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Da ricerca a startup: torna Switch2Product

Trasformare i risultati della ricerca scientifica in una startup è forse il modo più ambizioso e stimolante per dimostrare che la propria idea ha la capacità di risolvere concretamente un problema. Lo sanno bene i 21 team che, martedì 14 giugno, hanno animato la mattinata al MADE Competence Center Industria 4.0 con il “Demo Day” dell’edizione 2021 di Switch2Product. Grazie al lavoro compiuto durante i 4 mesi di accelerazione coordinato da PoliHub, le startup che l’anno scorso hanno vinto l’edizione di Switch2Product hanno illustrato ad alcuni fra i principali fondi di Venture Capital e aziende partner dell’iniziativa come intendono portare sul mercato le loro innovazioni tecnologiche e scientifiche. 

Nella stessa giornata è stata, inoltre, presentata la XIV edizione di Switch2Product – Innovation Challenge, la cui fase di raccolta candidature si chiuderà il 15 luglio.  

I 21 Team vincitori dell’edizione 2021 – Credits: s2p

MA CHE COS’È SWITCH2PRODUCT? 

S2P è il Programma d’Innovazione organizzato da PoliHub, Technology Transfer Office del Politecnico di Milano e Officine Innovazione di Deloitte, nato per supportare la creazione di startup innovative, valorizzando l’attività di ricerca e promuovendo l’imprenditorialità. 

Per raccogliere le idee di quante più persone possibili, l’iniziativa si rivolge a un’ampia platea: studenti, ricercatori, dottorandi di ricerca, docenti e Alumni del Politecnico di Milano, POLIMI Graduate School of Management, Poli.design, oltre ad alumni o studenti iscritti ad altre università e/o enti di ricerca affiliati. 

Switch2Product
Credits: s2p

Coloro che verranno selezionati avranno al proprio fianco esperti che li guideranno lungo un percorso di empowerment imprenditoriale. I team accederanno, inoltre, a grant e percorsi di accelerazione su misura, ma soprattutto potranno, alla fine del percorso, entrare in contatto con investitori e partner industriali che consentiranno di realizzare un PoC e ottenere investimenti mirati a trasformare l’idea in una startup. 

Le categorie di application sono quattro: Health&Med Tech, Climate Tech & Circular Economy, Industries Transformation, New ways of working and living. 

“L’idea di per sé non basta. Anche se buona ha bisogno di concretezza. Deve essere sostenuta, indirizzata e valorizzata. Da quattordici anni a questa parte Switch2Product è un punto di riferimento all’interno dell’ecosistema Politecnico e delle imprese; è un marchio di garanzia per gli investitori; è un terreno di confronto tra giovani intraprendenti e imprenditori esperti”, commenta Donatella Sciuto, Prorettrice Vicaria del Politecnico di Milano. “Nell’ultimo triennio sono cresciute le candidature a S2P, oltre seicento; sono aumentati gli investimenti, quasi sette milioni di euro di investimenti early stage di pre-seed e seed; si sono moltiplicate le realtà approdate sul mercato (36 le società costituite). È in quest’ottica, forti di segnali positivi come quelli che arrivano da questa competizione, che il Politecnico sta puntando sulla rigenerazione dei gasometri nell’area di Bovisa, con l’intento di creare uno spazio ad hoc per le startup, posizionate al centro di un vero e proprio distretto di innovazione.” 

Donatella Sciuto, Prorettrice Vicaria del Politecnico di Milano
Donatella Sciuto, Prorettrice Vicaria del Politecnico di Milano | Credits: s2p

“S2P si conferma sempre più un programma di eccellenza”, conclude Andrea Sianesi, Presidente PoliHub. “Negli ultimi anni PoliHub ha dato vita a una macchina capace di far nascere startup deep tech, grazie a percorsi e metodologie sviluppati ad hoc e al sostegno di un’imponente community di mentor e facendo leva su solide relazioni con investitori e partner industriali. Un network sempre più esteso di stakeholder interessati al valore dell’innovazione è la forza di Switch2Product, la più importante challenge in Italia che fa crescere progetti che sanno trasformarsi in imprese e che ogni anno contribuiscono ad arricchire il tessuto imprenditoriale del Paese e a costruirne il futuro”. 

Andrea Sianesi, Presidente PoliHub
Andrea Sianesi, Presidente PoliHub | Credits: s2p
Yasmine Granata home

Yasmine Granata, giovane imprenditrice da Milano alla Sicilia

La startup “FRIDA” è una delle startup siciliane premiate durante il concorso “La tua idea di impresa in Sicilia”, bandito dalla Presidenza della Regione Siciliana e dall’Irfis, dedicato alle delle dieci migliori proposte di autoimprenditorialità presentate da giovani siciliani.

