ISAAC, dal Politecnico di Milano all’innovazione antisismica da 14 milioni

La startup, creata dall’Alumnus Alberto Bussini, riceve un round di finanziamento di 14 milioni di euro, raggiungendo quota 21,7 milioni

“Questo round non è solo un traguardo finanziario. È un segnale di fiducia in una visione: rendere la sicurezza sismica una componente naturale e continua della vita degli edifici”. 

Alberto Bussini, Alumnus in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano insieme al suo team, ha ricevuto per ISAAC, la realtà imprenditoriale da lui fondata, un round da 14 milioni di euro. Con questa operazione, la startup raggiunge 21,7 milioni di euro di capitali raccolti dalla nascita. Al round hanno partecipato CDP Venture Capital SGR360 Capital Partners (anche tramite Fondo Parallelo LV 360 – Lombardia Venture), Axon Partners GroupGruppo Azimut ITRing Capital e NovaCapital

ISAAC sviluppa e installa sistemi attivi per il controllo delle vibrazioni degli edifici, in particolare per la protezione sismica e dal vento.  

Un’idea vincente in un uno dei paesi, l’Italia, più esposti al rischio sismico in Europa.  

Oggi ISAAC punta sugli edifici pubblici—scuole, ospedali e imprese—che dal 1968, a causa dei terremoti, hanno generato 135 miliardi di costi. A differenza degli interventi con tecniche tradizionali, la tecnologia di ISAAC non richiede infatti modifiche invasive o sgomberi, garantendo la piena operatività di ospedali, scuole, uffici, edifici strategici e imprese durante l’installazione. 

 “L’idea è nata e si è sviluppata grazie alla mia tesi di laurea sulla riduzione delle vibrazioni nelle strutture ed è diventata una realtà imprenditoriale solida” – precisa Alberto. 

 Come ha contribuito il Politecnico di Milano nel tuo percorso professionale? 

 “Il Politecnico mi ha dato il metodo: affrontare problemi complessi in modo strutturato – precisa Alberto -. Ma soprattutto mi ha dato il contesto. L’idea è nata e si è sviluppata grazie alla mia tesi di laurea sulla riduzione delle vibrazioni nelle strutture ed è diventata una realtà imprenditoriale solida e grazie al confronto con professori e ricercatori”. 

 Il round di finanziamento è stato inaspettato?  

 “Il round – afferma – è arrivato dopo anni di sviluppo tecnologico, test su scala reale e primi progetti concreti sul mercato. Più che un punto di arrivo è stato una conseguenza del lavoro fatto. Sono soddisfatto del percorso, ma soprattutto del fatto che oggi la tecnologia è utilizzata su edifici reali e sta iniziando a diventare uno standard”. 

La startup potrebbe davvero segnare un punto di svolta per la sicurezza degli edifici. L’obiettivo è rendere la protezione sismica e strutturale qualcosa di scalabile e applicabile su larga scala, non solo su pochi edifici speciali. 
 

“Vogliamo che il nostro impatto sia meno danni, meno interruzioni, più continuità per edifici critici come ospedali e scuole, non sono in Italia, ma anche all’estero e la sfida ora è infatti l’internazionalizzazione”. 

ISAAC, nato al Politecnico di Milano, mira per il futuro, a fare da apripista nella sicurezza antisismica.

Qual è il tuo sogno?  

“Costruire una tecnologia che diventi uno standard globale e che, tra qualche anno, venga data per scontata: come qualcosa che deve esserci”. 

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