare l’abbandono precoce delle cure, un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano in collaborazione con il Dipartimento di scienze cliniche e biomediche “Luigi Sacco”, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Università degli Studi di Milano, ha sviluppato Mag Shell: un dispositivo che, con un’unica iniezione, è capace di rilasciare precise dosi di farmaco ad intervalli di tempo predefiniti.

Il dispositivo vede la luce nel 2015 a partire dalla tesi di dottorato di Marco Ferroni, ingegnere biomedico del Politecnico di Milano. In sei anni, grazie al supporto del Polihub che ha incubato MgShell, la spin off vincitrice di numerosi premi e investimenti, sono stati sviluppati la tecnologia e il modello di business.

Credits: Polihub
MAG SHELL: UNA NUOVA FRONTIERA TERAPEUTICA PER LA MACULOPATIA ESSUDATIVA

Il dispositivo oculare Mag Shell è un “contenitore” di farmaco che viene inserito, con un’unica iniezione, all’interno dell’occhio e rilascia il principio attivo gradualmente, garantendo così una maggiore aderenza dei pazienti al protocollo terapeutico.

Questo funzionamento è possibile grazie alla conformazione del dispositivo stesso, che alterna strati di materiali biodegradabili, costituiti da magnesio o da sue leghe, a dosi di farmaco.

“Oggi questo significa evitare che il 40% dei pazienti che abbandona la terapia diventi cieco, significa ridurre drasticamente l’impatto sociale che le patologie croniche hanno” spiega Ferroni in un’intervista.

I vantaggi di questa procedura sono molteplici: oltre alla riduzione dei costi e dell’impatto dell’attuale trattamento farmacologico su pazienti maculopatici, staff ospedaliero e sulla spesa sanitaria, ci sono promettenti possibilità di usare MagShell anche in altri ambiti di applicazione farmaceutica.

Al momento il dispositivo è in fase di sperimentazione preclinica in vitro e presto inizierà il primo studio pilota su animale.

Cover Photo: Polihub

Su MAP #9 in uscita ad aprile: Come nasce una spin off?

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