Frida nasce al Politecnico di Milano, dall’idea e dal brevetto di Yasmine Granata, 32 anni, Alumna magistrale in Design del prodotto per l’innovazione: si tratta di un’ortesi (ossia un apparecchio correttivo) per il trattamento della scoliosi idiopatica, realizzata con un materiale innovativo e brevettato per essere più leggero e confortevole, specificamente pensato per adattarsi alle abitudini degli adolescenti che devono portare il corsetto correttivo per ragioni mediche.

frida
https://www.98zero.com/

“Dall’età di 12 anni ho dovuto indossare un corsetto ortopedico, un’armatura in plastica che non mi ha permesso di vivere appieno la mia adolescenza”, racconta Granata a 98Zero (guarda la video intervista a questo link). Durante la tesi al Poli avvia quindi uno studio, coinvolgendo le officine ortopediche sul territorio, che la porta a sviluppare il progetto di un “corsetto” per adolescenti: “caratterizzato da un maggiore confort rispetto a quelli classici, grazie a un materiale da me stessa brevettato, ha maggiore traspirabilità e leggerezza”.

La forma e la struttura del corsetto inoltre ne aumentano l’efficacia, adattandosi a chi lo indossa e accelerando il processo di cura, grazie a un elettrodo interno posteriore per la stimolazione del tessuto paravertebrale e un elemento dinamico di spinta configurato per esercitare un’azione sul gibbo costale dell’utente.

Il progetto è stato incubato da PoliHub (leggi su MAP 8 come funziona l’incubatore del Politecnico di Milano): “qui ho potuto testare e verificare tutte le ipotesi su cui si basava il progetto. Avvierò la mia impresa in Sicilia, sperando di poter dare lavoro soprattutto alla gente del mio paese”.

forbes 2021

Chi sono gli 11 politecnici nella classifica Forbes dei giovani innovatori

“Mentre in tutto il mondo si continua a combattere la pandemia da Covid, i 100 under 30 selezionati da Forbes Italia per il 2021 stanno dando il loro contributo, con la forza delle loro idee”. Parte così Forbes Italia nel l’annunciare i 100 giovani innovatori italiani che secondo la rivista stanno scrivendo il futuro del Paese.

Tra loro anche diversi politecnici, ve li presentiamo!

Giovanni Pandolfi Bortoletto, per la categoria Science, 29 anni, fondatore di Leaf Space e Alumnus in ingegneria Aeronautica 2014

bortoletto
Photo: TrevisoToday

Matteo Marzorati, 26 anni, categoria Games, fondatore di Cordens Interactive e Alumnus in Product Service System Design nel 2019

matteo marzorati
Credits: Linkedin

Domitilla Rapisardi, 29 anni, categoria Art&style, fondatrice di IINDACO e Alumna in Design della Moda nel 2013

domitilla rapisardi
Credits: Linkedin

Francesca Bona, per la categoria Energy, 29 anni, esperta di transizione energetica e Alumna in Ingegneria Energetica 2015

francesca bona
Credits: Linkedin

Andrea Evangelista e Chiara Riente, entrambi 27 anni e Alumni in Ingegneria Dei Materiali e delle Nanotecnologie 2021 e Design della Comunicazione 2018, fondatori di Piantando, per la categoria Social Impact

Marco Laganà, 29 anni, categoria e-commerce, ha fondato Dog Heroes e Alumnus in Design della Moda 2013

marco laganà
Credits: Linkedin

Elisa Piscitelli, 30 anni, e Mariapaola Testa, 29, categoria Education, hanno fondato Orientami e sono Alumnae in Ingegneria Gestionale 2015 e Ingegneria Gestionale 2013

Enrico Bertino (alumnus in Mathematical Engineering 2019) e Gianluca Maruzzella (alumnus in Ingegneria Gestionale 2015), fondatori di Indigo.ai. Categoria Enterprise technology

Cover photo © Forbes

Un’Alumna alla guida del Fondo Technology Transfer per l’Innovazione

Claudia Pingue, Alumna in ingegneria delle telecomunicazioni e ex General Manager di PoliHub: “sono orgogliosa di mettere a disposizione le mie competenze nel mondo della tecnologia e dell’imprenditorialità innovativa a favore della crescita sostenibile”

È stato inaugurato il Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione. Ha in dotazione 150 milioni di euro e supporterà la nascita e lo sviluppo di startup deep tech. A guidarlo sarà Claudia Pingue Alumna in ingegneria delle telecomunicazioni e ex General Manager di PoliHub.

Il fondo si focalizzerà su alcune aree della ricerca scientifica e tecnologica attraverso accordi con università e centri di ricerca. Dal punto di vista della ricerca l’Italia è all’avanguardia e si posiziona all’8° posto a livello mondiale per numero di pubblicazioni scientifiche e per numero di ricercatori e al 10° posto per numero di brevetti presentati all’Ufficio europeo dei brevetti. Questo fondo ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio scientifico italiano per superare il gap di competenze e capitali tra ricerca e mercato, supportare la filiera del trasferimento tecnologico e promuovere innovazione e competitività del sistema della ricerca -industria. Pingue commenta a Start-up Italia: «Sono orgogliosa di poter mettere a disposizione le mie competenze nel mondo della tecnologia e dell’imprenditorialità innovativa a favore della crescita sostenibile di startup e PMI, fondamentale motore di rinnovamento del nostro Paese».

Un casco contro il Coronavirus

“Mi chiamo Ricardo Conde e mi sono laureato dal Politecnico di Milano nell’anno 2013 in Design and Engineering”. Ricardo ci scrive dalla Colombia, dove, dopo gli studi al Politecnico, ha fondato la startup QL Concept e oggi si occupa di progettare dispositivi di protezione individuale.

“Ci stiamo chiedendo tutti come possiamo prevenire efficacemente il contagio – commenta. La nostra idea è stata quella di progettare una “bio-capsula” per tornare a fidarci gli uni degli altri, proteggere i lavoratori, tornare a condurre una vita normale e riaprire le attività economiche”. Si tratta di un casco dotato di ventola integrata per agevolare la respirazione e una serie di filtri per proteggere chi lo indossa dal virus. Il prototipo pesa circa 600 grammi e costa circa 200 dollari.

Al momento, QL Concept ne produce pochi esemplari in una piccola fabbrica artigianale, ma spera di scalare alla produzione industriale con obiettivo di produrne 2000 unità al giorno.

Clicca qui per saperne di più.

Diagnosi precoce di Covid-19

Un algoritmo fornirà un’indicazione giornaliera del rischio di aver contratto il Coronavirus utilizzando i dati fisiologici raccolti da un dispositivo indossabile. “Una corsa tecnologica contro il tempo e un impegno civico” commenta il fondatore di Empatica Matteo Lai, Alumnus Architettura

Fondata nel 2011 da tre Alumni del Politecnico di Milano, Matteo Lai, Maurizio Garbarino e Simone Tognetti, e incubata da Polihub, Empatica è una high-tech company che sviluppa wearable device per il monitoraggio dei segnali fisiologici, nella mission originale con lo scopo di rilevare crisi epilettiche per il soccorso tempestivo. Da allora l’azienda, che ha sede negli USA, è cresciuta e nel 2018 il suo smartwatch Embrace è stato il primo dispositivo al mondo ad essere stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), l’ente che in USA regola i prodotti alimentari e farmaceutici.

Gli smartwatch di Empatica sono oggi usati in contesto medico e neurologico con l’obiettivo di monitorare i segnali fisiologici in situazioni patologiche o di stress, grazie all’integrazione tra design e intelligenza artificiale. Da alcuni anni, il team di Empatica studia, tra le varie cose, anche un metodo per la diagnosi precoce delle infezioni delle vie respiratorie. Dall’emergenza Covid, i ricercatori hanno messo a punto un algoritmo in grado di elaborare i dati raccolti tramite il dispositivo (i sensori misurano la frequenza cardiaca, la temperatura, la frequenza respiratoria e l’attività elettrodermica) e identificare il rischio che il portatore abbia contratto l’infezione, prima ancora dello sviluppo dei sintomi.

Il metodo è stato scelto per il test dall’U.S. Army Medical Research and Development Command (USAMRDC) è e servirà a identificare e isolare precocemente i focolai. Il CEO di Empatica, Matteo Lai, ha dichiarato: “È un privilegio per il nostro team partecipare all’impegno di combattere la pandemia insieme all’esercito americano. Il dipartimento ha probabilmente il miglior track record al mondo nella promozione di tecnologie rivoluzionarie. Questa non è solo una corsa tecnologica contro il tempo, ma anche una responsabilità civica nell’impiegare la nostra esperienza contro una minaccia per la nostra salute e la nostra economia.”

Fonte: www.economyup.it

Rivedi il video di Matteo Lai alla Convention 2016

Abbiamo parlato di Empatica nel numero 4 del Magazine Alumni Politecnico di Milano

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